Lavoro e carriera:cresce il disagio degli over 50
Wednesday 15 November 2006 @ 5:10 pm
Un ragazzo su due ha poca esperienza nel mondo del lavoro, ma nella ricerca di occupazione non si accontenta perchè ha aspettative eccessive rispetto alla realtà, le lavoratrici portano a casa redditi fino al 40% inferiori a quelli dei colleghi maschi, ma sono gli over 50 ad affrontare i maggiori disagi nell’ambiente di lavoro. È la fotografia della realtà lavorativa scattata dall’indagine Plus, strumento di analisi del mercato del lavoro predisposto da Isfol e ministero del Lavoro, che analizza le problematiche dei giovani, delle donne e degli over 50.
L’indagine, presentata a Roma, si riferisce a un campione di 40mila interviste e collega le dinamiche occupazionali alla realtà personale e familiare, tratteggiando la fisionomia del mercato del lavoro.
Giovani. I giovani non si accontentano, per loro conta la qualità dell’impiego: il 58% accetterebbe solo in caso l’offerta fosse conveniente in termini economici e contrattuali, grazie all’appoggio della famiglia, mentre il fatto di cercare lavoro da più tempo spinge gli adulti all’apertura nei confronti di qualunque lavoro. La situazione è confermata dal 14% dei ragazzi che dichiarano di aver rifiutato un lavoro negli ultimi 30 giorni, percentuale che scende a meno del 7% negli adulti fra i 30 e i 64 anni. «I giovani - spiega Diana Gilli, dirigente area ricerche sui sistemi del lavoro Isfol coordinatrice dell’indagine - dichiarano di sentirsi più discriminati rispetto alle altre generazioni, ma rifiutano di più di fronte a un posto di lavoro perché hanno aspettative eccessive rispetto alla realtà».
I tassi di attività e quelli di occupazione dei giovani fra i 15 e i 24 anni sono diminuiti negli ultimi anni, mentre continuano l’ascesa i tassi di disoccupazione, in netta controtendenza rispetto a ciò che si osserva nella popolazione dai 25 ai 64 anni. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 24% a livello nazionale e supera il 38% al Sud. Dato che nel Mezzogiorno per le donne sale al 44 per cento. Dall’indagine risulta che nel 2005 un ragazzo su 3 under 24 è entrato nella forza lavoro e poco più di uno su 4 è occupato. Il pezzo di carta serve: l’indagine testimonia che un titolo di studio conseguito “in corso” riduce i tempi di ricerca del lavoro. I giovani, comunque, impiegano in media 10 mesi per trovare lavoro, dunque, meno rispetto agli adulti, ma quelli che vivono al Sud impiegano almeno 6 mesi in più. Tra le principali difficoltà indicate la mancanza di esperienza lavorativa, visto che un ragazzo su 2 fra i 15 e i 24 anni non ha mai lavorato.
Donne. La nascita di un figlio toglie più di una donna su 10 dal mondo del lavoro. L’85% delle donne che “lasciano” giudica l’abbandono del lavoro come una scelta positiva per stare con il figlio, mentre per il restante 15% si tratta di una scelta subita passivamente.
Il 40% delle donne non lavora per prendersi cura dei figli (in particolare nel Nord, nelle classi centrali di età e tra le meno istruite), il 35% è scoraggiata dall’assenza di opportunità lavorative, in particolare fra le più istruite e le residenti nel Sud. La non occupazione è comunque, spesso legata al termine di un lavoro stagionale o temporaneo (15%), alla cura dei figli (32,2%), al termine di un contratto (8,5%), alla chiusura della ditta (9,3%), a causa di un licenziamento (5,2 per cento). «La selezione delle donne nel mercato del lavoro - spiega l’indagine - non è legata a limiti nelle capacità della forza lavoro femminile, ma alla debolezza dei servizi di conciliazione o più semplicemente alla miopia o incapacità dei datori di lavoro che, ancora oggi, sono spaventati dall’eventualità di una assenza per maternità e delle sue ricadute (sostituzione e costi)».
Una donna su 5, se non lavora né prima, né dopo la nascita di un bebè sostiene che la motivazione è la mancanza di possibilità occupazionali, in particolare al Sud. «Le donne nel mondo del lavoro - spiega Diana Gilli, dirigente area ricerche sui sistemi del lavoro Isfol coordinatrice dell’indagine - scontano pregiudizi e affrontano difficoltà legate al ruolo che rappresentano nella famiglia. Dal canto loro le imprese rimproverano alle donne una scarsa ambizione a crescere nel mondo del lavoro».
Il gap per le retribuzioni nette annue delle donne va da 3.800 euro per i dipendenti a tempo indeterminato agli oltre 10mila degli autonomi. Gli uomini hanno in media redditi superiori rispetto a quelli delle donne in tutte le forme contrattuali: 23% nel lavoro dipendente, 40% in quello autonomo, 24% per le collaborazioni. Pur avendo in media un titolo di studio più elevato le donne ricoprono meno professioni prestigiose e in percentuale maggiore rispetto ai colleghi maschi svolgono professioni senza qualifica.
Over 50. Fra i 50 e i 64 anni le persone occupate sono il 55,3%, il 38% sono pensionate e il 6,1% in cerca di lavoro. Le donne sono più rappresentate fra chi cerca lavoro e chi è in pensione. All’aumentare del titolo di studio cresce la possibilità di essere occupati. In generale la condizione degli ultracinquantenni è migliore rispetto ai più giovani, tanto che il reddito medio netto percepito è più elevato e tocca la media più alta fra i 55 e i 60 anni. Dall’indagine emerge che molti ultracinquantenni sono poco al passo con i tempi: solo 4 su 10 ha dimestichezza con il computer, ancora meno (34,6%) si cimenta in ricerche su Internet, solo il 25% comprende l’inglese scritto e meno del 10% è in grado di sostenere una telefonata in inglese.
Il grado di soddisfazione degli ultracinquantenni rispetto al lavoro è inferiore rispetto ai più giovani: l’area in cui si registrano i maggiori disagi è il Sud dove il 21,4% si dichiara poco o per nulla soddisfatto, a fronte del 17,7% di chi vive al Nord. Nel disagio legato alle attività lavorative nelle età più vicine al ritiro dal mondo del lavoro si registra la predisposizione a conservare le abitudini organizzative e qualche timore in più rispetto all’innovazione.
«Il vero problema dei prossimi 50 anni nel mondo del lavoro sono gli over 50 - dice Diana Gilli dell’Isfol - da una parte quelli che dovrebbero allungare la vita lavorativa e aumentare la qualità del lavoro, dall’altra quelli che hanno perso il lavoro e hanno difficoltà a rientrare nel ciclo produttivo per un basso grado di istruzione, una carenza di aggiornamento professionale e una scarsa disponibilità alla mobilità».
Articolo a cura di Nicoletta Cottone -www.ilsole24ore.com-16/10/2006
Wednesday 15 November 2006 @ 5:10 pm | Permalink |

il mio parere del tutto personale e che le aziende non badano tanto all’esperienza che possa avere un operaio che abbia suuperato i 50 anni senza nuulla togliere hai giovani ne noto a mie spese nella ricerca di un lavoro nel settore di ristorazione in mense aziendali avendo un’esperienza di 20 anni in questo settore,il lavoro e un diritto di tutti lo dice la costituzione italiana,ma non mi sembra così bisogna sempre essere raccomandati? e lo stato cosa fà x questo? e mai possibile che un uomo di 50 anni deve ritenersi finito x il lavoro? grazie.
November 19th, 2006 at 18:49 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Sono una donna di 40 anni con due figlie, di 4 e 2 anni, da 20 anni lavoro nella vendita e da 15 specificatamente nel settore informatico.
Quello che noto io cercando lavoro è una totale incoerenza circa la richiesta dell’età (che essendo discriminante non dovrebbe essere consentita dalla legge). O giovani tra i 20 ed i 25 anni con ESPERIENZA (dove, quando, in che modo si sarebbe potuto fare esperienza a 20 anni!?) per fare lavori anche semplici (tipo addetta al centralino) - ed io mi chiedo: se ne avesse 26 o 27 che differenza farebbe visto che i contratti non indicano un tale limite? - ; oppure max 35 anni anche senza esperienza…(???!!!).
Ho due figlie e nessuno che le possa gestire se non la scuola che chiude alle 16:30 (adesso che sono piccole, poi neanche fino alle 16:30). La maggior parte dei lavori full time richiedono la presenza minimo fino alle 17:30. Lavorare part-time, a meno di non lavorare difronte la propria casa, significa stare fuori di casa tra le 5 e le 6 ore, con i disagi che ne conseguono (alzataccia per le bambine, assenze per malattia, ecc) per pochi euro che alla fine non incidono più di tanto sul bilancio familiare. Il telelavoro è una chimera, riservata a disabili ed enti pubblici; il che mi starebbe anche bene se non fosse che persino i disabili trovano difficoltà a poter applicare tale soluzione.
Si fa tanto parlare di inserire i giovani nel mondo del lavoro e chi ha invece da offrire un plus-valore all’azienda attraverso la propria esperienza che fine fa!? A 40-50 anni oggi si è giovani e vitali spesso anche più di giovani immotivati e confusi, non vale più la regola della soglia di attenzione.
Sono alla ricerca di un lavoro che mi consenta uno stipendio base (cioè quello che prenderebbe una 20enne) “regalando” ciò che ho imparato in questi anni, in cambio vorrei poter gestire la mia famiglia quel minimo necessario a non disturbare un’attività lavorativa. A me sembra un giusto compromesso.
Invece sembra un sogno….
November 20th, 2006 at 13:19 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ho 50 anni e sono alla continua ricerca di raccomandazioni per poter lavorare qualche giorno all’anno,da circa due anni,quando fui costretto a chiudere una piccola attività privata che fino ad allora mi aveva dato da vivere a me e alla mia famiglia 2 figli di 18 e 19 anni,sono continuamente impegnato a cercare non il lavoro,come sarebbe ovvio,ma una persona che possa intercedere per me.
E’una mera vergogna che l’esperienza, la dignità,l’onestà non conti niente in questo Paese.
Mi chiedo perchè vogliono costringermi a gesti inconsulti??
Non ho mai rubato perchè credo non sia giusto,
Ma è giusto morire privi di dignità e di fame?
e cosa faranno i miei figli??
Che fine hanno fatto le richieste numeriche presso gli uffici di collocamento, già!! che fine hanno fatto questi uffici?
Credo che ho abbastanza attenuanti etiche per giustificare qualsiasi gesto mi possa tirar fuori da questa situazione.
I più sensibili dicono che stanno affrontando il problema certamente sarà risolto dopo che gente come me è morta o finita in galera.
Vorrei solo dire a queste persone che per ogni giorno in più che impiegano “ad affrontare il problema” ci sono centinaia di casi come il mio che vanno ad aggiungersi alla lista dei “disposti a tutto”.
Peccato,peccato…
November 21st, 2006 at 19:31 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Salve a tutti io ho 41 anni una moglie un figlio un familiare con handycap a carico e un bel mutuo da pagare per altri 15 anni… sono ormai 6 anni che non riesco a trovare un lavoro stabile solo precari e vi posso garantire che è dura molto dura riuscire a sorridere la sera quando si torna a casa e sapere che il tuo contratto sta per terminare e non sai come passerai il natale o comunque il resto della tua vita e dura tornare a casa con il peso di questa responsabilità che pesa sul groppone come un macigno, ogni gentiluomo che arriva al colle ha vomitato verso di noi milioni di frasi che come dice il buo gimmy “il loro impegno primario e quello di affrontare il la questione ” ed io intanto insieme ad altrettanti disperati ogni mese affrontiamo la questione pranzo cena e MUTUO…
Solo “pochi” possono capire cosa significa inviare più cv al giorno e non ricevere mai, dico mai alcuna risposta solo pochi sanno in realta cosa significa osservare tutto il giorno quel maledetto telefonino che non squillerà mai, solo “pochi” riescono a capire cosa vuol dire sentirsi dire ” Mi dispiace lei HA TROPPA ESPERIENZA” ” ma sa noi cerchevamo un Project Manager con al massimo 30 anni e un esperienza ventennale ” e qui mi fermo perche ci sarebbe da scrivere un libro de ste c…….. .
Io sono stanco molto stanco ogni anno a ogni finanziaria c’è sempre il solito taglio alla sanità e ogni anno che passa noi oerr 40 e over 50 PRECARI ci ammaliamo sempre di più ma che ci sia un piano diabolico per eliminarci tutti ????
P.s. e non ho parlato delle pensioni che noi precari non prenderemo mai anche sopravvivendo
November 22nd, 2006 at 14:45 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Salve a tutti , mi trovo oggi ad avere i famigerati 50 anni , aspetto giovanile,ho trascorso la mia vita con la valigia in mano , mi sono trasferito molte volte all’estero , sono sempre stato disponibile a trasferte anche di anni, non solo di mesi o giorni,parlo correntemente tre lingue ,delle quali una, lo spagnolo a livello di madrelingua,sono stato responsabile di filiali all’estero,ho sviluppato i mercati esteri per le aziende etc.etc.
Bene , ad oggi sto’ ancora cercando lavoro e quello che ti senti dire nei colloqui effettuati è che nonostante l’esperienza non rientro nei parametri per l’età….
Alcune aziende richiedono espressamente decennale esperienza ,disponibilità a frequenti trasferte all’estero , disponibilità di orario…
Mi chiedo : le aziende pensano che uno a 50 anni sia decrepito o in fase senile avanzata ???
Per esperienza mi sono trovato sempre a trattare con personaggi di aziende alle quali proponevo il mio prodotto ed avevano in media tra i 40 ed i 60 anni,questo ovviamente all’estero.
L’esperienza ed il background non conta più nulla?
Non voglio pensare che si va avanti solo a raccomandazioni e molte volte ti ritrovi ad interloquire con degli emeriti raccomandati che poco o nulla sanno del tema tecnico o commerciale dei vari prodotti che vai a proporre.
Che delusione la situazione attuale nel mondo del lavoro..
A voi i commenti..
November 23rd, 2006 at 10:15 am — Scrivi la tua opinione ↓
E’ semplicemente ridicola e assurda la discriminazione che viene fatta “a priori” da molte aziende in tutti i settori nei confronti degli ultra-cinquantenni. Io sono cinquantenne da pochi mesi ed ho avuto modo di vedere questa barriera discriminante improvvisa, sebbene il CV, la cultura documentata, la conoscenza di tre lingue, del computer, internet (sono un informatico), insomma, pur rientrando nei migliori requisiti trovo grossi ostacoli aprioristici. E ci si mettono pure gli ammortizzatori sociali. L’azienda datrice di lavoro è fallita, le aziende per non rischiare, mi hanno costretto ad aprire la partita IVA, così riesco a lavorare assorbendo il 99% del rischio, i contratti non esistono al di là di scritture private del carattere “ti posso dare un calcio in qualsiasi momento e la stessa cosa puoi fare tu”, ma, ironia della sorte, quando trovo io un’offerta migliore si scandalizzano che “ho tradito l’impegno assunto”. Ma siamo davvero pazzi? caporalato del lavoro? imprenditoria a rischio zero? a spese di chi? di sicuro mie, perchè in questo devo rinunciare anche alla cassa integrazione ed alla mobilità, cui avrei avuto diritto a partire da fine marzo 2007, e cui forse dovrò rinunciare a meno di trovare un buon avvocato
Saluti, Vincenzo
November 23rd, 2006 at 14:19 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Poveri noi….il potere in Italia è in mano a perfetti idioti incapaci che mangiano tutto quello che c’è da mangiare alle spese di chi ha qualche competenza, e che per questa si deve sentire sfruttato senza ricevere una minima soddisfazione.
I giovani non hanno prospettive per il loro futuro e son costretti a lavorare per persone presuntose che ne sanno meno di loro (nn sanno nemmeno accendere un pc!!!!!!), e i cinquantenni con esperienza non verranno mai assunti da chi ne ha meno di loro. Manderei a casa tutti sti vecchiacci rincoglioniti, sono la ragione della rovina in Italia. All’estero questi personaggi non esistono, oppure fanno il lavoro che meritano: i pulisci cessi!! (con tutto il rispetto per la categoria)In Italia invece lo fanno fare ai laureati! Funziona tutto al contrario.
November 23rd, 2006 at 16:48 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Salve a tutti,
sono Maura. Non ho 50 anni, ma 30…eppure questo non cambia la situazione lavoro. Nel 2002 mi sono laureata in economia, ho iniziato subito uno stage post-laurea senza alcun scopo di assunzione (era l’unica cosa disponibile in giro al tempo!meglio di niente! ma in fondo era capibile con una laurea in economia dei mercati finanziari e le torri gemelle crollate da meno di un anno!)…comunque…successivamente sono andata a lavorare per un ufficio mutui (e vi capisco quando parlate di nottatacce per i prossimi 20-30 anni!!), sfruttata quanto basta, me ne sono andata indignata.
Nel frattempo i miei curriculum erano stati presi in considerazione da diverse società e banche, ma al momento del colloquio avevo troppa esperienza per il ruolo da ricoprire (ma voi fatemi lavorare!!!) oppure, altre volte, ero troppo “anziana” (sapete: “max 25enne”…ecc.ecc.).
Risultato finale? Non lavoro da un anno, perciò non posso permettermi più la casa in affitto (io mica l’ho preso il mutuo!!! come si dice? il calzolaio va in giro con le scarpe bucate!!), pertanto dovrei tornare a vivere dai miei genitori….Teoricamente non ci sarebbe niente di male, personalmente è deprimente…Io, e forse anche la mia famiglia, avevo altri progetti per il mio futuro….Niente di che, ma magari un lavoro adatto ad una ragazza laureata in economia. In 5 anni di lavoro (dal 2002 ad oggi), avrei raggiunto una stabilità economica per permettermi di mettere su famiglia col mio ragazzo: una casa (e notti insonni per i prossimi 30 anni!!) e un paio di pargoletti da far vivere decentemente.
Chiedo molto? E’ così difficile per esempio andare a lavorare in banca? Sembra proprio di si, se non hai l’esperienza a 25 anni, o se hai l’esperienza ma hai 30 anni, o se non hai conoscenze all’interno!!!
Se per me continua così mi ritroverò a 50 anni ma con poca esperienza, ossia: non mi assumerei nemmeno da sola!!!
Il mondo del lavoro è triste per tutti, giovani e meno giovani.
…senza pensare alle pensioni…..cioè, ma a me fra 25-30 anni (quando finirò di pagare il mutuo :P) qualcuno mi darà la pensione? SEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!
P.s. Vi prego di scusarmi per il mio sfogo.
November 23rd, 2006 at 19:04 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Salve,
mi aggiungo all’esercito dei dimenticati. Ho 41 anni, 22 anni di lavoro come tecnico informatico, oggi in mobilità, “fortunatamente” retribuita. Ho due bambini, e tanti sogni da realizzare per loro. Da quasi due anni sono alla ricerca di un lavoro. Oggi dico qualsiasi lavoro. Se invii domande nessuno le considera, se ti umilii a cercare lavori di più basso livello, ti ridono in faccia. Mi propongo per le cose più assurde, nei luoghi più disagiati della terra e manco ti vogliono. Negli anni ho lavorato molto all’estero, ma l’età mi discrimina moltissimo. Il problema non è solo per gli over 50, anche per gli over 40. Mi sento inutile, impotente, è mai possibile che non si faccia nulla per tutti noi. I miei figli, che sono piccoli, credo che non ricordino più quando io lavoravo, ed è triste, triste. Non ho quasi più, la forza di lottare.
December 7th, 2006 at 13:19 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Mi associo a ciò che dice solo, con la differenza che ho 42 anni, single senza figli e da 6 anni mi trovo porte sbattute in faccia causa l’età, faccio presente che…ho cominciato a lavorare all’età di 15 anni… non avrei mai pensato di trovarmi in una situazione simile, solo ha sogni nel cassetto per i suoi due figli..e lui???…e io…devo buttarmi sotto un treno e rinunciare a tutto..faccio parte di quella popolazione che da.. mediamente benestante ora vive…di quasi carità….odio dover dire …ho avuto casa dal comune…. sarei stata più fiera poter dire… posso mantenermi da sola…. ma vedo un futuro nerissimo….e dire che con sacrifici mi sono sempre migliorata..ma èm vero anche che quando mi son proposta per lavori umili rispetto alle mie esperienze…mison vista ridere in faccia… allucinante….io non posso permettermi di pensare di fare pulizie?????? perchè? perchè è stato un crescendo nella mia formazione lavorativa… si rendono conto che dobbiamo mangiare anche noi…e almeno sopravvivere…altrimenti fortunatamente sana per quando riguarda l’aspetto fisico… non devo neppure chiedere l’aiuto per il suicidio assistito…posso farcela da sola…
E’ uno sfogo non tanto tanto sfogo…sono al limite di qualsiasi sopportazione umana……
un saluto a tutti…e..spero di poter leggere qualche risposta ….che ridia uno spiraglio di speranza..a 40 anni nn si è da rottamare..o inquiniamo anche NOI?????…. no non ci rottamano hanno pure il coraggio di tassarci..io ho un auto vecchissima…
senza lavoro
dovrò pagare superbollo?…. ahahhahahahah che si vengano a prendere l’auto….. vale meno del bollo….
December 8th, 2006 at 8:05 am — Scrivi la tua opinione ↓
Vivo e lavoro nel ‘ricco’ nord est. Azienda una volta floridissima ma ridotta in crisi per meri motivi ‘politici’. Laurea con 110/110, 20+ anni di esperienza in informatica su grossi sistemi ma non più ‘di moda’. Buoni contatti con l’estero. L’esperienza mi consentirebbe di passare in breve tempo a altre mansioni su altri sistemi o a livelli di gestione di gruppi, anche ridiscutendo il salario che comunque non è elevato rispetto ad altri colleghi di simile esperienza. Non posso. Ho ‘già’ 46 anni e quindi sono vecchio, poco flessibile e ‘costo’, a prescindere, e dovrei ingrossare il popolo delle partire IVA che piace tanto a questo paese per fare l’interesse delle grosse compagnie e pagare il ‘pizzo’ - perchè di questo si tratta - per cambiare lavoro a chi me lo trova dato che oramai ci sono sempre e comunque le aziende ‘interinali’ e parassitarie di mezzo. Si pensa tanto a ingrossare le file degli statali con l’assunzione dei precari a spese del pubblico e non si pensa ad incentivare il privato (che rischia il suo) ad assumere. Paese strano l’Italia.
Max
December 11th, 2006 at 11:40 am — Scrivi la tua opinione ↓
Ho 46 anni e da gennaio 2007 sarò in mobilità retribuita per 2 anni e poi…. ho una figlia di 13 anni e un marito che 6 anni fa ha perso il lavoro all’ età di 44 anni ed è stato terribile!Ma ecco che di nuovo ci troviamo a lottare per cercare un posto di lavoro!!!!!
Sento di aver perso la mia dignità, sono venuti a togliermi ciò che avevo, mi sembra tutto così assurdo e così ingiusto, ma spero di non perdere mai la voglia di lottare e di credere in me.
Robi
December 14th, 2006 at 21:10 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Gli over 40 fanno paura perchè a loro non si possono raccontare favole al punto di farli lavorare gratis. I buoni manager sanno bene che possono pescare solo tra i giovani, i soli che possano credere alle loro panzane.
December 28th, 2006 at 3:51 am — Scrivi la tua opinione ↓
una donna dai 40 in su o è una supermanager o non trova lavoro, a meno che non faccia le pulizie o stiri a un prezzo inferiore rispetto agli extracomunitari.
Negli annunci l’ètà massima è 35 anni o 50 solo per attività di vendita come agente.
Spesso si è costretti vedi mio caso ad aprire la partita iva e dopo si ha anche il problema di farsi pagare i piccoli lavori…tanto sanno che non conviene fare causa….e costa di più…Allora…? allora le mamme sognano di avere figli veline o calciatori..
si prova coi gratta e vinci…ecc viene la depressione
cosa fa lo stato…? cura i pensionati che sono il numero maggore di elettori.I giovani sono il futuro per chi vuole mantenere la poltrona e noi in età di mezzo non ancora piazzati e un numero di voti non fondamnetale siamo in attesa perenne …non facciamo notizia !!
January 15th, 2007 at 0:22 am — Scrivi la tua opinione ↓
E si ragazzi qua bisogna tagliare i costi.
Eh si mi spiace ma e’ cosi’.
Si.Purtroppo si.
Scusate na cosa. Io so’ titolare di una megamultinazionale.
Chi me lo fa’ fa’ di assumere un 40enne che mi costa come 2,5 ventenni?
Chi me lo fa’ fa’? EH??????
Purtroppo ragazzi qua viviamo nel fantasmagorico mondo della globalizzazione e purtroppo me costate trooopo.
Che c’e’ volete fa’.
Volete un consiglio?
Falsificatevi i documenti e toglietevi 20 anni dall’anagrafe
Se non ci riuscite fate qualche pikkolo reato cercate di andare in galera se potete, perlomeno quando uscirete le aziende avranno un incentivo fiscale per assumervi.
Se non ci riusciste ancora potreste farvi mantenere dai vostri figli (che magari gia’ lavorano dignitosamente).
E si perche’ sapete ai giovani bisogna pur dare un’opportunita’ di lavoro. Diamo sto cavolo di lavoro ai giovani. Scendete nelle piazze, sfilate nei cortei e invocate il lavoro per i giovani (che nun me costano un kazzo e li faccio lavora’ 2,3,6 mesi e poi quando me costan troppo je trovo na scusa der kazzo per tojermeli dai coioni). (Mazza quanto so furbo…).
Chi me lo fa’ fa’ io so titolare di una multinaziona’.
Piuttosto datevi da fare a consumare i miei prodotti che il fatturato della mia azienda deve crescere.
Chi me lo fa’ fa’ io so titolare di una multinaziona’,
vulete cumpra’?
P.s. se doveste arrivare all’eta’ di 52 anni fatemelo sape’ che magari un postecino ve lo faccio (dopo i 52 anni me ricostate de meno)
Mazza quanto so furbo……..
January 22nd, 2007 at 1:16 am — Scrivi la tua opinione ↓
Eh si ragazzi qua dobbiamo dare lavoro ai:
- giovani che sono il nostro futuribile futuro
- agli extracomunitari che sono una risorsa indispensabile per la nostra econonomia (lo sapete che tra loro ci sono diversi plurilaureati che tra poco potranno accedere ai concorsi pubblici?)E si perche’ nei loro paesi gli istituti scolastici e gli atenei universitari sono nettamente piu’ qualificanti dei nostri
- alle persone prossime alla pensione.
E si queste ultime sono persone dotate di una grandissima esperienza. Come potrebbe un’azienda privarsi di tale patrimonio professionale? Non e’ meglio che continuino a dare le loro fresche energie mentali e fisiche?
In fondo cosa sono le persone di eta’ compresa tra i 35 e i 55?
Nulla.
Dei rompicojoni sfigati che costano troppo all’azienda.
Volete un lavoro? non lo avrete piu’.
Perche’ disperarvi? Non avrete mica un motivo?
In fondo siete solo degli esuberi.
January 22nd, 2007 at 2:01 am — Scrivi la tua opinione ↓
Ho 54 anni sono donna sono acculturata (ma non laureata)ho regresse esperienze lavorative in aziende importanti ma ora sono senza lavoro e non ho i requisiti per la pensione.
Ho decisamente voglia di lavorare e di apprendere altro
ma riscontro che questo non interessa a nessuno.
mi è stato detto da addetti ai lavori che per avere qualche possibilità l’unica soluzione era rivolgermi a conoscenti ed amici.
Ho potuto partecipare ad un corso di selezione(per un lavoro trimestrale) grazie a conoscenti ed amici (l’età media dei partecipanti era 20 anni).
Le politiche al reinserimento al lavoro dove sono?
Devo fare necessariamente la domestica o la badante?
February 8th, 2007 at 19:09 pm — Scrivi la tua opinione ↓
il libero mercato, si sa, se viene lasciato a se stesso, evolve spontaneamente producendo dei mostri i quali poi distruggono il sistema ecologico ed il nostro tessuto sociale.
il libero mercato segue esclusivamente gli obiettivi di accentrare ed aumentare il valore del capitale ed aumentare i fatturati.
Per fare ciò passa attraverso la riduzione dei costi di produzione e gestione, dei salari, dei costi dello stato sociale.
Tutto questo poi determina una innumerevole serie di effetti a catena che si ripercuotono sulla vita quotidina di ognuno di noi.
Le leggi di uno stato civile e democratico dovrebbero contrastare questi effetti devastanti, mettendo al centro degli interessi della collettività i bisogni e le tutele degli indivuiìdui come singoli e come gruppo.
oggi il mondo del mercato del lavoro è impazzito, schizzofenico, destrutturato, deregolamentato, in esso imperversano, senza limite apparente, strozzinaggi e usure legalizzate, le leggi esistenti sono obosolete e facilemnte aggirate, per mancanza di controlli o compiacenze di ogni genere.
Decine di migliaia di giovani diplomati e non, laureati e non, più o meno specializzati, che hanno dedicato anni delle loro vite a studiare materie complesse nelle università oppure ad acquisire importanti esperienze pratiche lavorative, si ritrovano al giorno d’oggi o completamente disoccupati, oppure sfruttati come manodopera a bassisimo costo e continuamente ricattati dal precariato, schiacciati da un costo delle vita che aumenta sempre, da una inflazione galoppante, dagli affitti altissimi, dagli stipendi sistematicamente inadeguati, dal costo degli immobili inaccessibile alle giovani coppie che desiderino trasformarsi in famiglie e poter dare un futuro alla nazione ed ai propri figli.
i governi di fronte a queste situazioni sono spesso impotenti, incapaci, impreparati o, nei casi peggiori, addirittura conniventi e omertosi. la macchina dello stato è come un vecchio carroarmato arrugginito che per giunta si muove nella direzione sbagliata. è impresa assai ardua fermarlo, correggerne la direzione e farlo ripartire in quella giusta, ammesso che tutte le componenti politiche si ritrovino unanimemente d’accordo nell’individuarla.
le leggi pertanto arrivano sistematicamente con un ritardo enorme per sanare la difficile situazione in cui ci troviamo. l’apparato politico ed amministrativo è costitutio da persone incompetenti, demotivate, appagate dai risultati elettorali.
essi in aggiunta costituiscono un costo enorme che va a gravare le casse dello stato e paradossalmente, oltre a non produrre leggi ed interventi pratici utili alla vita quotidiana dei cittadini, aggravano la situazione con provvedimenti insensati, inadeguati nei tempi, nei modi, nelle forme.
February 23rd, 2007 at 11:55 am — Scrivi la tua opinione ↓
Cari “ragazzi”, avete ragione!!!!!!
Io ho 52 anni ed un bel giorno di primavera dopo 20 anni di onorato servizio in un azienda ,senza sabati ne’ domeniche a fare bilanci e salvare il culo ai datori di lavoro trascurando la mia famiglia,mi hanno dato il benservito dicendo che l’azienda mi ringraziava , ma si doveva ringiovanire. Dalla fine dell’anno mi dovevo trovare un altro lavoro …… e qui ha inizio la mia via crucis perche’ ci fosse stato un cane che mi abbia risposto all’invio del mio CV.
Ma secondo i ” nostri cari imprenditori” un 52 enne cosa dovrebbe fare per campare, per far campare la propria famiglia e pagare il mutuo di casa? Le marchette e dare via il sedere non più in senso metaforico, ma in pratica.
I nostri governanti dicono dicono , ma non fanno nulla per tutelarci ed intanto nel cielo volano gli “avvoltoi” che aspettano di spolpare le nostre carcasse e che speculano sulle nostre disgrazie.
Coraggio compagni viviamo nella speranza che arrivi un giorno roseo per le nostre speramze e stringiamo i denti , come abbiamo fatto tante volte nella nostra vita, per non soccombere e faci seppellire.
Un caro abbraccio di cuore a tutti voi
March 6th, 2007 at 0:07 am — Scrivi la tua opinione ↓
mi chiamo Maurizio ho 49 anni e da gennaio sono disoccupato non lo sono mai stato nella mia vita ed adesso lo sono. ho una professionalità elevata (ho fatto il responsabile amministrativo per 12 anni ma accetto anche posizioni di livello inferiore, anche perchè ho bisogno di lavorare. ho risposto a centinaia e centinaia di inserzioni, ho spedito a centinaia di aziende il mio curriculum praticamente ho fatto due colloqui in due mesi!! eppure non riesco a trovare nulla e vivo in Friuli non in Sicilia!! non so piu che fare e fra un po andro a mangiare dai frati ed a vivere sotto i ponti…..
March 6th, 2007 at 20:26 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Da il Corriere della Sera del 13/3:
Corsie preferenziali per colf e manager Cpt solo se non si collabora. Reintrodotto lo sponsor previsto dalla vecchia legge. Il decreto flussi verrà emanato ogni tre anni STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU’ LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
ROMA — Test d’italiano nel Paese d’origine per iscriversi alle liste di «collocamento» nelle nostre ambasciate. Corsie preferenziali per infermieri, badanti, colf, tecnici specializzati, manager, artisti. Per tutti gli altri, comunque, abolizione del contratto di soggiorno, previsto dalla Bossi- Fini. Decreto flussi triennale con correzioni in corso d’opera ogni anno. Procedure semplificate per permessi d’ingresso e nulla osta. Documenti regolari, per un anno, anche per chi viene licenziato e cerca un nuovo lavoro. Rimpatri volontari e incentivati grazie alla creazione di un apposito Fondo nazionale. Espulsioni decise dal giudice ordinario e non più da quello di pace. Superamento graduale degli attuali Cpt con la creazione di un triplo circuito: centri d’identificazione aperti, «con un congruo orario d’uscita», per le famiglie e gli stranieri che collaborano, identificazione obbligatoria in carcere per gli arrestati, centri di trattenimento solo per chi, in attesa dell’espulsione, non vuole dichiarare la propria identità.
Esame d’italiano
La definizione di una procedura per l’iscrizione alle liste di «collocamento» presso le ambasciate italiane all’estero terrà conto «del grado di conoscenza della lingua italiana, dei titoli e della qualifica professionale posseduta, dell’eventuale frequenza dei corsi d’istruzione e qualificazione professionale nei Paesi d’origine».
Fuori quota
Il decreto flussi verrà emanato ogni tre anni ma ogni dodici mesi sarà adeguato alle esigenze del mercato del lavoro. Da questo meccanismo restano però escluse le categorie speciali che sono anche quelle più richieste: colf e badanti seguiranno l’andamento della domanda fino a un ulteriore tetto massimo che potrà essere stabilito di volta in volta. Saranno semplificate poi le procedure d’ingresso, che già oggi seguono un canale speciale, per la cosiddetta categoria dei talenti: professori universitari, ricercatori, sportivi, traduttori, dirigenti, manager, artisti e altri.
Scusate una domanda voi over 50,40,35 . Quale politica del governo tende al vostro reinserimento?
March 13th, 2007 at 22:23 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Purtroppo Valerio siamo obbligati a soccombere. Ormai ai politici di gente come noi non gliene frega niente.
Loro hanno bisogno di nuove “risorse”. Il nostro paese ha bisogno di nuove risorse. Bisogna stare al passo con i tempi….
Maurizio non andare a mangiare dai frati sotto i ponti.
Ti prenderebbero per pazzo.
In fondo visto la tua eta’, le tue esperienze lavorative e la tua cultura non puoi essere annoverato tra le categorie dei cosidetti “disperati”. Per lo meno non ne avresti il diritto.
Disperato potresti esserlo se vivessi in certe aree depresse del meridione o in paesi tipo Albania, Romania,Tunisia ecc…. ecc…
Vi dico solo una cosa ragazzi:
E’ assurdo che in un paese come il nostro (apparentemente molto sviluppato e dall’alto tenore di vita dei suoi abitanti) non ci sia piu’ lavoro per gli italiani che superino una certa soglia di eta’ solo ed esclusivamente per politiche del lavoro totalmente sbagliate volte ad agevolare sempre e solo le categorie apparentemente “piu’ deboli”.
Oramai c’e’ bisogno di manodopera e di cervelli provenienti da fuori. Bisogna accoglierli, formarli e dare a loro la possibilta’ di un roseo e sereno futuro.
Cosa che a molti di noi non e’ piu’ possibile avere.
March 13th, 2007 at 23:02 pm — Scrivi la tua opinione ↓
A Giampi vorrei rispondere di non illudersi, perchè anche per fare la domestica o la badante hanno la precedenza le extracomunitarie.
A Valerio confesso che ho paura a “stringere i denti” perchè se poi mi si rompono chi me lo paga il dentista?
Sono molto vicina a gimmy perchè sembra aver scritto sotto mia dettatura, tanto la penso come lui.
A tutti vorrei chiedere se non sarebbe il caso di unirci e fare qualcosa, anche di eclatante, per essere degnati di un pò di attenzione…chessò..leghiamoci davanti a qualche municipio, diamoci fuoco, camminiamo a 4 zampe abbaiando (magari in un canile una ciotola di qualcosa ce la danno), bombardiamo di email i politici. Non sò. Ditemi voi:)
May 2nd, 2007 at 14:40 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ho compiuto 45 anni,
ho perso il lavoro che ne avevo 43 circa. Invio C.V. che vengono scartati solo per il mio difetto di avere over 40 anni.
Difetto ? Eh, per le Aziende si, chissà che cercano… Esperienza, giovane età, bella presenza, etc…etc…
E poi… le assurde qualifiche richieste per ruoli assolutamente piccoli che quasi tutti in una settimana di accompagnamento potrebbero ricoprire… Senza contare la conoscenza richiesta di x programmi aziendali senza fondato motivo di richiesta….
Spesso mi ritrovo a pensare che troppe pretese siano a monte di un lavoro che neppure c’è.
Non sarà che le scuole mettano annunci fittizi per far proliferare i loro affari ?
Inglese fluente, AS400, Co.Ge, Amministrazione e insieme buste paga e chi più ne ha più ne metta… Il tutto condito da un under 29 e bla bla. Ah! Compresa esperienza nel ruolo di min x anni.
Magari anche la laurea per un ruolo da segretaria.
Gli infelici in cerca di lavoro si fanno in 4 (o meglio i loro familiari) pur di far studiare il disoccupato. Ma niente è sufficente per un over 40 che di esperienza ne ha ed ha anche la capacità di imparare qualsisi lavoro anche senza accompagnamento. Ma ti manca sempre qualcosa perchè l’età in Italia è un handicap.
Il Governo italiano pur dando legittimità all’handicap non ne riconosce lo stato di disabilità.
La colpa di chi è ?
Noi cittadini over 40 disoccupati, rigettati dalla società, esclusi dal processo lavorativo e PRIVATI DI OGNI MINIMO DIRITTO ALLA VITA ed al suo proseguimento, che facciamo ?
Di concreto, cosa facciamo ?
Ci arrabbiamo, ci disperiamo, ci deprimiamo, spesso pensiamo persino di imploderci a Montecitorio, ma… quando faremo sentire la nostra voce UNITI ?
La realtà è questa : NON CI RAPPRESENTA NESSUNO!
A nessuno importa di noi, siamo molti, ma siamo una voce che non grida in coro. Abbiamo responsabilità, abbiamo troppa paura di esporci. Hai visto mai che uno di noi abbia il colpo di fortuna ? In fondo, da bravi italiani, ogniuno di noi spera in questo.
Siamo ancora feudali.
Non siamo mai stati un popolo. Nonostante il coraggio di Garibaldi.
Sarà che di origine sono piemontese e i Francesi sono i miei cugini. La storia dice così. MA…
Quando il popolo italiano si sveglierà ?
Sono ITALIANA da generazioni infinite. Amo il mio popolo. Detesto la politica attuale della mia Patria. Quale Patria rinnegherebbe i suoi cittadini solo per aver over 40 anni?
Non ho colore politico. Detesto le incivili ingiustizie.
Da quando ho perso il lavoro per ingiustizie legalizzate ed ho compreso che un’altro lavoro alla luce del sole non lo avrei trovato più, ho un solo sogno : vedere gli ITALIANI uniti dal nord al sud marciare per i loro diritti. Sacrosanti diritti.
Italiani non monopolizzati e strumentalizzati da sindacati (solo nelle parole) e partiti (solo interessati a pappare).
Un unione vera e spontanea di cittadini ITALIANI deufradati dai loro diritti di VIVERE.
Se così fosse qualsiasi Governo (da desta a sinistra) dovrebbe ricredersi sul suo operato. Però, siccome questo non sarà, vuol dire che in qualche modo accettiamo.
Sono così demoralizzata da non lasciarvi neppure la mia e-mail. Tanto so che nell’idea siamo tutti uniti, ma ei fatti…. siamo come il Governo - passato, attuale e fututo - non faremo mai niente.
Quanti siamo ?
Una forza inerme, quindi non riconosciuta.
Quale sarà il nostro futuro ?
NON ABBIAMO UN FUTURO !
Sarebbe utile rifletterci.
June 2nd, 2007 at 15:52 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Il cancro sociale non coinvolge solo la categoria degli over 40.
Coinvolge anche e sopratutto i 25enni.
Loro saranno, infatti, i 35enni disoccupati di domani.
Un 25enne oggi entra nel mondo del lavoro dopo la laurea. Diciamo in un’ area specifica (ufficio acquisti)
Lo sfruttano con due proroghe di 4 mesi, lo illudono, e poi lo buttano via pronte a rincalzarlo con nova carne fresca.
A 26 anni sta nuovamente sul mercato (iniziano ad avvicinarsi i fatidici 30 anni). Trova lavoro come commesso in libreria. Vanifica quella briciola esperienza pregressa. Dopo tre mesi con rinnovi di un mese di nuovo fuori (hanno tagliato i bilanci per il reparto). Trova lavoro poi come magazziniere : fuori nuovamente (stavolta è un outsourcing a metterlo di nuovo in piazza). Competenze specifiche rivendibili maturate = 0. Nulle. Passa da una mansioncina all’altra.
Intanto ha 27-28 anni. Punta sui concorsi pubblici. Fa il call center. Inizia anche un briciolo di scoraggiamento.
In un lampo si ritrova a 30anni senza esperienza specifica; una laurea e forse un master inutile; tempo perso; prospettive zero.
Dai 35 in poi inizierà la salita.
Questa sarà il destino del 25 enne di oggi.
Se le aziende non apriranno gli occhi i primi effetti del terremoto sociale ricadranno proprio su di loro.
Ricordiamoci sempre che non esiste impresa senza lavoratori e non esiste azienda senza risorse di lavoro competenti. Il mercato del lavoro è un organismo unico e inscindibile.
A 2
October 5th, 2007 at 16:57 pm — Scrivi la tua opinione ↓