WELFARE: le nuove regole per i lavoratori e i pensionati italiani
Thursday 29 November 2007 @ 12:16 pm
ROMA - Eliminazione dello scalone, aumenti per le pensioni basse, limiti ai contratti a termine: lo scontro che da mesi tiene l’Italia sospesa sul futuro del welfare, prima tra imprese e sindacati e poi tra le parti sociali e il Parlamento, non cambia nella sostanza le principali riforme introdotte dal protocollo firmato a luglio da governo, Confindustria e confederazioni sindacali. Su previdenza e mercato del lavoro ecco quindi quali saranno le nuove regole per i lavoratori e i pensionati italiani.
- CONTRATTI A TEMPO E PRECARIATO:Saltato il tetto degli otto mesi per la proroga ai contratti a termine, resta l’innovazione che limita il ricorso a queste forme di impiego: dopo un totale di 36 mesi i contratti a termine potranno essere temporaneamente rinnovati, solo per una volta e solo per un periodo di tempo massimo che nei prossimi mesi decideranno, insieme, tramite avviso comune, sindacati e imprese. Per firmare la proroga il lavoratore dovrà recarsi presso la Direzione provinciale del lavoro competente per territorio con l’assistenza di un rappresentante sindacale. In caso di mancato rispetto della procedura o in caso di superamento dei termini stabiliti da contratto, il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato. Sempre in materia di lavoro viene abolito, cosìcome deciso in Commissione, il cosiddetto job on call anche se una deroga permette ai settori del turismo e dello spettacolo di farvi ricorso. Anche lo staff leasing è abrogato. Sul nuovo testo del governo saltano invece alcune innovazioni introdotte in Commissione sull’apprendistato mentre resta il finanziamento di 10 milioni, tra il 2008 e il 2009 per la formazione professionale.
- LAVORI USURANTI: Sono stanziati 2,52 miliardi di euro per dare la possibilità nei prossimi dieci anni ai lavoratori impegnati in attività usuranti di andare in pensione in anticipo rispetto ai nuovi requisiti. Durante i lavori della Camera la Commissione aveva eliminato il riferimento che stabiliva il tetto di 80 notti per definire i lavori notturni usuranti ma il governo lo ha reintrodotto. Ora l’esecutivo si impegna però, con una delega, a definire nei dettagli quale sarà la platea dei lavoratori che rientreranno tra gli usuranti. Per farlo c’é una commissione presso il ministero del Lavoro che dovrà individuare i criteri con il concorso delle parti sociali. Il governo ha mantenuto la decisione della Commissione di sanzionare il datore di lavoro che ometta o menta su informazioni relativi all’individuazione dei lavori usuranti.
- STRAORDINARI: Confermata l’abolizione della contribuzione aggiuntiva sulle ore di lavoro straordinario introdotta dalla Finanziaria 1996.
- PENSIONI E SCALINI: La battaglia parlamentare non ha messo in discussione le innovazioni definite a luglio sulle pensioni. Nel 2008 si andrà in pensione di anzianità da lavoratori dipendenti a 58 anni di età e 35 di contributi invece dei 60 previsti dalla legge Maroni. Negli anni successivi l’età media aumenterà progressivamente, fino ad arrivare nel 2013 a ‘quota 97′ tra età e contributi con età minima a 61 anni. Sempre sull’età pensionabile il governo ha deciso oggi che, entro un anno, emanerà altri decreti che terranno conto delle peculiarità di alcuni settori di attività e, in particolare delle “Forze armate e di polizia ad ordinamento civile e militare”. Entro febbraio, inoltre, il governo procederà alla predisposizione di un piano per razionalizzare gli enti previdenziali. Più tutele e garanzie sono previste per i lavoratori più giovani, con l’obiettivo di avere trattamenti pensionistici non inferiori al 60% dell’ultima retribuzione. I pensionati con più di 64 anni e redditi non superiori a 8.504 euro annui hanno diritto ad un’erogazione supplementare la cui entità è legata agli anni di contributi versati. Le pensioni variabili da tre a cinque volte il minimo (fino a 2.180 euro al mese) vengono indicizzate al 100% rispetto all’inflazione (prima era il 90%). Il nuovo welfare prevede anche la definizione di nuovi coefficienti (rivisti al ribasso, ma ancora non applicati) che si applicheranno dal 2010 e poi si rivedranno ogni tre anni. Ci sarà una commissione per proporre modifiche che tutelino le pensioni più basse e le carriere discontinue.
- AUMENTO CONTRIBUTI E PRESTAZIONI PER I PARASUBORDINATI: Aumenteranno i contributi di un punto l’anno per i prossimi tre anni (ora sono al 23%).
- AUMENTO INDENNITA’ DISOCCUPAZIONE: L’indennità di disoccupazione sarà portata al 60% della retribuzione per i primi sei mesi, al 50% dal settimo all’ottavo mese e al 40% per i mesi successivi (dopo gli otto mesi per gli over 50).
Tratto da: http://www.ansa.it/
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