Uno strumento originale.
Thursday 15 December 2005 @ 7:29 pm
Carta d’identità dello Stage.
In Italia lo stage (si pronuncia alla francese) è anche chiamato dalla legge che lo regolamenta (legge 196/97 e DL 142/98) tirocinio formativo e di orientamento. Già il nome la dice lunga: la parola formativo è stata infatti scelta per ricordare sempre e a tutti i soggetti coinvolti nell’esperienza che lo stage deve creare una situazione di apprendimento. Ma torneremo su questo concetto in seguito.
Proviamo intanto a darne una definizione sintetica, rimandandovi per tutta la normativa di legge all’APPENDICE di questo volume dove troverete tutti i dettagli.
Si tratta in sostanza della possibilità che ha un giovane, sia all’interno del suo corso di studi che al termine, di formarsi appunto, passando un periodo di tempo, massimo 12 mesi (24 se portatore di handicap) a seconda della sua categoria (-> vedi Appendice) presso un’Azienda, un’ istituzione pubblica, un’associazione o altre realtà lavorative, sia pubbliche che private, cimentandosi su di un’attività o progetto.
Tale progetto viene formalizzato in un documento detto PROGETTO FORMATIVO (vedi Appendice) che viene allegato alla CONVENZIONE DI STAGE (vedi Appendice), vale a dire il documento che le parti interessate (Azienda, Ente promotore e Stagiaire-> termine francese per “chi fa lo stage”) siglano all’inizio dello stage e che regolamenta il loro rapporto durante il periodo di svolgimento dello stage. Con la Convenzione inoltre lo stagiaire viene coperto da due tipi di assicurazione, contro gli infortuni e per la responsabilità civile, il cui costo è a carico dell’ente promotore (solo eccezionalmente dell’azienda). Nella sua permanenza presso l’azienda, lo stagiaire è seguito da due guide, un TUTOR dell’Azienda ed un TUTOR dell’Ente promotore cioè della Scuola, Università di cui è o è stato studente o di altra associazione-ente che opera per la formazione professionale a cui l’azienda si è rivolta per avviare lo stage. Il tutor aziendale sarà una presenza costante, mentre il tutor dell’Ente potrà farvi visita ogni tanto in azienda o chiamarvi per sapere come va, ma solitamente senza frequenza predefinita.
Quando e per quanto tempo si fa.
Si può fare uno stage alla fine dell’università o della scuola superiore o lo si può fare e lo si farà sempre di più con la Riforma della Scuola Superiore e dell’Università mentre si è ancora studenti.
Le legge prescrive, a favore degli stagiaire-studenti, che il periodo di stage possa avere uno specifico valore all’interno del percorso di studi. La valorizzazione dello stage per quanto concerne la scuola superiore, ivi incluso l’esame di maturità, è stata recentemente regolamentata (*), e lo stage può avere pertanto valore di credito formativo.
Nelle Università il modo di convertire l’esperienza di stage in punteggio d’esame, di laurea o addirittura come sostituzione di esame è lasciato all’autonomia delle singole Università. Alcune hanno già programmi specifici al riguardo.
Il tirocinio formativo può essere parte integrante ed obbligatoria di un Master o di un corso di specializzazione o di formazione professionale, a completamento della parte teorica svolta in aula. Di solito questa tipologia di stage ha una durata max di 2 o 3 mesi (anche se è poi possibile prorogare la convenzione fino a 12 mesi) ed è il servizio di placement del Corso o la segreteria della Scuola che si attivano presso aziende ed istituzioni per cercare le opportunità di stage per i loro studenti.
(*)DPR 23/7/98 n°323 art 12 e DM n°34 del 10/2/99
Lo stage non è scuola.
Abbiamo detto che lo stage deve mettere in condizione di apprendere: vi deve cioè far vedere cose nuove. Tuttavia non si tratta di un prolungamento della scuola e non deve essere solo applicazione della teoria appresa in aula. Lo stage anzi vi scaraventa in una dimensione per molti versi completamente diversa da quella lasciata a scuola e che vi costringe a cambiare radicalmente il vostro modo di fare ed i vostri comportamenti. Vi mettete infatti alla prova in un contesto lavorativo dove avete più variabili da controllare e meno tempo per agire rispetto allo studio. Assumete compiti e responsabilità. Avete molti interlocutori diversi fra loro e diversi da quelli della scuola: compagni o docenti.
Lo stage non è lavoro.
In nessun caso lo stage si configura come rapporto di lavoro: non è né un Contratto a termine (Tempo Determinato o di Formazione Lavoro), né una collaborazione regolata da Ritenuta d’Acconto o Partita Iva.
Non c’è quindi né periodo di prova, né periodo di preavviso nel caso lo si interrompesse prima della fine, e non c’è stipendio. Il tirocinio può, ma non è detto che lo sia, essere ricompensato con un PREMIO di stage, mediamente intorno alle 800.000 lire al mese, accompagnato dal rimborso delle spese sostenute nell’attività di stage e solitamente da un buono giornaliero valido per il pasto (in mensa se c’è, o un ticket restaurant). Non sono previste ferie, non ci sono certificati medici da presentare in caso di malattia, e quindi le assenze come gli orari di presenza, sono da concordare con il Tutor aziendale.
Da parte dell’azienda, non c’è mai obbligo ad assumere dopo lo stage.
Progetto o attività?
Esaminando realisticamente l’offerta di stage presente oggi possiamo dire che esistono sostanzialmente due categorie di stage:
- lo stage progettuale
L’azienda ha un progetto, un audit, uno studio da effettuare per il quale ha bisogno di risorse qualificate ma al quale non può dedicare i propri collaboratori fissi per mancanza di tempo
-lo stage esecutivo
l’azienda ha un’attività operativa, non sempre innovativa e stimolante, ma prioritaria ed importante che deve essere svolta con cura e intelligenza. Questa seconda è una categoria molto diffusa e non necessariamente meno interessante dello stage progettuale, specie per chi vuol conoscere e usare subito “i ferri del mestiere”.
Qualche volta lo stage può essere puramente conoscitivo: in questo caso dura qualche settimana, il tempo che vi serve per fare un po’ di turismo aziendale e vedere a grandi linee come è organizzata una funzione, un centro servizi o una base logistica, uno stabilimento, ecc., senza però essere operativi.
Quando lo stage si trasforma in lavoro.
Lo stage sta diventando sempre più uno strumento di pre-assunzione per le aziende italiane: si calcola che circa il 30% delle posizioni lavorative siano coperte da ex-stagiaire, assunti al termine della loro esperienza o dopo qualche mese. Il fenomeno è facilmente comprensibile: lo stage consente all’azienda di avere più tempo rispetto ad un processo di selezione per conoscere e verificare le attitudini personali e le capacità professionali di potenziali collaboratori: serve in pratica ad evitare errori di valutazione e di assunzione.
Se pensate che il vostro stage abbia questa caratteristica, eccovi un paio di consigli per due situazioni che vi si possono presentare.
A) Nell’Azienda dove fate lo stage sentite parlare di possibili assunzioni ma nessuno ve lo dice apertamente. Nel frattempo un’altra Azienda vi fa una proposta lavorativa. Che fare?
Parlatene apertamente con il vostro tutor aziendale appena potete: date il tempo cioè all’Azienda dove siete di ipotizzare alcune soluzioni per voi.
B) Vi hanno detto che dopo lo stage vi assumeranno se sarete all’altezza ma, durante il tirocinio, vi rendete conto che quella posizione non fa per voi. Che fare?
Parlatene con il vostro tutor: se siete apprezzati, date anche stavolta l’opportunità ed il tempo all’Azienda di trovare qualcos’altro per voi.
C’è sempre almeno un buon motivo per farlo.
Dal momento che da noi lo stage viene ancora prevalentemente svolto al termine degli studi, diventa molto facile confonderlo come pre-inserimento lavorativo.
Questa interpretazione dello stage porta però con sé due conseguenze critiche:
1°) Non trovando lavoro dopo il diploma o la laurea, lo stage finisce per diventare un surrogato di un contratto a termine. Quindi anziché sceglierlo perché utile a raggiungere un obiettivo di formazione, lo si subisce come unico accesso possibile in azienda di un giovane senza esperienza
2°) Quando lo stage non porta ad una successiva assunzione si trasforma in un’esperienza frustrante anziché arricchente.
In altri paesi europei, come la Francia o gli Stati Uniti, dove questo strumento è utilizzato all’interno del percorso di studi, lo stage assume la connotazione di esperienza di formazione professionale e di crescita individuale che gli sono propri. Cerchiamo di capire allora come anche noi potremmo sfruttarlo meglio.
Capire ed informarsi.
Non avete ancora individuato la professione che fa per voi. I media, gli amici, la famiglia, la Scuola vi parlano di alcuni mestieri e settori che sembrano molto allettanti e promettenti per il prossimo secolo. Vent’anni fa è accaduto per il settore della pubblicità, oggi con l’e-commerce.
Al contrario, gli amici e i parenti demonizzano e bollano come poco nobili o poco redditizi o poco stimolanti altri lavori semplicemente perché poco noti o praticati da poche persone che non fanno parlare di sé.
Avete una gran confusione in testa e vi piacerebbe proprio provare di persona prima di indirizzare i vostri ultimi sforzi negli studi verso l’uno o l’altro di questi mestieri.
Beh, go live, andate in diretta! fate uno stage e toccate con mano la realtà per sapere cosa c’è dietro agli slogan ed ai miti metropolitani.
Orientarsi.
Avete già scelto la professione che svolgerete ma ne avete un’idea molto teorica. Vi hanno detto che dovete sapere bene l’inglese, essere creativi, saper negoziare ma brancolate nel buio riguardo a cosa fanno davvero gli uomini e le donne che fanno quel lavoro, che competenze tecniche possiedono, che responsabilità hanno, che autonomia, che rischi affrontano, che tipo di stress, ecc. . Allora provate su voi stessi, verificate con lo stage il vostro progetto professionale sul campo. Se quello che vedrete vi interesserà, sarete in tempo per scegliere una specializzazione dopo la laurea e prepararvi a presentarvi domani all’Azienda con un profilo adeguato a quello richiesto.
Questa prova inoltre potrebbe anche farvi scoprire che non siete fatti per quel mestiere o addirittura per un lavoro in Azienda ma piuttosto per la libera professione, o per la carriera di ricercatori, o per il mondo dell’arte, ecc. In questo caso pensate a quanto tempo ed energie e frustrazioni future questi pochi mesi di stage vi farebbero risparmiare!
Mettersi alla prova.
Probabilmente vi siete costruiti un bel bagaglio di conoscenze e attitudini ma non avete la certezza di possederle così come le vorreste. Mettetevi in gioco: lo stage può essere un laboratorio dove sperimentare su voi stessi, farvi un’auto-valutazione (meglio se impietosa in questo momento della vostra vita). Se scoprirete subito i vostri punti deboli avrete più tempo per porvi rimedio. Inoltre eviterete più tardi di trascinarvi da un colloquio di lavoro all’altro chiedendovi sconsolati perché non vi vogliono!
Migliorare le proprie prestazioni scolastiche.
Capita qualche volta di avere un calo di motivazione durante gli studi e, specie se il diploma o la laurea sono ancora lontani, di sentirsi stanchi e di avere voglia di rompere con la routine per fare qualcosa di concreto, diverso.
La cosa peggiore da fare in questo caso è abbandonare gli studi per cercarsi un lavoro. Non solo non sarà facile trovarlo senza una qualifica e finirete per accontentarvi dei soliti lavoretti tappabuchi (baby-sitter, commesso, operatore di help-desk, ecc.) ma nel giro di qualche anno rimpiangerete la vostra scelta a tal punto da tornare a studiare la sera con grande fatica e sacrificio.
Una cosa intelligente che potete fare invece, è interrompere per qualche mese per fare uno stage. L’esperienza vi farà rientrare a scuola con maggiore motivazione, oltre che con la sensazione di avere fatto qualcosa di pratico e aver appreso cose nuove. E se proprio non sarà stato illuminante, se non altro vi sarete resi conto che anche il lavoro non è facile, che ci sono regole, scadenze, valutazioni, gerarchie da rispettare…
Un’altra considerazione. Un’esperienza di stage ben fatta potrà anche migliorare i vostri risultati scolastici, in particolare per gli universitari. Innanzitutto infatti, avrà migliorato la comprensione di alcuni modelli teorici che avevate solo appreso in aula ed erano rimasti avulsi dalla realtà, ed ora avrete invece fatto propri. Inoltre la vita d’Azienda, con i suoi ritmi, metodi e strumenti vi faciliterà la preparazione degli esami e anche la preparazione della tesi (lo hanno detto molti ex-stagiaires di nostra conoscenza). L’esperienza sul campo avrà infatti affinato la vostra capacità di analisi e sintesi, il problem solving, la gestione del tempo e delle priorità e così via.
Altri benefici non indifferenti
• Qualificare la Tesi di laurea
La Tesi di laurea può essere un’esperienza formativa ed interessante oppure una scocciatura mortale.
Perciò pensateci per tempo ed evitate di arrivare all’ultimo momento a questo appuntamento, vale a dire a quando il professore o il suo assistente vi appiopperanno un argomento di cui a voi interessa veramente poco ma a loro molto (e magari ci scriveranno anche un articolo o un saggio). Lo stage può essere una risposta anche a questa problematica. Effettuando uno stage in azienda all’ultimo anno degli studi potreste trovare un tutor interessato a farvi proseguire il progetto di cui vi siete occupati nello stage sotto forma di ricerca per la tesi di laurea. Al tutor non porterà via molto tempo perché voi saprete già come muovervi, voi potrete lavorare su qualcosa che già padroneggiate e che vi stimola e la vostra tesi sarà sicuramente un bel passaporto per interessare le aziende al momento della ricerca del lavoro. Forse incontrerete qualche difficoltà nel reperire il docente che possa seguirvi e farvi da relatore della tesi, ma questa fatica sarà sicuramente inferiore a quella di cercare un’azienda disponibile ad accogliervi per collaborare ad una tesi scelta dal docente e di scarso interesse per l’azienda.
• Qualificare il cv
Per chi ha una laurea poco richiesta dal mercato del lavoro, lo stage può offrire la possibilità di riscattarla in un certo senso. Sarà infatti come aver fatto un Master di specializzazione, aver cioè qualificato il vostro cv indirizzandolo verso un profilo professionale preciso rispetto alla genericità della laurea conseguita (tutti i laureati in materie umanistiche si sentano pure coinvolti!).
• Superare lo stress delle selezioni
La ricerca e le fasi delle selezioni che affronterete per ottenere lo stage vi faranno sperimentare i test, i colloqui, le discussioni di gruppo ecc. e tutto vi tornerà utile dopo qualche mese o qualche anno nel momento della ricerca del lavoro, dandovi maggior sicurezza e fiducia in voi stessi (avrete infatti eliminato l’effetto sorpresa che genera gran parte dello stress della selezione).
• Creare un network
Lo stage vi consente di creare moltissime relazioni e di molti tipi.
L’azienda può essere paragonata infatti ad una Torre di Babele: una realtà complessa e spesso caotica ma anche pullulante di persone con linguaggi, culture, idee ed esperienze diverse che vi faranno sicuramente aprire la mente e aumentare le vostre conoscenze se ben ascoltate ed assimilate. Perciò appena potete state con gli altri, lavorate con loro, interessatevi ai loro progetti (non ai loro fatti personali a meno che siano loro a chiedervelo!). Fatevi conoscere e apprezzare: i vostri comportamenti parleranno per voi quando in azienda si aprirà una posizione lavorativa. Oppure vi segnaleranno ad amici e parenti che lavorano altrove.
NOTA BENE Non siate però opportunisti: le vostre nuove conoscenze saranno belle e gratificanti di per sé. Se possono aiutarvi in futuro tanto meglio, ma non scegliete le amicizie in azienda solo pensando al ruolo ricoperto dalle persone. Non solo questo pregiudica alla lunga la vostra immagine, ma vi allontana dall’amicizia di molte persone che potrebbero alleviare con la loro gradevolezza la dura vita d’azienda.
Fonte: Stage: sceglierlo, affrontarlo, valorizzarlo; Ufficio stampa ACTL (Associazione per la Cultura e il Tempo Libero).
Thursday 15 December 2005 @ 7:29 pm | Permalink |

Lo stage è puro sfruttamento!
Purtroppo non lo aboliranno nè la sinistra e nè la destra.
Consiglio quindi a tutti i giovani di coalizzarsi per rifiutare in blocco gli stage così, se le aziende vorranno manodopera, saranno costrette a pagarci.
Ricordate che i datori di lavoro fanno solo i loro interessi e se vi propongono uno stage gratuito non è per spirito di carità ma perchè la manodopera superqualificata a costo zero è concorrenza sleale e un grave fattore di ingiustizia sociale.
Provate ad andare da un dentista o da un commercialista alle prime armi senza pagarli: è lo stesso principio!!!
April 2nd, 2006 at 10:02 am — Scrivi la tua opinione ↓
Sono d’accordo con te, ma bisogna pur lavorare!
Ed uno stage è un’opportunità (anche se gratuita, anche nella consapevolezza dell’ingiustizia e dello sfruttamento) per chi, come me, è a tre anni dalla laurea con un anno di disoccupazione ed esperienze sparse.Tempus fugit!
May 3rd, 2006 at 12:48 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Avete un opinione troppo alta degli stages. Sono ottimi se uno studia e in estate vuol buttarsi nel mondo del lavoro e guadagnare qualcosa (a meno che sia gratuito!!!) Ma dopo gli studi chi ha tempo per farli se non chi non trova altri lavori?
uno magari finisce di studiare a 19 anni, potrà buttarsi negli stages per un anno ma poi se non trova un buon lavoro cosa risolve? Gli altri hanno l’auto nuova, la sicurezza di poter investire denaro e questo si troverà solo incertezze. ALTRO CHE MIGLIORARE SE STESSI… SONO CONTRATTI CHE AUMENTANO LA DEPRESSIONE
May 26th, 2006 at 18:05 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Mi chiamo Andrea, ho 27 anni mi sono laureato circa due anni fa’..esperienze di lavoro e studio all’estero, conosco perfettamente sia l’inglese che lo spagnolo e da 15 mesi sono in stage con la continua promessa di assunzione…
Se mando curriculum per stage mi riempiono la casella di posta elettronica, se cerco un’altro tipo di rapporto lavorativo silenzio totale…ragazzi sono disperato..
nel 99,9% dei casi lo stage è una grande presa per il c…
è solo un modo di sfruttare tanti giovani ragazzi gratuitamente…
Se non cambiano le cose l’unica soluzione è andare via dall’italia.
August 2nd, 2006 at 19:24 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Gli stage non risolvono il problema lavorativo di molti neolaureati che, alle prime armi, con promesse fuorvianti, vengono ingiustamente sfruttati…e pensare a chi, con un diploma tecnico e senza alcuna esperienza alle spalle, viene assunto senza tante pretese e indiscrezioni…
Abbiamo toccato il fondo!
August 19th, 2006 at 19:58 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao,
mi chiamo Elisabetta e ho 27 anni, un’esperienza di stage (non retribuito) alle spalle e lo svolgimento della pratica professionale da avvocato.
Adesso sto studiando per la preparazione dell’esame di stato da avvocato e, nel frattempo, sono stata selezionata da una multinazionale per uno stage nel settore legale(non retribuito)Mi trovo in seria difficoltà, non so se accettare oppure no, questo lavoro mi porterà via molto tempo per studiare, ma lavorare nel settore legale di una multinazionale è quello che vorrei veramente…
Nello stesso tempo però mi ricordo della mia pregressa esperienza di stage, dove non ho imparato nulla e sono stata lasciata a casa…
Se avete tempo e voglia, datemi un consiglio…
Grazie di cuore.
Eli
October 9th, 2006 at 20:41 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Stage? lavoro nero sfuttamento totale aumento della depressione ., una forma di nuova raccomandazione. Chi va nelle aziende laeders? i figli dei lavoratori interni e dirigenti uno stumento per far risparmiare aziende pubbliche e private, a danno di tutti. ABBASSO LO STAGE
January 18th, 2007 at 19:26 pm — Scrivi la tua opinione ↓
sono da 4 mesi in nero in un’azienda.
i titolari non capiscono una ceppa e ora mi hanno proposto uno stage con un rimborso spese di 500€ che è il medesimo importo che ho preso negli ultimi 3 mesi.
in pratica così facendo mi trattengono mettendosi in regola per i prossimi 6 mesi mentre io me la prendo in quel posto, prima era stipendio in nero, ora rimborso spese…in bianco ma sempre 500€ sono.
tacci loro e dire che sono l’unica laureata in tutta l’azienda!
March 1st, 2007 at 21:56 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ci sono passato anch’io… lo stage è puro sfruttamento. Prendono ingegneri per fargli fare lavori da ingegneri come cataloghi tecnici, o controlli qualità o lavori che solitamente impiegano 3-6 mesi e poi “tanti cari saluti”. E il bello che dopo questo stage per altre due volte da altre aziende mi sono sentito dire :” Ci piaci tanto, ti proponiamo uno stage per il periodo iniziale!”… ti piaccio tanto? Assumimi dico io no????
E questo fino a che non passano 18 mesi dalla data di laurea… e poi? cosa diranno? che siamo troppo vecchi per lavorare? mah
March 15th, 2007 at 10:59 am — Scrivi la tua opinione ↓
In effetti è assurdo. Per imparare un nuovo mestiere è sempre esistito l’apprendistato, cioè chi deve imparare guadagna giustamente meno di chi ha anni di esperienza, ma viene pur sempre pagato. Adesso invece si sono inventati lo stage per far lavorare gratis la gente. Non capisco perchè la legge è contraria allo sfruttamento ma non allo stage. Qual’è la differenza?
March 28th, 2007 at 12:08 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Io in questo sito ho trovato uno stage per tre mesi, prima mi avevano detto che facevo assistenza tecnica ai pc (studio ingegneria informatica), poi mi hanno messa a rispondere al telefono. Durante il colloquio ho spiegato che avevo 10 giorni di esami e hanno detto si ok. Poi 30 minuti prima della fine dell’ultimo giorno (il giorno dopo partivo) mi chiama il capo e dice scegli o esami o lavoro, io ho scelto gli esami; dopo una settimana mi ha chiamato pregandomi di ritornare…..Ora, dico io….prendo 300 euro al mese (meglio di niente), ma mi hanno offerto un posto fisso (non vicino a casa però neanche molto lontano) in cui sfrutterò tutte le mie conoscenze informatiche…….ora finisco lo stage e poi vado di là, visto che mi prenderebbero da ottobre, cioè quando finisco lo stage qui…..concordo sfruttano e basta…….mi fanno fare di tutto qui!!! Anche pulire per terra :S
chicca
July 27th, 2007 at 10:05 am — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao ragazzi,anch’io sono reduce da uno stage durato sei mesi in un’agenzia per il lavoro e concluso con un arrivederci…ad agosto gli assunti stavano in ferie e io a schiumare in ufficio da sola!La cosa più degradante che ho fatto è andare a comprare il panino con la mortadella alla mia tutor e lei sapete cos’ha fatto?è andata a spifferare al direttore del personale che stavo facendo colloqui x un’altra agenzia,quando mancavano 20 giorni alla fine dello stage e non mi avevano ancora proposto un’assunzione!Che pugnalata!
ora sto facendo vari colloqui…ma x lo più mi chiamano x fare uno stage!poi arrivo lì e mi dicono”…ma lei se inizia lo stage e poi riceve un’offerta di lavoro ci pianta in asso,vero?”!E no,lavoro x amor patrio!
Stringiamo i denti!
October 3rd, 2007 at 16:01 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Hai perfettamente ragione, con la scusa che “deve imparare” la quasi totalità delle aziende affida a giovani stagisti tutti quei lavori che i lavoratori assunti non hanno voglia di fare, o perchè noiosi o perchè “fanno perdere tempo”!!Un’ ultima cosa, il passaggio all’assunzione difficilmente avviene, costa molto meno assumere un altro stagista e poi l’azienda ne guadagna in immagine perchè “lì assumono giovani”
Ciao a tutti e auguri di buone feste e vi auguro di trovare presto lavoro… stare a casa senza far nulla è frustrante…
December 19th, 2007 at 18:58 pm — Scrivi la tua opinione ↓
A PROPOSITO DI STAGE
quella degli stages è solo una grande opportunità per sfruttare il lavoro giovanile, ed è inutile che il Berlusca dice che ha creato un milione di posti di lavoro, perchè le Aziende chiamano solo per 15gg, 1 mese, max tre mesi e si vedono sempre piu’ ragazzi disoccupati, tenendo anche conto del lavoro sfruttato degli extracomunitari, ed anche l’obbligo di dar loro lavoro non è giusto, perchè vengono sfruttati con delle paghe vergognose e per giunta in nero.
Con tutto quello che vediamo, è proprio vero che l’Italia sta andando a gambe per aria, e non è colpa solo del Governo attuale.
Ringrazio tutti quelli che mi hanni leggo e porgo cordiali saluti
January 10th, 2008 at 10:27 am — Scrivi la tua opinione ↓
Sono Pienamente d’accordo, poveri giovani chissà che fine faranno antonio
January 10th, 2008 at 10:31 am — Scrivi la tua opinione ↓
il mondo del lavoro è un mondo a parte, fatto di ingiustizie, però tutto ciò non cambia la situazione, è frustrante ma ci si deve abituare o quanto meno conservare il proprio essere senza lasciarsi trasportare e andare avanti per la propria strada per raggiungere i propri obiettivi.
Credo ciò.
Grazie.
ciao.
January 29th, 2008 at 12:59 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Mi sono laureato da poco in ingegneria ambientale e mi hanno proposto già 2 stage. Ieri l’ultimo. Mi hanno esplicitamente detto che ci sarà da correre e da lavorare tanto e fare la gavetta come si suol dire (parole loro) e che dovrò fare la figura della aiuto-tecnico, quindi mi metterenno a fare fotocopie e chissà cos’altro, per un RIMBORSO SPESE di chissà quanto (vorrei aspettare al secondo colloquio per chiederglielo!!…se ci sarà e decido di accettare.) Mi han dato 10 giorni per pensarci…
Finalità? Scopo? Bhè, mi han, risposto prima si guarda e si conosce la persona dopodichè si vedrà se è il caso di fare qualche contratto (non si sa di che tipo!!!)..con aggiunta delle parole SOLO PER METTERE LE COSE IN CHIARO!!
Ed io gli rispondo: SOLO PER METTERE LE COSE IN CHIARO se trovassi qualcuno che mi fa un contratto + vantaggioso ho qualche obbligo nei vostri confronti?
Risp: Naturalmente no! lei è libero di andarsene quando vuole!!
A questo punto chiedo a chi ha già svolto uno stage se sia possibile prendere una o due ore ogni tanto per fare colloqui, o giorni per studiare dato che poi dovrei preparare l’esame di stato!!
Poi c’è un contratto da firmare?
Grazie a tutti quelli che mi rispondono!
Giovanni
February 8th, 2008 at 12:32 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Buongiorno. Sono una ragazza di 16 anni, e voglio dire qualcosa riguardo allo stage. Siccome sto facendo un corso professionale (giusto perché non sapevo che indirizzo di studi prendere), questo corso prevede dei periodi di stage in classe seconda e terza. Ora sono in terza, ho già fatto lo stage lo scorso anno, e ora sono alla fine del primo mese (in terza sono tre). Posso dire una cosa: soprattutto quando non si conosce bene, e dal vivo, un certo tipo di lavoro ( e si conosce solo teoricamente), credo sia utile fare una prova con questo stage: io pensavo che mi sarebbe piaciuto un lavoro d’ufficio, invece, proprio grazie allo stage (sia in un’azienda che in un’altra) ho capito che non fa per me e dal prossimo anno cambierò indirizzi di studi. Concordo con il fatto che un bel po’ le aziende se ne approfittano…
February 13th, 2008 at 19:43 pm — Scrivi la tua opinione ↓