Il ritorno della formazione
Thursday 15 June 2006 @ 4:58 pm
Seguire i corsi di formazione professionale targata Europa aumenta l’occupabilità, ovvero la possibilità di trovare successivamente un lavoro rispetto a chi, invece, non ne ha usufruito. A ottenere il massimo beneficio dall’intervento del Fondo sociale europeo sono le donne, con tasso di inserimento del 75% a un anno dalla conclusione dei corsi.
Ecco uno dei principali risultati del rapporto di valutazione intermedia sul triennio di attuazione del Fse Quadro comunitario di sostegno Obiettivo 3 (Regioni del Centro-Nord) 2000-2006 diffuso dalla Struttura nazionale di valutazione Fse dell’Isfol.
Al 31 dicembre 2002 su una disponibilità del Fse superiore ai 8,7 miliardi di € per tutto il periodo 2000-2006, le Autorità di gestione titolari dei programmi operativi regionali avevano impegnato il 39,5% dei finanziamenti previsti e speso il 17%. Circa 1,4 milioni di persone sono state coinvolte negli oltre 70 mila interventi avviati. Il 23,5% dei destinatari raggiunti ha partecipato ad attività incentrate sulla formazione continua, la flessibilità del mercato del lavoro e la competitività delle imprese, il 16,7% sulla formazione superiore, il 16% sul sostegno all’occupabilità.
La programmazione italiana del Fse 2000-2006 (per gli Obiettivi 3 ed 1) sta supportando massicciamente dal punto di vista finanziario alcune politiche della Strategia europea per l’occupazione di Lisbona: le pari opportunità (su cui il Fse incide per il 52% delle risorse complessive dedicate) e i provvedimenti nazionali di riforma dei servizi pubblici per l’impiego (57%). La strategia di life long learning (la formazione continua) assorbe il 42% delle spese cofinanziata a livello nazionale. Ma sullo sfondo di una bilancio tutto sommato positivo degli interventi dal punto di vista dell’employability, due sono le questioni che si affacciano, nel momento in cui si va costruendo uno spazio integrato dei servizi del lavoro incentrato sulle politiche attive per l’incontro domanda-offerta, quindi sul potenziamento continuo delle competenze. I problemi riguardano la formazione professionale in senso lato, non solo quella finanziata.
Il primo è la mancanza di un sistema di monitoraggio nazionale dell’impatto della formazione sull’occupabilità in grado di creare una base dati davvero rappresentativa e abbastanza sofisticata (nessuno, per esempio, dalla metà dagli anni 80 rileva il tasso di coerenza tra i corsi seguiti e il tipo di occupazione trovata).
Il secondo è la necessità, più volte invocata dagli studiosi del mercato del lavoro, di un ente indipendente di valutazione degli esiti della formazione, le cui indicazioni indirizzino le politiche nazionali. Il monitoraggio è spezzettato? «Sì - risponde Giorgio Alulli, dirigente dell’Isfol - perchè la capacità delle Regioni di organizzare le rilevazioni è diseguale, e le più efficienti sono quelle con un miglior mercato del lavoro. C’è la necessità di arrivare a fare le indagini con un inquadramento nazionale più forte superando anche un individualismo regionale spinto. La devolution esiste anche in altri Paesi e non confligge con questa esigenza. L’autonomia delle Regioni è nella gestione». «Tutta la strumentazione del monitoraggio va rivisitata - commenta Andrea Ranieri responsabile del Dipartimento scuola, università e ricerca dei Democratici di sinistra e autore del saggio «I luoghi del sapere- Idee e proposte per una politica della conoscenza» edito da Donzelli - L’Isfol va ridefinito e potenziato. L’agenzia indipendente? Non so se un’agenzia che fa ricerca possa essere anche incaricata della valutazione. La ricerca deve essere libera da condizionamenti, quindi la struttura valutativa deve essere autonoma. Altro ostacolo alla valutazione dell’efficacia degli interventi, la mancanza di standard nazionali di certificazione delle professioni»
Articolo a cura di Rosanna Santonocito, da IlSole24Ore.com.
Thursday 15 June 2006 @ 4:58 pm | Permalink |
tutte baggianate!!!!! se sei curioso/a alla voce: “stage: che cos’è e perchè vale la pena farlo” ho dato un mio personalissimo commento nella relativa voce “un investimento redditizio solo se meritato”
February 14th, 2007 at 12:57 pm — Scrivi la tua opinione ↓