L’impresa scommette sui senior

Thursday 25 May 2006 @ 3:26 pm

MEGATREND - L’invecchiamento della popolazione e le nuove strategie delle risorse umane in Italia.

Adesso si chiamano «giovani-anziani» e sono la nuova emergenza. I lavoratori senior, capelli grigi ma ancora tante energie, sono il prodotto di quel processo di invecchiamento della popolazione che costituisce uno dei nuovi primati italiani. Siamo il Paese più vecchio del mondo, avendo contemporaneamente la proporzione più alta di anziani e vecchi e quella più bassa di bambini e ragazzi. Questo sbilanciamento demografico produce due caratteristiche negative tipiche del nostro mercato del lavoro: ci sono pochi occupati giovani, ma anche pochi ultra55enni.
Secondo il rapporto 2006 dell’Ocse, entro 15 anni il processo di invecchiamento della popolazione vedrà crescere la percentuale di ultra65enni che lavorano. Questo accadrà in un Paese che non recupera il ritardo sulla media delle nazioni sviluppate nè per l’occupazione giovanile (26esima posizione per la fascia 15-25 anni, 26,4% nel 2004) nè sulle quote di lavoratori in età avanzata (siamo 27esimi con il 30,5% la media Ocse è 50,9).
Secondo i dati del Dipartimento di Scienze demografiche dell’Università «La Sapienza» di Roma - che ha effettuato due ricerche inedite in collaborazione con l’area «Mercato del lavoro» dell’Isfol su aspettative e comportamenti verso occupazione e pensionamento delle persone in età fra i 50 e i 70 anni da un lato e delle aziende dall’altro - il fenomeno è destinato ad accentuarsi. Nella popolazione in età lavorativa in Italia tra il 2001 ed il 2021 si registrerà un forte calo degli under 40 (4,5 milioni, con una riduzione percentuale del 26,7%) a cui corrisponderà un aumento meno consistente della popolazione di età 40-64 anni (poco più di 3 milioni, 17%). Un numero limitato di giovani lavoratori, quindi, subentrerà ad un folto numero di lavoratori anziani. Inoltre, gli studiosi di demografia prevedono un considerevole aumento per gli ultra65enni (oltre il 30% nel prossimo ventennio, pari a più di 3 milioni). Questa crescita della popolazione anziana e la contemporanea riduzione di quella in età lavorativa (che crea la maggior parte dei flussi finanziari ed eroga le cure di cui gli anziani hanno bisogno), porta alla ribalta l’urgenza di una ristrutturazione del sistema pensionistico e del welfare. E per chi in pensione non ci vuole andare? Intanto, anche se l’occupazione degli ultracinquantenni italiani è leggermente cresciuta negli ultimi quattro anni, l’espulsione di molti 40enni e 50enni durante i processi di ristrutturazione aziendale dagli anni 80 in avanti, con provvedimenti di pensionamento anticipato ed esuberi, ha spinto l’Italia agli ultimi posti nelle classifiche del lavoro over50. Dall’Indagine trimestrale sulle forze lavoro emerge che nella fascia di età 55-64 anni nel 2003 erano attivi soltanto 44 uomini e 19 donne ogni cento persone. Il tasso di partecipazione totale è del 32%, contro una media europea che va ben oltre il quaranta. E l’obiettivo fissato a Lisbona per l’occupazione degli ultra55enni italiani nel 2010 è del 50%.
Come si fa a risalire la china? La via legislativa sembra impervia. Il decreto per il reimpiego degli ultra50enni varato lo scorso marzo dal Governo per tremila lavoratori in esubero ha raccolto scarsi entusiasmi e ancora meno adesioni e ha visto una proroga al 31 maggio dei termini di presentazione degli accordi tra imprese e sindacati per accedere ai programmi di reimpiego. Un disegno di legge (il n.1957, «Norme per favorire il reinserimento dei lavoratori espulsi precocemente dal mondo del lavoro») che conteneva misure di formazione, incentivi alla riassunzione all’autoimpiego dei lavoratori maturi è stato presentato in Senato il 27 gennaio 2003 e mai approvato.
Eppure sia le imprese che i lavoratori si esprimono in modo positivo sul valore del contributo di chi giovane non è più. Lo dicono i risultati delle due indagini La Sapienza-Isfol su «Lavoro e pensionamento in età anziana», svolte su duemila lavoratori occupati e ritirati dal lavoro e «Strategie di impresa di fronte all’invecchiamento della forza lavoro» (153 aziende con un totale di 71.558 addetti).
Gli anziani vengono valutati positivamente su molti più aspetti che le nuove leve: l’esperienza acquisita, le doti di leadership e l’accuratezza nel lavoro fanno dei lavoratori maturi una solida base per l’impresa e, se riqualificati, potrebbero guadagnare terreno anche sugli aspetti legati all’innovazione dove invece eccellono i giovani. Purtroppo la formazione e l’aggiornamento specificamente rivolti ai lavoratori over50 e oltre non figurano tra le priorità aziendali. La stragrande maggioranza delle imprese (il 76,8%) prevede sì corsi di formazione e riqualificazione. Ma se il 6,6% delle organizzazioni sceglie di investire solo sulla formazione della forza lavoro giovane, è praticamente nulla (0,1%) la percentuale di imprese che ha programmi ad hoc per le risorse mature.

Articolo a cura di Rosanna Santonocito, da IlSole24Ore.com, 5 aprile 2006

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» 9 commenti a 'L’impresa scommette sui senior'

  1. mary dice:

    <<Gli anziani vengono valutati positivamente su molti più aspetti che le nuove leve: l’esperienza acquisita, le doti di leadership e l’accuratezza nel lavoro>>

    siete proprio sicuri che essere un leader sia una dote?
    non è molto meglio una persona umile?

    accuratezza nel lavoro?
    l’accuratezza presuppone una certa operatività, siete proprio sicuri che ad un over50 piacciano i lavori operativi e non quelli da stratega e libero pensatore?

    May 25th, 2006 at 18:31 pm — Scrivi la tua opinione

  2. maurizio dice:

    Buongiorno,sono in ex-dirigente industriale,ho 53 anni.L’Azienda per cui lavoravo causa presunta ristrutturazione,non ha avuto piu’ bisogno di me.Sto tentando la strada della Consulenza con grande difficolta’.Cosa mi consiglia?

    May 26th, 2006 at 8:33 am — Scrivi la tua opinione

  3. francesca dice:

    per quello che mi riguarda penso che a persone come me non si addice la strada del libero pensatore ne tantomeno quella dello stratega; penso che alla nostra eta’ sarebbe come tirare i remi in barca,arrendersi e stagnare in lavori che non portano a collaborare e a condividere e perche no aiutare i giovani.

    May 31st, 2006 at 7:59 am — Scrivi la tua opinione

  4. Francescpo Benigni dice:

    Posso solo dire che trovo molte difficoltà nel riinserimento nel mondo del lavoro.Per cause personali ora sono disoccupato, avendo una notevole esperienza nel camèpo della manutenzione elettrica , sia civile che industriale , buona conoscenza di plc e di programmi abbastanza complessi ma tutto questo vedo che non conta nulla , ho speso la mia vita in una azienda per nulla.

    June 1st, 2006 at 15:02 pm — Scrivi la tua opinione

  5. emanuela dice:

    il lavoro x gli ultracinquantenni sarebbe quello di fare assistenza non pagata ,anticipando l,età pensionabile magari impegnandosi tramite documenti di legge a svolgere queste attività.
    sarebbe molto bello sentirsi utili a qualquno ,ovviamente con la possibilità di potersi mantenere.

    June 9th, 2006 at 10:49 am — Scrivi la tua opinione

  6. PIA TROTTA dice:

    HO 57 ANNI, LAVORO ANCORA IN DUE AMM.NI A PART TIME CIò AL FINE DI RIENTRARE NELLA PENSIONE MINIMA VERSANDO I CONTRIBUTI ANCORA PER 5 ANNI.
    QUANTO SOPRA STA X ME. MA IN VERITA’ PER NOI 50ENNI, CHE COSA SI FA’? SE NON FOSSE PER QUESTE DUE AZIENDE IO SAREI A CASA DOPO 36 ANNI DI DURO LAVORO AMMINISTRATIVO E DI R.P. A NON FARE UN …..BEL NIENTE!!!!!
    SONO DISPOSTA A SOSTENERE UNA CAMPAGNA PER LA NOSTRA ETà E FAR LAVORARE CHI è IN PENSIONE E HA TANTA ENERGIA DA METTERE A DISPOSIZIONE DI AZIENDE DI CUI SI POSSONO FIDARE SOLO DELL’ESPERIENZA.
    HO 2 FIGLIE NON LAVORANO E QUINDI SO PURE I PROBLEMI A CUI VANNO INCONTRO I GIOVANI.
    DICO AL NUOVO GOVERNO DIAMOCI UNA SMOSSA SIA PER GLI ANZIANI (SI FA PER DIRE) CHE PER I GIOVANI.
    MI AUGURO CHE QUESTA MIA NON VENGA CESTINATA NON SPERO CHE VENGA TENUTA IN CONSIDERAZIONE IN QUANTO ABITANDO NEL PROFONDO SUD SIAMO SCORDATI DA TUTTI.
    IN BOCCA AL LUPO PER TUTTI!!!!!!!!

    September 15th, 2006 at 16:49 pm — Scrivi la tua opinione

  7. fiore cleo dice:

    lavoro dal 1974 nel settore della consulenza finanziaria; mi piacerebbe tanto cambiare azienda per ritrovare nuovi stimoli da trasmettere sopratutto ai giovani; peccato che io sia considerato troppo vecchio
    per un nuovo inserimento e troppo giovane per la pensione….. sicuramente interessera’ a pochi quanto scritto ma speriamo di aumentare numericamente cosi forse qualcuno si accorgera’ di quanto sia diffuso il problema dell’occupazione e fara’molto poco se non nulla per risolverlo… ma sapra’ che esistiamo. ciao a tutti f

    April 20th, 2007 at 18:18 pm — Scrivi la tua opinione

  8. tizzy dice:

    sono nella cacca. non trovo lavoro solo perchè ho 52 anni. sono single, affito da pagare e mantenermi. che faccio?. Tizzy

    May 2nd, 2007 at 15:58 pm — Scrivi la tua opinione

  9. giovanni migali dice:

    ciao,sono Giovanni da Lecce,51anni e pregherei InfoJobs.it ,di far leggere la mia richesta quotidiana x lavoro,a qualcuno IN ALTO politicamente,affinchè pensassero anche ai disoccupati e non solo ai detenuti.Io non voglio formare un partito ma suggerire un vero lavoro per esempio Guardie di sicurezza scolastica,poichè i nostri figli entran ed escano da scuola proteggendoli dal mal costume:bullismo e…altro.Le banche perchè nel SUD NON costruiscono aziende x assicurare 2000 3000 posti di lavoro con il ritorno economico dei loro profitti io credo che abbatteremmo l’insoluti poichè li tratterebbero nella busta paga,NON é UNA CHIMERA BASTA INIZIARE. DISTINTI SALUTI.

    September 22nd, 2007 at 21:04 pm — Scrivi la tua opinione

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