Rapporto ILO : carenza lavoro dignitoso e rischio poverta’

Wednesday 5 September 2007 @ 5:49 pm

Centinaia di milioni di persone al mondo non hanno un lavoro dignitoso e la meta’ di tutti i lavoratori del mondo sono da considerare a rischio di poverta’.

Sono due dati preoccupanti che emergono dal nuovo rapporto dell’Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO) pubblicato oggi (04/09/2007 NdR) e dal quale emerge anche che i livelli di produttivita’ del lavoro sono aumentati ovunque negli ultimi dieci anni, pur restando particolarmente pronunciato il divario fra le regioni industrializzate ed il resto del mondo, che si va colmando per regioni come l’Asia del Sud, l’Asia orientale, l’Europa centrale e del sud-est (non-UE) e la Comunità degli Stati Indipendenti (CSI).

Il KILM, con i suoi 20 indicatori, analizza molti aspetti del lavoro dignitoso e produttivo: tipologia e diffusione degli impieghi, mancanza di lavoro e caratteristiche dei disoccupati, formazione, stipendi, guadagni, produttività del lavoro e la condizione di “lavoratore povero”. Questi indicatori offrono un solido spunto per capire la relazione fra povertà, la mancanza di opportunità di lavoro dignitoso e la sottoutilizzazione della forza lavoro.

Il rapporto dell’ILO, intitolato “Indicatori-Chiave del Mercato del Lavoro (KILM), quinta edizione” indica che per il 2006 gli Stati Uniti sono ancora in cima alla classifica per la produttività del lavoro, nonostante il rapido e notevole aumento del valore in Asia orientale, dove i lavoratori producono ormai il doppio rispetto a 10 anni fa. E’ però cresciuto anche il divario fra la produttività degli Stati Uniti e quella delle altre economie sviluppate.

L’accelerazione della crescita di produttività negli Stati Uniti ha, infatti, sorpassato quella di molti altri paesi sviluppati: con 63.885 Dollari US di valore aggiunto per lavoratore nel 2006, gli Stati Uniti sono seguiti a distanza considerevole dall’Irlanda ($ 55.986), dal Lussemburgo ($ 55.641), dal Belgio ($ 55.235) e dalla Francia ($ 54.609). L’Italia si situa invece a 46.154 Dollari per lavoratore.

“Queste differenze nella produttività e nella ricchezza a livello mondiale sono fonte di grande preoccupazione,” fa sapere il Direttore Generale dell’ILO, Juan Somavia. “Innalzare i livelli di produttività dei lavoratori nei paesi più poveri è la chiave per ridurre l’enorme mancanza di opportunità di lavoro in tutto il mondo.”

Questa quinta edizione del KILM fornisce anche un’analisi dettagliata e una stima di ciò che l’ILO chiama “mancanza di lavoro dignitoso” nel mondo. Il lavoro dignitoso è la possibilità di un posto di lavoro che sia produttivo, equamente retribuito e svolto in condizioni di sicurezza; un impiego che preveda una protezione sociale per il lavoratore e per la sua famiglia e che gli permetta di esprimere le proprie preoccupazioni, di organizzarsi e di partecipare alle decisioni che lo riguardano.

“Centinaia di milioni di donne e uomini lavorano molto e duramente, ma non nelle condizioni di cui avrebbero bisogno per liberare sé e le proprie famiglie da situazioni di miseria; rischiano anzi di divenire ancora più poveri. Utilizzare appieno le loro competenze poco sfruttate e beneficiare quindi del loro pieno loro potenziale produttivo deve essere la priorità degli obiettivi internazionali per lo sviluppo,” ha aggiunto Juan Somavia.

Secondo il KILM, 1,5 miliardi di persone al mondo -ovvero un terzo della popolazione in età lavorativa- sono “sottoutilizzate”. Questo dato comprende 195,7 milioni di persone disoccupate e quasi 1,3 miliardi di lavoratori poveri che mantengono sé e le proprie famiglie con meno di 2 Dollari al giorno a persona. Se da un lato i disoccupati cercano un impiego, ma non riescono a trovarlo, dall’altro lato i lavoratori poveri hanno un impiego, ma non guadagnano abbastanza da poter uscire da situazioni di povertà estrema.

Il rapporto stima che la metà di tutti i lavoratori del mondo, donne e uomini, siano da considerare a rischio di povertà. Globalmente la maggior parte di loro opera nell’economia informale; sono quindi anche a rischio maggiore di non essere protetti, di non beneficiare della previdenza sociale o di non avere diritti sul lavoro. Nell’Africa sub-Sahariana e nell’Asia del Sud oltre il 70 per cento dei lavoratori è in tale situazione di vulnerabilità.

Inoltre, un gran numero di persone - circa un terzo della popolazione in età lavorativa di tutto il mondo - continua a non riuscire a partecipare ai mercati del lavoro nemmeno in parte; ed è soprattutto la forza lavoro femminile a rimanere inutilizzata. Negli ultimi 10 anni, infatti, il tasso di inattività è rimasto molto più elevato per le donne che per gli uomini, con solo due uomini inattivi in età lavorativa su dieci rispetto a cinque su dieci donne.

a cura di di Gabriella Mira Marq

www.osservatoriosullalegalita.org

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» 4 commenti a 'Rapporto ILO : carenza lavoro dignitoso e rischio poverta’'

  1. web a cosenza dice:

    Perchè il mondo del precario come vi pare, dignitoso?

    September 7th, 2007 at 17:16 pm — Scrivi la tua opinione

  2. Abraminh dice:

    Gli economisti, con le previsioni del futuro, hanno sempre sbagliato, poiché è imprevedibile il comportamento umano.

    Quanto alle analisi del momento presente esse sono divulgate ad arte allo scopo di influenzare le scelte di una gran massa di persone.

    Ciò che veramente conta nello scegliersi un lavoro sono due cose:
    1) fare solo ciò che sia compatibile con i propri talenti;
    2) prendere al volo le numerose opportunità che la vita offre, tenendo conto che il più grande terrore del datore di lavoro è di veder volare via la propria risorsa/lavoratore/gallina dalle uova d’oro perché questi ha trovato un posto dove lo pagano di più.

    Non affezionatevi mai al lavoro che fate, tenendovi pronti a volare via non appena vi offrono un solo euro in più. E non fatevi ingannare da promesse di carriera o di contratti a tempo indeterminato che hanno lo scopo di tenervi il più a lungo possibile in quel posto.

    Non appena si presenta il momento giusto giusto si levano le tende verso la meta più favorevole.

    Qualche tempo fa dissi ad un mio vecchio datore di lavoro: >.

    Non potete immaginare la mia soddisfazione e la loro irritazione quando, presentatomi un contratto per il rinnovo, io lo rifiutai e mene andai sebbene li avessi costretti ad accettare quasi tutte le mie richieste.

    September 9th, 2007 at 22:05 pm — Scrivi la tua opinione

  3. lorenzo dice:

    secondo me per quanto riguarda L’ITALIA,AVREBBERO DOVUTO FARE UN PIù CORRETTO E GIUSTO LIRA EURO.POI CI SONO TROPPE SPESE PER I DATORI DI LAVORO CHE TENDONO QUINDI AD ASSUMERE IL MENO POSSIBILE.COSI’ LA NOSTRA GENERAZIONE SI RITROVERA’ A 60 ANNI CON CON POCO LAVORO ALLE SPALLE E MOLTI LAVORETTI E UNA PENSIONE DA….SOGNA(MOCELA)

    September 12th, 2007 at 15:48 pm — Scrivi la tua opinione

  4. gigio dice:

    abraminh.
    siamo tutti con te.
    Non ci poteva essere niente di peggio per il popolo italliano che la ratificazione della legge Biagi, la quale non ha fatto altro chespostare tutto il capitale nelle mani di una ristretta oligarchia di classe. Ora, col lavoro precario a vita, siamo tenuti tutti con il fiato sospeso, tranne ovviamente coloro che dispongono del capitale e del potere, ovvio. Una forma di schiavismo del 3° millennio.
    Come volevasi dimostrare: l’uomo non cambia mai moralmente. pesce grande mangia pesce piccolo

    September 17th, 2007 at 17:21 pm — Scrivi la tua opinione

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