Volevo solo dormirle addosso: tra precarietà, obiettivi e progetti

Friday 10 August 2007 @ 10:43 am

Dal romanzo “Volevo solo dormirle addosso” di Massimo Lolli

Regia Eugenio Cappuccio

Il tema che viene trattato in questo film non è leggero: gli argomenti sono la precarietà,il licenziamento e il concetto di persone viste come numeri, ma lo fà raccontandolo con il suono agrodolce del sarcasmo.

Marco Pressi(Giorgio Pasotti) è un giovane e stimato formatore della sede italiana della MIT People First(multinazionale Francese) a cui viene fatta una proposta di quelle difficili da rifiutare: fare carriera in poco tempo. Ma in che modo? Niente di più semplice: dovrà licenziare 25 dipendenti nel giro di alcuni mesi e ,se raggiungerà l’obiettivo, avrà una promozione che comporterà con cospicui aumenti, bonus e auto aziendale; se fallirà lo aspetterà il suo licenziamento.

Marco accetta e si trasforma in breve tempo da simpatico formatore ad una sorta di “killer” autorizzato dal sistema.

Per prima cosa si reca da uno dei boss dell’azienda, Giorgio Borghi, simpatico personaggio dalla cadenza tipicamente milanese per cercare consigli utili. Il primo suggerimento che gli viene dato è quello di valutare l’età del dipendente, la seconda cosa da fare è il contatto diretto del “carnefice” con la “vittima”, per poter fare l’offerta ma senza lasciargli troppo tempo per pensare, perchè un buon cacciatore deve braccare la preda fino a toglierle il respiro…

Il protagonista si troverà di fronte ad una moltitudine di pensieri, pulsioni, paure: dal pensionato timoroso delle riforme governative in materia di pensioni al dipendente che baratta la liquidazione per pagare i debiti di gioco, dalla dipendente malata fino ad arrivare al licenziamento dell’amico… Pressi non guarda in faccia a nessuno, assiste impassibile alle reazioni di disperazione, pianto e furia dei dipendenti ripetendo in continuazione come fosse un mantra, vuoto e malefico, ” ti stimo molto”… “ti stimo molto”… “ti stimo molto”… “ti stimo…”

Questo nuovo ruolo di carnefice con licenza di licenziare, influenza la vita privata di Marco che, sopraffatto dalla pressone lavorativa, tra aperitivi e cene vissute da sonnambulo, si ritrova solo con sè stesso pur in compagnia della ” quasi fidanzata”, che decide di affibiare al “nuovo” Marco il nomignolo di ” El Muerto”.

In questa situazione, sboccia in lui un solo desiderio: quello di non pensare a nulla e di “dormirle addosso”… La conclusione del film, surrealistica per certi aspetti, fà emergere una gelida morale: un mondo, quello del lavoro e probabilmente il mondo nel suo complesso, che avanza solo per pulsioni di desideri e obiettivi, senza avere come scopo un progetto (sia esso lavorativo o di vita), ma solo l’appagamento momentaneo. Il protagonista prende una decisione (che non vi sveliamo… andatelo a vedere!!!) che, se di primo impatto sembra “eroica” e “redentrice”, è in realtà l’unica logica, e assurdamente possibile, strada che possa percorrere e, anche in questo, Pressi mostra di vedere l’uomo come mezzo e mai come fine.

La domanda che ora ci poniamo ( e vi poniamo) è questa: secondo voi è più corretto perseguire un progetto, magari difficile e complicato, che porti da qualche parte o lavorare per singoli obiettivi, per una intensa, ma temporanea soddisfazione?

Friday 10 August 2007 @ 10:43 am | Permalink |

» 5 commenti a 'Volevo solo dormirle addosso: tra precarietà, obiettivi e progetti'

  1. eli dice:

    Forse si dovrebbe poter riuscire ad effettuare entrambe le cose insieme.
    Ma si sa, il mondo va sempre nel modo contrario di quanto tu ti possa aspettare.

    August 11th, 2007 at 9:01 am — Scrivi la tua opinione

  2. vale dice:

    Tutto e subito o sudore e fatica per poi godere dei frutti?
    All’amletico quesito io rispondo sudore e fatica e parlo da persona che per ottenere quel poco che ha, ha dovuto faticare moltissimo e scontrarsi spesso e volentieri con amare realtà, con la simpatocrazia anzichè con la meritocrazia. Ci vuole coraggio. Ce ne vuole tanto. Non credo ai guadagni facili e alle promesse che fanno certi gatti e certe volpi. Non ho mai creduto a chi mi diceva che lavorando poco avrei guadagnato tanto. Lavoro 8 ore, guadagno ciò che per ora è giusto, fatico nella mia crescita professionale, ma dove sono arrivata lo devo solo e soltanto grazie a me e al coraggio che ho avuto qualche volta a dire “no, grazie, ma non ci sto”.
    Ho letto un libro di recente, la leadership secondo Peter Pan, in cui si dice che se desideriamo ardentemente qualcosa, possiamo averlo. Ci credo. Possiamo averlo sacrificandoci e avendo la volontà di perseguire un obiettivo. Nella vita ci sono programmi e progetti. Io credo nei progetti e nelle modifiche che si possono fare lungo il percorso per renderli più raggiungibili. Scegliere la destinazione del viaggio, raggiungerla con coerenza. Questo è il principio che muove, quotidianamente, le mie scelte. Vale

    August 13th, 2007 at 15:13 pm — Scrivi la tua opinione

  3. Marco dice:

    Secondo me è importante il modo in cui si raggiungono tali obiettivi, il resto non conta molto.
    Che io voglia portare avanti un progetto che mi impegna per anni o che io voglia realizzarne mille ma più piccoli nello stesso lasso di tempo, alla fin fine se non ho lavorato bene, se nn ho rispettato chi mi sta intorno, se ho pensato unicamente al fine e per ottenere ciò ho prevalicato gli altri cosa mi rimane?
    cosa ottengo?
    Purchè rimanga intatto il concetto di libertà, il rispetto per il prossimo, un pizzico di umanità… non è possibile vedere ancora al primo posto il successo, il profitto, l’indifferenza. Questo commento può sembrare fuori luogo ma a volte nella vita ci prefiggiamo obiettivi, viviamo alla giornata… ma spesso non ci consideriamo “parte di un tutto” e nel raggiungere le nostre mete non ci accorgiamo nemmeno delle cose che abbiamo sotto gli occhi.
    Lavorare per vivere, non vivere per lavorare! Che poi sia fatto con fatica o con zelo dipende dalle nostre capacità; avere piena coscienza di quello che facciamo è nelle possibilità di tutti, basta volerlo.

    August 16th, 2007 at 9:30 am — Scrivi la tua opinione

  4. Elle dice:

    Ho avuto la fortuna di vedermi il film (dato in tv poche settimane fa!e a tardissima ora) perché era è resta un argomento che interessa molto a me (che sulla carta sono una formatrice, ma che ho fatto altre scelte lavorative), ai giovani, è un film che da in effetti lo spunto per riflette sul come siamo arrivati ad una situazione del genere. Attraverso tutto il film si legge che sembra facile fare il lavoro sporco, accettare compromessi, arrivando anche a scavalcare la propria vita privata, pur di godere subito i frutti senza pensare al domani; in realtà proprio alla fine del film il protagonista si rende conto di aver perso lungo la strada una cosa molto importante: la stima di se stesso.

    E’ meglio lavorare sodo su un progetto che porti a mettere da parte i suoi frutti oppure, è meglio lavorare per singoli obiettivi, quindi vivere alla giornata.
    Per come sono state poste le basi delle ultime riforme sul lavoro sembrerebbe che oggi si viva alla giornata, il precariato ha preso anche non volendo il posto del lavoro permanente. Un esempio eclatante è il laureato che finisce a 30, magari ha pure lavorato lungo il periodo degli studi, ma, non nel settore in cui sta studiando, è considerato “vecchio”, se poi, presenta nel suo cv un master è scartato a priori dappertutto perché ha un titolo di studio alto e non ha esperienza!! E c vuole tempo per fargliela fare ma il tempo non c’è!!!

    Anch’io sono dell’opinione della commentatrice Vale: “volere è potere”. Se desideriamo raggiungere un obbiettivo lo possiamo fare anche attraverso la rimodulazione del piano originale utilizzando strade più lunghe, magari con ostacoli che rallentano il percorso, ma, che alla fine grazie alle nostre forze, al nostro coraggio riusciamo a superare, e ad arrivare allo scopo.
    Io personalmente mi reputo fortunata perchè insieme alla voglia di mettermi in gioco e mettere a frutto i miei studi ho rilevato un’attività, partendo da zero; certo è dura, e all’inizio si guadagna poco, si vive col fiato sospeso perchè non sai come andrà a finire, ma, le soddisfazioni sono tante, soprattutto non perdi per strada la stima per te stesso!!! E fai ila tuo percorso solo per quello che vali e non per simpatie.

    In bocca al lupo a tutti i giovani che si affacciano al mondo del lavoro oggi.

    August 16th, 2007 at 20:18 pm — Scrivi la tua opinione

  5. FRANCESCO DA LATINA dice:

    IL LICENZIAMENTO E LA PRECARIETA’ ‘OGGI LA FANNO DA PADRONE PROPRIO PERCHE’ ANCHE IN ITALIA LA CLASSE IMPRENDITORIALE QUESTE LEGGI DECIDE DI APPLICARLE CON OGNI MEZZO SPECIE SE SI TRATTA DEI GIOVANI…QUEST’ULIMI HANNO IN MENTE MILLE COSE E L’INSODDISFAZIONE NEI GOVERNI NONCHE’ IN QUELLE LOCALI DOVE SE NON ALTRO UNA VOLTA QUANDO PARLAVI CON ASSESSORI O SINDACI FORSE UN POSTO DI LAVORO FORSE TE LO DAVANO ANCHE CON ESCAMOTAGE….IN BOCCA AL LUPO A TUTTI I PRECARI ME COMPRESO…

    May 10th, 2008 at 11:46 am — Scrivi la tua opinione

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