Lavorare all’estero per i giovani italiani: ecco i risultati del sondaggio sul nostro Blog

Friday 22 June 2007 @ 2:22 pm

Lavorare all’estero per i giovani italiani è davvero un sogno così ambito?
Infojobs ha realizzato un sondaggio articolato sui propri iscritti ed i risultati confermano la “stanzialità” degli italiani.

L’obiettivo principale del sondaggio era di capire se i giovani italiani sono pronti ad affrontare le sfide lavorative nei nuovi mercati che si stanno aprendo ma, soprattutto, se i trasferimenti in continenti diversi dall’Europa sono davvero un sogno ambito o fanno un po’ paura.

Il 28% degli utenti che hanno risposto spontaneamente al sondaggio conoscono solo l’inglese come lingua straniera; il 52% conosce almeno una seconda lingua oltre all’inglese (spagnolo, tedesco, francese erano le possibili opzioni segnalate); solo il 3% degli intervistate sa parlare arabo, il 2% il giapponese ed il 2% il russo.

Individuati come nuove mete di possibile sviluppo di business paesi come l’India, la Cina, il Giappone…alla domanda “dove preferiresti andare per un anno d’esperienza lavorativa all’estero?” la risposta più gettonata è stata tuttavia ancora l’Europa (62%), seguita a grande distanza dal Giappone con un 23%, gli Emirati Arabi con il 10%, Cina 9%, India 6%.
Assodato che i nuovi mercati coincidono con culture molto distanti da quella italiana, la chiave del successo per poter lavorare con in queste nuove realtà è stata individuata in primis nella sola conoscenza dell’inglese e di Internet (39%), mentre il 35% degli utenti ha risposto che è importante conoscere cultura e usanze del luogo. Solo il 24% ha pensato alla lingua locale ed un irrisorio 2% si affiderebbe ad un interprete per gestire i propri incontri di lavoro.

Un dato da sottolineare, e che corrisponde probabilmente ad un pessimismo diffuso, è un 16% di intervistati convinti che conoscere lingue come il cinese, il russo o l’arabo sia uno sforzo inutile e non un’opportunità in più per trovare un lavoro che permetta di viaggiare (33%) o un vantaggio rispetto ad altri candidati (33%).

Friday 22 June 2007 @ 2:22 pm | Permalink |

» 8 commenti a 'Lavorare all’estero per i giovani italiani: ecco i risultati del sondaggio sul nostro Blog'

  1. Cannito Stefano dice:

    Il lavoro è una conqusta personale lo si difende con le capacità e la presenza assidua .Come se si dovesse difendere la propria abitazione con la presenza si presidia il lavoro.

    June 26th, 2007 at 11:03 am — Scrivi la tua opinione

  2. lara nisi dice:

    mi sarebbe davvero piaciuto fare un’esperienza all’estero ma ho rinunciato non avendo un progetto serio. avevo “vinto” la borsa inpdap che consisteva nel pagare (io stessa) 1500 euro al mese per due mesi di cui uno di studio della lingua e uno di stage in azienda. e cosa mi sarebbe rimasto al ritorno?

    non sono molto propensa al rischio.

    approfitto dell’area sondaggi per segnalare una mia iniziativa che non so come pubblicizzare:

    sto cercando di raccogliere storie lavorative soprattutto legate ai colloqui di lavoro in un blog, in attesa di “riempire” il blog con testimonianze interessanti vorrei elaborare un progetto, un libro o anche un audiovisivo, che metta luce sulla paradossalità e sugli aspetti tragicomici di un percorso comune a molti.

    se siete interessati contattatemi all’indirizzo artaudette@gmail.com

    August 1st, 2007 at 15:02 pm — Scrivi la tua opinione

  3. italialibera dice:

    Ormai in Italia si assiste ad un’aumento del precariato e dei contratti a termine,necessita per risolvere il problema della disoccupazione un’impegno del governo e delle imprese a risparmiare meno,ma ad assumere in maniera definitiva i lavoratori che meritano.
    Penso che se continua questo andazzo molti giovani sceglieranno l’estero e paesi come spagna,inghilterra,irlanda,canada,australia e altri offrono magari più possibilità di guadagno ma penso che il precariato è presente comunque con i problemi connessi.
    E’ una vergona che non venga applicato l’articolo della costituzione “il lavoro è un diritto per tutti”,in nome dell’interesse e della selezione indiscriminata e bisogna protestare perchè ogni disoccupato,ogni famiglia abbia almeno una possibilità di lavoro garantita dallo stato e indeterminata.
    Molti giovani vivono in paura e depressione di perdere il lavoro e sono ricattati ingiustamente e continuamente da uno sfruttamento sempre più pressante da parte delle aziende,vale molto lo slogan lavorare il giusto e lavorare più persone..e soprattutto bisogna regolamentare le assunzioni e lo sfruttamento pesante della manodopera extracomunitaria,regolarizzando la loro posizione e incentivando il governo a rimpatriare gli irregolari e a fare multe alle aziende che assumono al nero con controlli a tappeto e chiusura delle stesse.
    Tra qualche anno se si continua di questo passo sarà molto difficile per l’aumento della popolazione trovare un lavoro fisso e una sistemazione e mi sembra inutile accogliere ancora extracomunitari se ancora manca il lavoro per i nostri figli e anche per noi stessi.
    Anche il territorio italiano è limitato come estensione e produttività e soprattutto incapace con i molti problemi che ci sono ad accogliere altri extracomunitari.
    Altrimenti ce ne andremo noi all’estero come già in passato fù…e l’italia sarà governato da albanesi e marocchini..

    September 18th, 2007 at 14:23 pm — Scrivi la tua opinione

  4. ezx dice:

    hai ragione. anche all’estero comunque esiste il precariato, in francia sono già scesi in piazza per questo, ma la situazione economica è però migliore che qua. in italia abbiamo un livello di stipendio-vita confrontabile con il messico. è per quello che se si andrà avanti così molti giovani e meno giovani lascieranno questo paese per altri che offrono condizioni migliori. qui rimarranno cinesi arabi ecc a farsi la guerra come la stiamo ora facendo noi. perchè anche per loro arriverà un momento in cui dovranno confrontarsi con la concorrenza … sembra che la storia si stia ripetendo … l’italia è sempre stata conquistata e bistrattata !

    April 7th, 2008 at 9:49 am — Scrivi la tua opinione

  5. Samuele dice:

    Ci troviamo di fronte ad un periodo di crisi.
    Vivendo in una zona a forte sviluppo edilizio e avendo maturato una certa esperienza nel settore, posso assicurare che su 10 aziende, solo 2 saranno in grado di pagare la manodopera o le prestazioni richieste a piccoli cottimisti/artigiani.
    La parte tragica è che da parte nostra, di noi giovani con voglia e capacità, noi facciamo di tutto per migliorare i sistemi di lavoro, l’informatizzazione, la gestione di un iter di lavoro che sia moderno, ma ci scontriamo costantemente con realtà lavorative antiquate, la gestione di un ordine scritto su un pezzo di legno, la preferenza per le aziende in un capocantiere che lavori, anzichè un geometra che svolga delle mansioni di concetto.
    E’ deprimente non essere assunti, non poter dimostrare di poter portare una azienda ad un livello superiore di competitività, e vedere il solito muratore che dirige una squadra di operai o un opera ricorrendo a regole e procedure ormai passate, errate, e che talvolta velocizzano il lavoro a scapito della qualità del lavoro.
    Ecco, cercare un lavoro all’estero, dove vigono leggi più restrittive, dove i tecnici preposti o assistenti contrari svolgono una vera funzione di controllo, costringe le imprese a dotarsi di personale qualificato e settorizzato, con grossi vantaggi in termini di gestione e sviluppo delle opere.
    Quindi noi giovani, non abbiamo che una gran voglia di scappare da questo paese, anche se rimane l’amaro di lasciare la propria terra.
    In bocca al lupo a tutti per il lavoro.

    May 11th, 2008 at 20:30 pm — Scrivi la tua opinione

  6. Mariadolores dice:

    E’ triste dover lasciare il luogo in cui si è nati e cresciuti e per giunta è come se fossimo costretti a farlo per la mancanza di lavoro siamo costretti ad emigrare come hanno fatto i nostri antenati in cerca di lavoro.
    Mi domando se poi ne valga la pena visto che i lavori che nella maggior parte dei casi si trovano sono con un salario molto basso e in rari casi si riesce a far carriera.
    Alla fine l’unica cosa che ti rimane è la nostalgia della terra natia.

    June 15th, 2008 at 19:13 pm — Scrivi la tua opinione

  7. giovanni dice:

    Ma come siete tutti ottimisti…. io all’ estero ci lavoro da quattro anni ma per conto di una fanto-ditta italiana! Nonostante già lavori fuori, è impossibile farsi assumere da una ditta che non sia italiana! Questo perchè esiste la mentalità protezionistica dalle altre parti… quindi se la situazione continua a precipitare in Italia non si potrà proprio scappare da nessuna parte! SVEGLIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    October 1st, 2008 at 11:19 am — Scrivi la tua opinione

  8. Saverio dice:

    Io è da un anno che sto cercando lavoro anche all’estero, ma da chi bisogna eesere raccomandati dal Presidente del consiglio????

    December 9th, 2008 at 11:32 am — Scrivi la tua opinione

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