In questo mondo libero?
Monday 17 December 2007 @ 3:32 pm
In un mondo libero si presuppone che l’individuo possa scegliere di quale destino rendersi partecipe o, perchè no, vittima.
In un mondo libero il gioco delle parti dovrebbe portare alla soddisfazione, magari dolorosa e faticosa, delle proprie esigenze primarie.
In un mondo libero trova applicazione la Dichiarazione dei diritti dell’Uomo.
“In questo mondo libero” di Ken Loach accade l’esatto opposto.

Struggente e necessario film del “kennediano” regista (kennediano almeno per aver fatto suo l’assunto dell’ “I care/ Accade quindi mi riguarda”), racconta dello sfruttamento operato, per astrazione, dal mondo occidentale nel mondo del lavoro.
Angie è una giovane donna divorziata con un figlio undicenne, Jamie, che vive con i nonni. Licenziata in tronco da un’agenzia per cui procurava manodopera proveniente dai paesi dell’Est, Angie decide di mettersi in proprio. Insieme all’amica Rose crea un’agenzia di reclutamento che gestiranno in coppia. Il confronto con la realtà dell’immigrazione, clandestina e non, le imporrà delle scelte che non andranno tutte nella stessa direzione.
E’ un ‘mostro’ che sembra non accorgersi di esserlo. In lei convivono il bisogno di riscatto, la generosità e la più fredda e letale determinazione; in lei convergono la bieca tensione al profitto e la mancata osservazione del motto “non fare agli altri ciò che non vorresti venisse fatto a te”.
Importante sottolineare che ancora più mostruosa appare perchè donna e quindi iconograficamente pensata come depositaria di un’Umanità che dovrebbe esulare da tutto il resto.
Sì, un film necessario, che necessariamente vi consigliamo,
Non solo perché ancora una volta un grande regista ha saputo dipingere una realtà fuori da ogni possibile supposizione, ma anche per comprendere dove non vorremmo mai che si arrivasse.
Salve a tutti!!
sicuramente potrebbe essere un bel film,
Ma che c’entra con un blog del Cerca lavoro?
A VOI grandi signori di Infojobs, il tema non dovrebbe essere sul lavoro?!?
Parlateci di come far laureare un padre lavoratore, come scoprire l’uovo di colombo per guadagnare, lavorare; imparare dalla gente che già lavora con sistemi e trucchetti di vita quotidiana.
NON VOGLIO PUBBLICITA’ SU FILM !!!!
CHI E’ D’ACCORDO CON ME SI AGGIUNGA…
December 17th, 2007 at 18:20 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao Ale, ma hai letto la recensione? certo, non parlerà nello specifico di lavoro, ma sempre alla carriera si rifà infatti parla di una persona spietata e “in lei convergono la bieca tensione al profitto e la mancata osservazione del motto “non fare agli altri ciò che non vorresti venisse fatto a te”.
Tutte cose che sempre più spesso accadono nel mondo del lavoro e dove sempre più spesso ci si dimentica che, in quasi tutti gli annunci a cui rispondiamo compare la dicitura” predisposizione alle relazioni interpersonali” che nn significa ammazza il tuo collega per arrivare dove vuoi, ma collabora con lui per ottenere il massimo profitto. Non ci sono regole per guadagnare di più o per spiegare ad un padre lavoratore come ci si laurea poichè ognuno di noi è artefice del proprio destino e volere è potere. Certo: laureare e lavorare rappresenta il massimo del sacrificio, ma la domanda è: chi voglio essere e cosa voglio dare a mio figlio (dato che parliamo di un padre?)…meno cinismo…anche da un film apparentemente inutile si possono trarre insegnamenti utili. Già nn peccare di presunzione contribuisce alla strada del successo… Buon lavoro, Vale
December 20th, 2007 at 10:34 am — Scrivi la tua opinione ↓
Cara Vale,
indubbiamente sei tu l’autore dell’articolo poichè nessuno avrebbe risposto con tale determinazione ad un mio sollecito, diciamo anche reversivo. Apprezzo molto il alvoro svolto da te. Ma ti dai una zappata sui piedi se mi dici che non ci sono regole per guadagnare di più se poi da un film posso trarre insegnamenti utili, non solo..
Ho letto anche gli altri articoli dove insegni regole per affrontare colloqui, come vestirsi, come mostrarsi al pubblico.. per favore non andiamo avanti.
Ripeto educatamente che per le recensioni di film ci sono bolg specifici.
December 28th, 2007 at 11:44 am — Scrivi la tua opinione ↓
….nn scrittrice solo semplice selezionatrice…vale
December 28th, 2007 at 18:02 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ho visto il film e la contraddizione più evidente è quella che esiste tra i buoni propositi di una donna madre che intende mettersi in proprio, con un attività di lavoro interinale, e l’amaro compromesso di dover cominciare a sfruttare illegalmente i lavoratori, per far decollare la propria attività senza dover pagare le tasse.
Vista in questi termini secondo me l’accusa di questo film è rivolta allo Stato che con i suoi vincoli crea le premesse di un falso sviluppo mettendo a rischio i lavoratori e coloro che una volta intrapresa un’attività si ritrovano invischiati in una rischiosa situazione senza ritorno a meno di dover accettare anche loro una vita di stenti e sacrifici.
In tal senso il titolo del film è azzeccato perché mette a nudo la vera libertà di scelta di un individuo.
December 30th, 2007 at 14:27 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Il titolo secondo me esprime il fatto che nel nostro mondo civilizzato, con tutta la sua storia e valori, il progresso economico ha portato invece allo sfruttamento delle persone, al calpestare i diritti dei lavoratori x il profitto economico. Noi lavoratori infatti siamo considerati alla stregua di merci da impiegare. C’è un’ agenzia di lavoro che invece di scrivere “Il candidato” scrive “La risorsa”, come se fosse una cosa!
X poter rimanere a galla devi comunque comprometterti.. oppure fare come nel film la sua amica, che si è ritirata dall’agenzia di lavoro giornaliero perchè non era d’accordo.
February 7th, 2008 at 19:20 pm — Scrivi la tua opinione ↓