Ecco a voi come affrontare un colloquio!
Thursday 6 December 2007 @ 6:23 pm
I) Fate una buona “prima impressione”.
“You never have a second chance to make a first impression”, dicono gli americani, ed è drammaticamente vero. La prima impressione che avrete creato nel vostro interlocutore vi resterà sempre appiccicata addosso: che si tratti di vostra moglie o marito, o del vostro capo, sicuramente chi vi sta vicino ricorderà le sensazioni che gli avrete suscitato nei primissimi momenti della vostra conoscenza, (e sarà sempre pronto a rinfacciarvi “L’avevo intuito subito, che eri un gran…”). Vi sono alcuni accorgimenti ovvi, ma importanti, come il non arrivare in ritardo e non presentare ansimanti una mano sudaticcia per non creare un’impressione sfavorevole, ma vi è in generale la prima “fase” del colloquio da preparare con cura. Un colloquio ha infatti, abitualmente, quattro fasi: il “warm up”, o riscaldamento, l’esame del candidato, il “controesame” da parte del candidato, e la chiusura. Il “warm up” può durare 2-3 minuti, contro i 20 dell’esame, i 10 del controesame ed i 4-5 della chiusura, ma questi due minuti possono influenzare enormemente il prosieguo. In circa un terzo dei colloqui, infatti, la brava Margherita avrà già “segato” mentalmente il candidato dopo i convenevoli: e solo in qualche raro caso farà poi marcia indietro a fronte di una più analitica valutazione. Per fare un buon “warm up” dobbiamo farci vedere da subito tranquilli, curiosi e affidabili, ma dobbiamo anche cercare di stabilire una buona intesa personale con il selezionatore. Senza fare i ruffiani, un sorriso sincero, una battuta, una osservazione che sdrammatizza il colloquio sono sempre gradite: se il candidato è teso, anche il selezionatore non si rilassa, non si “gode” il colloquio. Bastano poche chiacchiere per dimostrare che siamo persone aperte e disponibili, e il vostro interlocutore ve ne renderà merito. I convenevoli devono essere brevi, però, perché altrimenti il selezionatore penserà che vogliamo tergiversare, o che siamo dei chiacchieroni.
II) Preparatevi sui vostri punti deboli
La seconda parte del colloquio è, non nascondiamolo, un esame vero e proprio. Le vostre competenze e la vostra personalità saranno scandagliate a fondo, in cerca di eventuali carenze. Poiché nessuno di noi è perfetto, qualcosa di spiacevole affiorerà, che noi ce ne accorgiamo o meno: il problema è come far si che il selezionatore non giudichi la nostra persona nel suo complesso alla luce dei punti deboli, ma arrivi a considerarli dei “nei” di secondaria importanza. Come fare? La risposta è, apparentemente, semplice: giocando d’anticipo, riconoscendo le nostri eventuali lacune, inquadrandole nella loro vera luce, e dimostrando come siamo riusciti a compensarle. Guai a negare l’esistenza di punti deboli (“Io le sembro un pò aggressivo? Ma lei si è bevuto il cervello !”) , e guai anche a cercare di rigirare la frittata (“Voti bassi all’università? Ma io mica studiavo per il voto !”). Vediamo qualche esempio di come trarsi d’impaccio: “Dice che sembro un pò aggressivo, un pò drastico nei giudizi? Si, può darsi che dia questa impressione: il fatto è che apprezzo molto la chiarezza. So che i compromessi spesso sono indispensabili, ma anch’essi, per essere efficaci, devono nascere (è una mia opinione, per carità) da un confronto duro, esplicito. Sono magari molto pignolo, analitico, dubbioso nella fase di studio dei problemi, ma una volta fattami un’opinione e presa una decisione, mi piace andare fino in fondo. So che rischio di perdere delle sfumature, ma questo mi ha consentito, finora, di raggiungere tutti i traguardi che mi sono prefisso. Certo, ora sto per entrare in un mondo che non conosco, e dovrò imparare tutto: la mia spavalderia dovrò metterla nel cassetto per un bel pò. Del resto, se chiedesse di me a chi mi conosce, mi definirebbero forse impetuoso, ma aggressivo no, credo proprio di no”. “Si, il voto di laurea non è granché. Non cerco scuse: non ho né lavorato per mantenermi agli studi, né fatto alcunché di memorabile nel frattempo. Il fatto è, lo confesso, che i miei primi anni di università sono stati dedicati più al divertimento che allo studio. C’è chi matura prima, e chi dopo, e io appartengo a questa seconda categoria. Mi sono “svegliato” negli ultimi due anni, quando finalmente ho cominciato a pensare al futuro e a comportarmi come una persona adulta: ho recuperato gli esami arretrati, ho cercato di migliorare la media e soprattutto di fare una buona tesi, e credo di esserci riuscito. Soprattutto ho capito di essere stato a un passo dal perdere il treno, per superficialità, ed è un rischio che non voglio più correre. In questi due anni ho avuto la conferma che se mi impegno ottengo risultati di valore, e voglio sfruttare in pieno le mie possibilità. Come consolazione, devo dire che nei primi anni, se ho certamente studiato poco, ho però avuto esperienze così diverse che mi hanno insegnato tante piccole cose che scopro non essere inutili.” “No, non so il tedesco. Tre parole al massimo. Se per questo lavoro è indispensabile parlarlo bene da subito, io non sono la persona che fa per voi. Se invece all’inizio l’inglese può bastare, penso che sei mesi mi basteranno per imparare il minimo indispensabile: potrò ad esempio passare le vacanze in Germania in una scuola. So di non avere problemi a imparare le lingue, altrimenti io stessa non mi sbilancerei. Se sono riuscita ad amare il greco, al liceo, non sarà una lingua moderna a spaventarmi. Con l’inglese non ho avuto problemi, e con il francese me la cavo: datemi sei mesi e chiacchiereremo tranquillamente in tedesco.” “Timido? Io, timido? Beh, di natura, è vero, sono un pò timido. Da piccolo lo ero parecchio, ma poi, per amore o per forza, sono cambiato. Vede, io ho risieduto in tre città negli ultimi dodici anni. Ho dovuto cambiare tre volte le amicizie, ricostruire tutti i rapporti: ho dovuto per forza buttare a mare la timidezza, non sarei sopravvissuto. Inoltre, come avrà letto, a tempo perso mi sono occupato di volontariato, organizzando servizi, chiedendo finanziamenti, operando direttamente per il recupero dei tossicodipendenti. Non è un mondo in cui i timidi possano sopravvivere, glielo assicuro. Posso definirmi un ex-timido, che ha imparato a non tirarsi mai indietro quando bisogna farsi riconoscere ed anche rispettare. Sono contento di questo, anche se forse un “look” da timido non l’ho ancora perso del tutto”. Insomma, per non farsi etichettare in base ai propri apparenti punti deboli, occorre: a) prevedere che ci venga richiesto di parlarne b) ammetterne serenamente la plausibilità c) inquadrarli in un’ottica più vasta d) dimostrare come, essendone consapevoli, abbiamo già noi stessi individuato gli antidoti ai potenziali rischi che questi handicap rappresentano.
III) Informatevi sull’azienda.
Quando la nostra Margherita Pizza si sarà fatta un’idea abbastanza precisa di ciò che siete, e di quali siano le vostre motivazioni, tirerà un bel sospiro stiracchiandosi sulla sedia e socchiudendo gli occhi. È il segnale che la fase “2” del colloquio, quella dell’esame, è finita, e la palla passerà a voi, con la rituale domanda “Bene. Ora, ha lei qualche domanda da fare?” Il modo più sicuro di rovinare un colloquio è dire, con uno stolido sorriso, “Ehm, no… non mi viene in mente niente”. Il selezionatore, mentalmente, vi spedirà immediatamente all’inferno, girone degli ignavi, o nel limbo dei senza personalità. Vedremo più oltre alcune domande che potrete rivolgere, tanto per avere informazioni utili quanto per contribuire a costruire un’immagine positiva di voi; fin d’ora sappiate che, quanto più disinformati sarete sull’azienda e sul business, tanto più anonima e scipita sarà la discussione, che vi relegherà nella veste passiva dell’ascoltatore o vi esporrà a brutte figure (per ogni uomo d’azienda, la sua azienda è l’ombelico del mondo, e si stupirà alquanto per la vostra ignoranza). Ricordate sempre che uno dei vostri obiettivi, nel colloquio, è di abbattere la distanza tra voi e il selezionatore, e di scrollarvi di dosso l’immagine di studente inesperto del mondo. Migliore figura farete, ad esempio, se direte: “le riassumo le informazioni che posseggo sulla vostra azienda, e l’immagine che, superficialmente, me ne sono fatto: me le può per favore correggere e integrare?” E a questo punto dovete partire, senza farla troppo lunga, dal mercato e dal contesto competitivo di riferimento (concorrenti, regole del gioco, posizionamento), citare ciò che sapete delle dimensioni, struttura e prodotti dell’azienda, accennare ai cambiamenti che nel business stanno avvenendo, e (solo se avete qualche spunto significativo) accennare a come “vedete voi le cose” per l’azienda in questione. Su questa base, il dialogo proseguirà “alla pari”, e il selezionatore avrà l’impressione di confrontarsi con una persona che sa quello che vuole, sa programmarsi, sa informarsi prima di parlare, e infine sembra già un pò “di casa” in azienda. Informarsi sulla vita delle grandi aziende non è difficile, mentre per quelle medie dovrete rivolgervi alla stampa specializzata o alle associazioni di categoria (o, meglio, fare un “tam tam” per conoscere qualcuno che ci lavora). Sarà forse un po’ complicato, ma ne vale sicuramente la pena: in particolare per le aziende meno note, incontrare una persona informata sulla loro situazione fa sempre colpo.
IV) Tranquilli e sorridenti.
Non preoccupatevi se siete un po’ nervosi prima del colloquio: un buon selezionatore saprà mettervi a vostro agio e instaurare un clima disteso. É importante che voi contribuiate: un sorriso e un atteggiamento sereno dimostrano che sapete reggere bene lo stress; e inoltre, chi assumerebbe un musone come collega? Attenzione però che la tensione è anche un indispensabile meccanismo di difesa, che consente di mobilitare e sfruttare al massimo tutte le proprie risorse. Chi si lascia andare, e passa a un atteggiamento troppo rilassato, dimostra scarsa “tenuta” e spesso finisce per commettere errori. Essere disponibili e sereni non significa perdere il controllo costante della situazione.
V) Né ingenui, né atteggiati, né eccessivi.
Essere sinceri e dare fiducia all’interlocutore non significa dimostrarsi ingenui: non state conversando né confidandovi, ma state parlando con un obiettivo preciso e con una persona che vi giudicherà anche per il modo in cui perseguite questo obiettivo. Quindi, senza distorcere i fatti, avete una buona occasione, parlando di voi stessi, di dimostrare come sapete cogliere e dominare la complessità del reale, e come sapete analizzare e interpretare i fatti con realismo e senso dell’opportunità. Chi sa vendere bene se stesso saprà vendere bene anche l’azienda in cui lavora. Soprattutto, però, evitate di atteggiarvi a ciò che non siete: chi posa da grande manager a 24 anni, chi vuole comunque recitare un ruolo più grande di sé, chi, in generale, con atteggiamenti supponenti o seduttivi mira a far colpo sul selezionatore, andrà incontro a una garbata presa in giro da parte di quest’ultimo e spesso non se ne accorgerà neppure. È inoltre buona norma evitare di dare giudizi o fare affermazioni estremistiche, drastiche o troppo originali. Forse non è bello, ma le aziende amano più i toni sfumati che quelli troppo vividi, e apprezzano l’equilibrio più che la provocazione foss’anche geniale. Tenete sotto controllo, quindi, i superlativi, i punti esclamativi ed i pugni sul tavolo.
VI) Pensate positivo, creativo e concreto.
Ma quali sono le caratteristiche più importanti che le aziende cercano nei futuri collaboratori? Che immagine di sé bisogna cercare di dare? Ovviamente ogni posizione da coprire, ogni azienda e ogni selezionatore avranno le loro preferenze soggettive, ma c’è un requisito che è assolutamente universale: sul lavoro ci vuole gente che parli poco, e tiri la carretta. Tutti i capi, nessuno escluso, vogliono innanzitutto al loro fianco persone concrete, propositive e attive, che pensino a come risolvere i problemi, e non a commentarli o a complicarli. Meglio una persona semplice ma affidabile, che un intellettuale pigro. Per cui, nel colloquio bisogna assolutamente evitare di sembrare lamentosi, teorici, passivi. Mai dare la colpa dei propri eventuali insuccessi a qualcun altro; mai fare commenti fatalisti o manifestarsi egoisti, cavillosi, burocrati o scaricabarile: la generosità in azienda forse non sempre viene premiata, ma sempre viene richiesta. Meglio sembrare un po’ arruffoni, che di manica stretta: se volete entrare in azienda, sulla vostra fronte deve esserci scritto col sangue “io non mi tiro indietro
VII) Parlate, per favore.
Guai se il colloquio diventa un interrogatorio, con un selezionatore progressivamente sempre più nervoso che fa domande, e un selezionato sempre più spaventato che risponde a monosillabi. Anche nella fase di “esame” il colloquio non ha un iter prestabilito: raccolte alcune informazioni indispensabili, al selezionatore interesserà soprattutto farvi parlare per capire come ragionate, come interagite, come polemizzate, che opinione avete di voi stessi e di ciò che vi circonda, quali aspirazioni avete e come volete raggiungerle. Se non parlate, se rispondete come a un interrogatorio, se non prendete mai l’iniziativa del discorso, egli si farà di voi un’opinione mediocre o, peggio, nessuna opinione. Dunque, motivate e sviluppate le vostre risposte e chiarite voi stessi ciò che può apparire ambiguo, prima che vi sia richiesto. Parlare bene vuol dire anche non parlare troppo: la sintesi è una delle virtù più apprezzate in azienda, perché trasmettere il maggior numero di informazioni nel minor tempo possibile vuol dire avere metodo, rigore logico e capacità espressive.
VIII) Attenti al linguaggio.
I rischi di incomprensione, nel colloquio, possono derivare o da un atteggiamento innaturale del candidato, che proietta un’immagine falsata e quindi incomprensibile di sé, o da una marcata distonia di linguaggi tra selezionatore e candidato. Il primo, a volte, dimentica di avere a che fare con una persona che sa poco o nulla di “aziendalese”, mentre il secondo, a volte, dà un’immagine di sé più immatura del necessario perché rimane legato a modi di esprimersi, a un gergo puramente accademico e magari, in aggiunta, provinciale e ingenuo. Così, parlare di “ditta” quando si ha a che fare con una grossa azienda, o dilungarsi sugli esami sostenuti o sui professori, allontanano psicologicamente chi parla dal selezionatore che ascolta. È importante andare ai colloqui avendo ormai digerito un vocabolario aziendale essenziale: non è necessario sapere con precisione che cosa sia la customer satisfaction, o la struttura a matrice, o gli stocks, il rischio di cambio, l’ engineering, le operations o il trade marketing, o molte altre cose ancora, ma dobbiamo essere in grado di capire più o meno di che cosa si tratta, quanto meno per ciò che attiene il nostro campo d’interesse: un ingegnere può ignorare di che si occupi la tesoreria, ma non che cosa sia l’handling, e viceversa per un laureato in economia. Altrimenti scivoleremo man mano in quel mutismo così pericoloso di cui abbiamo accennato; se siamo colti alla sprovvista da qualche termine a noi ignoto, piuttosto che annuire con aria ebete conviene chiedere, con un po’ di faccia tosta “ma, nella vostra specifica realtà, che cosa intendete esattamente con …?”.
IX) Tenete presente chi avete di fronte.
Il selezionatore è interessato quanto voi al buon esito del colloquio: deve trovare qualcuno da assumere, e se quel qualcuno foste voi avrebbe terminato la sua fatica. Non è quindi un asettico esaminatore ed è più un alleato che un nemico. Nulla quindi lo irrita più che un atteggiamento sospettoso o reticente da parte vostra: se coglie paura, ambiguità o presunta “furbizia” nel vostro atteggiamento con lui, tenderà a pensare - e non a torto - che queste siano le vostre caratteristiche in ogni tipo di rapporto interpersonale. Se vi fa domande “cattive”, che mirano a mettervi in difficoltà, state tranquilli perché in linea di massima significa che il colloquio sta andando bene: i colloqui più duri e aggressivi il buon selezionatore li fa con persone che interessano, mentre quelli rapidi e cortesi servono a liquidare chi appare palesemente inadeguato.
X) La comunicazione non verbale: i vestiti, i gesti, la voce e lo sguardo
In un colloquio, non sono solo le parole che contano: tutto il nostro corpo comunica, e non solo quello. Il nostro interlocutore ci ascolta anche con la vista e con il tatto (speriamo non con l’odorato!). I nostri gesti, i nostri sguardi, il tono della nostra voce confermano, integrano o smentiscono le nostre affermazioni. Il modo in cui siamo vestiti, in cui salutiamo, in cui stiamo seduti può contribuire in maniera determinante a formare il giudizio su di noi. La nostra comunicazione non verbale è molto meno controllabile di quella verbale, in quanto più istintiva; vediamo però alcuni semplici accorgimenti per non complicarci la vita: Come vestirsi Negli USA esiste addirittura un libro (“Dress for success”) che spiega qual’è il modo migliore di vestirsi per ogni incontro: quali calzini usare, quali cravatte etc.. Non esageriamo: però è indubitabile che la nostra immagine è data anche dal nostro abbigliamento. In fondo, noi “scegliamo” di vestirci così. Per i colloqui, l’importante è dare, anche nel look, una sensazione di affidabilità e serietà: la fantasia o originalità sono in questo caso degli “optional” a rischio. Non bisogna vestire casual, perché si darebbe un’impressione di immaturità, ed è bene evitare accessori, trucco o colori troppo vistosi; non è opportuno però neanche “invecchiarsi” troppo, indossando per l’occasione improbabili vestiti da cinquantenni rimediati chissà dove. Alle ragazze è concessa ovviamente più libertà, ed è generalmente apprezzata una certa eleganza, mentre i maschi sono più vincolati al “giacca e cravatta”, ed è bene che non abbiano un’aria troppo “perfettina” (che rende antipatici), salvo che il colloquio avvenga in realtà che danno all’apparenza molta importanza (società di consulenza, mondo della comunicazione, banche d’affari, etc..). Oltre a ciò che indossate, badate a come lo indossate: niente vestiti troppo larghi e cascanti, niente colletti di cravatta allentati, niente forfora sul bavero, niente lenti degli occhiali sporche: è un’appuntamento importante, chi ci arriva trasandato sarà giudicato (non a torto) superficiale, disordinato o poco furbo.
tratto da http://www.sportellostage.it/candidati/consigli_affrontare_colloquio.htm#i
Thursday 6 December 2007 @ 6:23 pm | Permalink |

Ecco,
dopo aver letto i 10 comandamenti, il mio commento andrebbe(per me che vivo al sud):”solo nelle grosse aziende è così”.Per il resto, o meglio la massa che mi circonda, siè sempre limitata in due categorie:
Per lavori senza esperienza “vuoi lavorare? questa è la paga, se ti conviene, altrimenti trovo un altro(1 e ultimo comandamento senza ulteriori incontri)”.
Se la posizione è con comprovata esperienza, beh..
si avvicina con i 10 comandamenti, ma i nostri imprenditori (perchè nelle piccole imprese non c’è il responsabile delle risorse umane) sono molto pratici.
Ti riassumono tutto quanto con: Sai fare questo lavoro? Allora vieni, la paga è sempre quella che vuole lui (irremovibile) e il resto.. poi si vede.
December 6th, 2007 at 19:24 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Il problema è arrivarci al colloquio….si può essere scartate A PRIORI a ben 30 selezioni!?
Sono troppo vecchia? (40 anni) Troppo inesperta ? (lavoro da 20 anni) Troppo poco ? (non ho titoli di studio specifici..ma oramai dopo 20 anni di esperienza conta ancora?)
Non lo so..vorrei che qualcuno di queste aziende ogni tanto si degnasse di rispondere: no, perchè….
almeno saprei da dove devo ripartire….
December 11th, 2007 at 20:49 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Cara daniela,sono tua coetanea
ebbene si,si può essere scartati a priori,persino se si possiede una esperienza!E’ accaduto a me tante volte,eppure chi mi conosce dice che potrei essere la fortuna dell’ente o azienda che m’incontra!!Oggi le aziende cercano innanzitutto gente che abbia acquisito il certificato”con esperienza” già dalla nascita, e se ti capita di perdere un lavoro per cui avevi esperienza poi,nessuno corre il rischio di investire su di te per fartene acquisire una nuova ,magari di altro tipo.Così facendo, le nuove aziende dovranno accontentarsi di “quel che passa il convento” per avere subito gente pronta da “usare” ,foss’anche mediocre, senza possibilità alcuna di scoprire altre risorse,le quali forse crescendo potrebbero superare(e di molto..) e per capacità e per competenze quelle con certificato.ed ecco perchè prodotti e servizi potranno sempre più livellarsi verso il basso:l’importante è saper dire si e copiare..ma … attenzione, questo riesce molto bene anche ai cinesi..
December 13th, 2007 at 21:41 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ma la persona che ha scritto ste robe l’hai mai fatto un colloquio??? mi sa di no altrimenti saprebbe che le cose funzionano diversamente!! non esistono regole generali ma solo buon senso ed onestà nei colloqui…sempre se ci arrivi ad un colloquio!!! ve lo dice uno con una laurea e 2 (dico due) master!!!
December 14th, 2007 at 12:43 pm — Scrivi la tua opinione ↓
buon giorno come voi sapete un ragazzo avvia la sua vita nel mondo del lavoro grazie a delle agenzie….. però a me questonn sta succedendo percio chiedo a voi di darmi una mano,visto e sapendo ke siete una dellle migliori agenzie in circolazione aspetto una vostra risp…
December 14th, 2007 at 14:15 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Concordo pienamente con Alessandro ..qui al sud c’è lo schifo ce la sognamo la realtà LAVORATIVA CHE C’è NEL RESTO D’EUROPA!!
December 15th, 2007 at 11:13 am — Scrivi la tua opinione ↓
Nel colloquio esiste solo una regola: saper meravigliare!
E’ vero la prima impressione è quella che conta, ma allora perchè non si in grado dare sempre il meglio?
Io penso che ciò accada perchè essenzialmente non siamo in grado di autostimare e limitare la discrepanza che esiste tra come noi vlgliamo essere percepiti e come siamo percepiti effettivamente…..inutile vestirsi da damerini per affrontare un colloquio se in effetti quell’abbigliamento non rispecchia la ns. personalità, quindi partiamo innanzi tutto con l’essere noi stessi.
Detto questo se durante il colloquio il ns. intervistatore riceverà da noi inattese informazioni di qualità, non potrà che apprezzare la ns originalità.
Quanti di voi ad esempio sono andati ad un colloquio con un book all’interno del quale vi sono, in ordine cronologico, tutti i contratti avuti, fotografie o depliants delle aziende per le quali si è lavorato, lettere di dimissioni, certificati e titoli di studio?
….sfogliando questo book mentre si parla al selezionatore darà subito l’impressione di non aver nulla da nascondere, di essere credibili ed affidabili, oltre che ordinati ed organizzati…..questo per me è il colloquio multilevel…ovvero un colloquio dove la comunicazione si svolge su almeno tre livelli…..il discorsivo, il visivo ed il probatorio…..io massimizzo così le mie chance….
December 18th, 2007 at 15:32 pm — Scrivi la tua opinione ↓
parole parole parole, se si riesce ad arrivare al colloquio già è un notevole successo, una volta li bisogna sperare di dover sostenere un colloquio individuale e non una estenuante prova di resistenza di gruppo( gran buffonata)per magari un posto a tempo determinato o stage!!
Tante inserzioni dovreste evitare di pubblicarle,tanti colloqui inopportuni andrebbero evitati e tante delle piccole facoltose lolite dal viso saggente che ti accolgono all’appuntamento del primo colloquio dovrebbero quantomeno esser laureate o almeno in grado di saper leggere un curriculum.
Poi è tutto un fatto di fortuna, siate sereni e rispondete ciò che ste persone vogliono sentirsi rispondere, ma non fate l’errore di smettere di inviare curriculum perchè 9volte su 10 nemmeno richiamano per dire “NO MI DISPIACE” e se c’è da farsi belli e vantarsi oppure mandare educatamente al diavolo fatelo pure tanto loro avranno già deciso chi va avanti e chi no.Buona fortuna a tutti
December 21st, 2007 at 16:41 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Mi chiamo Jessica,sette anni fà presi la decisone di salire al nord in cerca di lavoro.Da allora lavoro sempre con agenzie interinali, e sono sempre alla ricerca di un posto a tempo indeterminato.Ho 32 anni, sono sposata ed un mutuo di 25 anni.Con la mia tenacia riuscirò a trovare quello che cerco e quello che in Sicilia non avrei potuto mai fare.Sicuramente esperienza e titoli di studio servono tanto.
December 23rd, 2007 at 1:13 am — Scrivi la tua opinione ↓
sono alla vigilia di un importante colloquio e confrontarmi con questo decalogo è confortante!
December 28th, 2007 at 11:06 am — Scrivi la tua opinione ↓
Regole d’oro, certamente utilissime, ma credo che se si comincia a parlare in maniera troppo insistente di queste cose comincia a venire il dubbio che la realtà che ci circonda sia veramente povera di lavoro
December 29th, 2007 at 0:48 am — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti, ho 50 anni e di colloqui ne ho fatti parecchi (purtroppo);il decalogo su come affrontare il colloquio è sicuramente utile e per alcune cose centrato, ma la realtà del mercato, oggi è molto diversa e diversificata : la maggioranza delle aziende ha la possibilità di scegliere tra un numero impressionante di candidati italiani e stranieri quindi le richieste e le offerte sono al ribasso due persone con eguale esperienza ma provenienti da situazioni personali diverse possono accettare per lo stesso impiego offerte diverse tra loro e questo chi offre lavoro lo sa. Le regole per un colloquio brillante valgono , forse, per colloqui di alto livello e con aziende con nicchie di mercato molto particolari e che quindi selezionano candidati molto specifici. Per i colloqui con aziende di basso o medio livello (fatte le opportune eccezioni) vale la teoria di Alessandro (purtroppo !!!) Comunque ragazzi tenete duro prima o poi l’occasione arriva per tutti, bisogna saperla prendere al volo per capacità e qualche volta per “” fortuna” auguri a tutti
January 8th, 2008 at 13:42 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Queste regole basiche le ho trovate interessanti e tutte applicabili, anche se concordo con tutti coloro che ribadiscono l’importanza di “essere sè stessi”, senza esagerare, sia per quanto riguarda il look e sia per quanto riguarda la propria personalità.
Ai numerosi colloqui di lavoro che ho sostenuto ho potuto notare che la maggior parte dei “selezionatori” non sono persone qualificate, non sono laureati in psicologia/pedagogia o altre materie umanistiche, ma solo dei comuni datori di lavoro (molti dei quali “selfmademan”) e in alcuni casi addirittura delle comuni impiegate- capoufficio, “costrette” dal datore di lavoro a fare le “selezionatrici”, pertanto con quella tipologia di persone, tutte le varie risposte fornite in questo “decalogo” comportamentale, non servono, in quel caso occorre solo essere sè stessi, usare una terminologia educata, umiltà e socievolezza, la disponibilità a lavorare in team (o in modo autonomo, se necessario), ad eventuali turni, ad eventuali straordinari e/o trasferte.
Buona fortuna a tutti…..
January 10th, 2008 at 10:54 am — Scrivi la tua opinione ↓
Io ho 20 anni e di colloqui non ne ho fatti neanche uno. sono alla ricerca di lavoro da 2 mesi e mi sento molto scoraggiata anche perchè ad ogni lavoro cercano sempre ragazze con esperienza. io ho tanta voglia di imparare e crescere nel campo lavorativo e spero che questo accada al più presto.
January 12th, 2008 at 17:45 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Io davvero non capisco più neanche se sto rispondendo all’annuncio giusto!
Purtroppo, devo dire, la mia esperienza è stata fatta sul campo. Sono una persona che ha lavorato nel settore amministrativo; vent’anni a contatto con l’informatica (quando ancora esisteva solo DOS ) e ne ho fatto il mio hobby ed il mio lavoro; esperienza nella vendita (ho cominciato vendendo case ed ho finito per avere una mia attività settore informatico). Oggi ti riempono la testa di regola di marketing da come rispondere al telefono a come improntare una proposta. Ti costringono a rispettare un budget, ad impostare un numero minimo di appuntamenti altrimenti risultati zero! Ragazzi….ho venduto case di 800.000.000 (sì, 800 milioni!) facendo leva sui sogni della gente e sul loro portafoglio! Ho gestito un’azienda per 8 anni, con risultati più che soddifacenti…ma decisi di cambiare città, e sapete cosa faccio ora? La segretaria commerciale…sono la schiavetta di una “ragazzina” di 26 anni (senza neanche una laurea…perchè in tal caso giustificherei la presunzione!) che dice a me come impostare una lettera! Ho bisogno di soldi, ho una famiglia e farei qualunque cosa! Ma non è giusto tutto questo. Anche io come Sonia, mi sento dire che sono una risorsa preziosa sprecata….ma allora!?
vorrei fare un appello ad Infojobs: per favore invitate i vostri inserzionisti almeno a segnalare se un curriculum è stato scartato o meno. Quel “Ricevuto” dopo 2 mesi sembra una presa in giro! Grazie.
January 14th, 2008 at 19:43 pm — Scrivi la tua opinione ↓
una volta mandai 1 curriculum tramite questo sito,durante il colloquio mi chiede “esperienze lavorative?” e io rispondo “sono stato 3 anni in marina militare poi… ” e lui mi interrompe dicendo “allora benvenuto nella nostra famiglia”…..questo è 1 colloquio….?al sud questo succede….
January 16th, 2008 at 12:34 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao ragazzi, io mi sono appena licenziata da un posto che a dir poco è un manicomio, ho resistito tre mesi facendo un turno pomeridiano e serale che sacrificava la mia vita affettiva, ho trascurato mia figlia accettando un turno di lavoro nella speranza che le cose migliorassero ma quando vai a lavorare con chi è diventato imprenditore per caso o ha ereditato una struttura e non si è fatto da sè, rischi di impazzire come stava succedendo a me.
Ho ingoiato rospi e sopportato una cretina che solo perchè si è messa col capo voleva dirigere l’azienda senza neppure conoscere i congiuntivi. E’vergognoso che anzichè apprezzare le persone che vogliono migliorare un’ambiente disorganizzato queste ultime diventino i bersagli di persone ignoranti incapaci ed invidiose. E’successo a me, ecco perchè venerdì scorso ho mollato tutto.
E’ come se mi fossi liberata di un peso sulle spalle.
Ora vedremo cosa mi riserva il futuro.
un particolare saluto a DANIELA, mi è piaciuto molto quello che hai scritto.
January 19th, 2008 at 20:15 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Credo che la cosa più triste per un giovane ambizioso e capace sia dover convincere qualcuno a dargli un lavoro a partire dall’impressione che di lui è possibile avere nei venti minuti circa del fatidico colloquio, quando, invece, sul suo curriculum è ben evidenziato che ha conseguito una laurea con 110 e lode. Se dopo tanti anni di sacrifici e di studio il voto finale, chè è l’assoluta sintesi di un percorso invece molto lungo, non è sufficiente a garantire la qualità della sua persona, allora non vedo come possano alcuni minuti aggiungere o, ahimè, come è probabile che avvenga, togliere valore ad essa. trovo normale che ad un primo appuntamento si diano impressioni limitanti di sè, spesso errate. Perchè invece non credere ad una riga cortissima (il titolo di studio) che però riassume anni e anni di sacrificio e di applicazione? o lo studio in questo paese è solo un optional? In Inghilterra studio e lavoro interagiscono molto più che qui da noi.
per non parlare della famigerata domanda: “Lei ha esperienze lavorative?” ma, dico io, se un ragazzo passa tutto il suo tempo a studiare per ottenere il massimo in ciò in cui si applica, come fa a lavorare in quel mentre? mi pare normale che se uno si laurea arriva ad un primo colloquio con ogni probabilità senza esperienza lavorativa (o dovrebbero far brodo anche quelle esperienze che con un specifico percorso professionale non hanno nulla a che vedere e che magari si fanno comunque per mantenersi gli studi?) e poi, se tutti dovessero dar peso alle esperienze precedenti, quand’è che si comincia a lavorare? cioè, chi è l’eroe che si sacrifica ad assumerti per primo?
non pretendo ovviamente che qualcuno assuma qualcuno solo perchè ha letto il voto finale di laurea. Però mi piacerebbe concepire il lavoro come il naturale sbocco per un giovane, successivo ad un periodo di preparazione teorica, senza dover ritenere l’assunzione un mero colpo di fortuna; piuttosto, un meritato traguardo (che è poi, ovviamente, solo l’inizio di un nuovo meraviglioso percorso)e il frutto di anni e anni di accurate progettazioni per il futuro.
January 22nd, 2008 at 3:12 am — Scrivi la tua opinione ↓
noto con piacere che il mio pensiero è stato censurato.
January 22nd, 2008 at 11:48 am — Scrivi la tua opinione ↓
sono mortificato…prima la mia opinione era sparita…ma adesso c’è…..mi scuso.
January 22nd, 2008 at 12:12 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Siamo la brutta copia degl americani!
January 23rd, 2008 at 11:59 am — Scrivi la tua opinione ↓
Mal comune mezzo gaudio…recita un proverbio. Ogni volta che mi reco all’ufficio per l’impiego della mia città per vedere le offerte delle ditte (private e non) trovo gente nuova, sempre più extra-comunitari e giovani in cerca di un lavoro decente. A 42 anni, 15 di esperienza, di cui 8 nell’edilizia, neanche la mobilità mi ha dato una mano, l’unica speranza rimangono le agenzie interinali e lavoretti del tipo co.co.co., co.co.pro ecc che ti lasciano ancora più amareggiata di prima perchè appena prendi confidenza col nuovo lavoro, ti ritrovi da capo e con false strette di mano, che tanto assomigliano ad una vera e propria presa in giro… staremo a vedere se qualcosa cambierà. Comunque i consigli sono sempre utili, magari prenderò qualche spunto per i prossimi colloqui selettivi (spero!).
Nel frattempo teniamo duro!! un saluto a tutti
January 23rd, 2008 at 13:04 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Filippo, tu ti lamenti che venga volutamente ignorato il tuo voto, ma qui c’è gente a cui ignorano righe e righe di curriculum, per arrivare solo a vedere che laurea e che voto hanno!!
Non ti sembrano entrambi dei paradossi!?
Le capacità lavorative devono essere dedotte da tre aspetti fondamentali: le esperienze, il titolo di studio e la capacità di fronteggiare un collquio….in ogni caso ignorare uno di questi aspetti ncessariamente ne danno un’immagine distorta.
Purtroppo, secondo me, neanche le aziende sanno che persone cercare e per COSA la cercano. Se è troppo giovane, per quanto possa avere avuto un voto alto, ci metterà mesi prima di entrare nell’ingranaggio; se è adulta (35/45 anni) è troppo “formata” per sottostare a nuove regole; se è troppo esperta costa troppo; se è per niente esperta non è produttiva e rischia di essere un grande punto interrogativo..insomma, qui ci sarebbe da fare il contrario: dovremmo noi fare il colloquio alle aziende! :o)
January 23rd, 2008 at 15:21 pm — Scrivi la tua opinione ↓
caro filippo,
probabilmente hai ragione, e mi dispiace vedere giovani brillanti che non riescono ad ottenere i giusti meriti.Purtroppo la vita richiede sacrifici e chiunque speri di fare ciò che ha imparato, in questa epoca, non credo che avrà il successo desiderato.
Per esperienza ti posso dire: fai tutti i lavori che riesci oggi ad accaparrarti; una volta entrato da qualche parte, con il tempo il sacrificio, il duro lavoro di tutti i giorni, ti capiterà di incontrare le conoscienze giuste, gli agganci,le famose raccomandazioni(se le vuoi chiamare così), o forse semplicemente nella stessa azienda. Come mi è capitato spesso (lavoro da 12 anni)in 4 aziende su 15 presso cui ho lavorato, iniziano a farti fare quello per cui sei assunto, poi con il tempo vedono: “cavolo però quest’ altra mansione la sa fare bene” e cominciano a sfruttare le tue capacità, fino a quando tu non sarai in grado di fare i tuoi passi. Quando arriverai a quel livello, non avrai bisogno di dire si la ero assunto come “muratore” ma operaio con, molto spesso mansioni da ingegnere (ad esempio). E’ da li che comincerà la tua carriera..
tanti saluti ed in bocca al lupo
January 24th, 2008 at 10:50 am — Scrivi la tua opinione ↓
caro filippo, mi dispiace dirtelo, ma dalla mia poca esperienza il voto di laurea ( almeno al sud ), non conta più di tanto. Io sono laureata di oltre 3 anni, con un buon voto e in tempi abbastanza ragionevoli. Ho già terminato il tirocinio per l’abilitazione professionale, ho fatto solo qualche lavoretto e adesso, grazie ad infojobs, lavoro come segretaria ( non so se mi spiego!).
Cqm, tieni duro, il tutto è iniziare ( e qualcuno che fa il primo passo lo troverai ), poi piano piano e con tanti sacrifici qualcosa arriva ( senza farsi mia troppe illusioni ).
January 24th, 2008 at 13:21 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Cara Daniela io ne ho 34 anni e già mi scartano per l’età.. poi quelli che ti chiamano ti trattano come una 15enne.. pensa mi hanno offerto un lavoro, previa raccomandazione, di 700,00 euro LORDE, e ripeto LORDE, al mese per 40 ore di lavoro alla settimana per la mansione di reception-segretaria generale(che poi alla fine fai di tutto e di più) e giri esterni(versamenti in banca-alla posta) MA SIAMO MATTI!
Io ho ripiutato e non perchè posso permettermelo, perchè vivo a roma e pago un affitto, ma per dignità personale e umana, e se tutti ci riufiutassimo la smetterebbero di SFRUTTARE le deboleze degli altri per fare soldi.E VERGOGNOSO.
PS: a parte l’età nessuno dovrebbe essere trattato in questo modo.
IN BOCCA AL LUPO A TUTTI
January 24th, 2008 at 17:50 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Per Daniela, Alessandro e Patrizia:
molte grazie per la vostra solidarietà e gli incoraggiamenti (crepi il lupo!).
Ah dimenticavo…il governo è caduto…adesso sì che sono più fiducioso…(basteranno tre puntini di sospensione?):-)
Un saluto, Filippo.
January 25th, 2008 at 3:13 am — Scrivi la tua opinione ↓
x titty:
beh..tu paghi un affitto, io ho due bambine di 3 e 5 anni ed il solo stipendio di mio marito, ovviamente, non basta. Non me lo posso permettere di pensare alla “dignità umana”. Purtroppo se trovo un lavoro (e quello che ti hanno offerto mi sembra sufficientemente dignitoso) lo devo accettare. Questo non vuol dire fermarmi lì, significa ANDARE AVANTI, continuando a guardarmi intorno nella speranza (o forse dovrei dire illusione) di riuscire a conciliare le mie aspirazioni e capacità, con la necessità di sostenere una famiglia.
x filippo:
non ne bastano 1000 di puntini di sospensione!! Beh…diciamo che in TEORIA peggio non si può stare…ma come dicevano i saggi nonni: al peggio non c’è mai fine :o))
Ma per come la vedo io, almeno si è aperta una possibilità e vediamo di non gettarla al vento!
IN BOCCA AL LUPO e che crepi una volta per tutte ’sto benedetto lupo! ;o)
January 25th, 2008 at 10:41 am — Scrivi la tua opinione ↓
Purtroppo è tutto vero. Dico purtroppo perchè è vero sia quello che Teoricamente ci viene suggerito dal Blog (anche se sappiamo che è molto più di una teoria, sono davvero suggerimenti validi)sia le Realtà che gli Amici hanno scritto. Ognuno di noi dovrebbe cercare di trovare la sua strada, il suo modo di interagire, facendo il più possibile tesoro dei suggerimenti che gli vengono dati. Arrivare al colloquio “arrabbiati” non è conveniente per nessuno, soprattutto per il canditato.
Su una cosa invece concordo pienamente: qualcuno deve intervenire affinchè i giovani senza esperienza possano entrare nel momdo del lavoro. Non si puo’ chiedere di avere dei giovani, plurilaureati, geni ed esperti. L’esperienza verrà poi; ma gli imprenditori devo dare fiducia: è loro dovere!!!!
Auguri a Tutti (me compresa).
January 29th, 2008 at 10:02 am — Scrivi la tua opinione ↓
Io direi che molte persone sbagliano gia a priori arricchendosi con parole tipo “ben due master” , laurea ecc…. siete proprio sicuri che tutto ciò vi rende insuperabili e pronti per il mondo del lavoro?Non sarà mai sufficiente, la cosa più indispensabile e un cervello sano, anche senza laurea.
Grazie mille per i consigli!
January 31st, 2008 at 17:21 pm — Scrivi la tua opinione ↓
A qualcuno di voi è mai capitato che ad un colloquio venissero rivolte domande assurde del tipo: “Lei ha scritto sul suo cv di aver lavorato come banconista in un’agenzia di viaggi…cioè di cosa si occupava?”
Io avrei voluto rispondergli:”hai mai prenotato un viaggio?” devi pure aver viaggiato almeno una volta nella tua vita…oppure sarai entrato almeno una volta in un’agenzia di viaggi…così per curiosità…secondo te cosa cavolo mai può fare un banconista?”
Questo x dire che bisogna anche mentalmente prepararsi a beccare un selezionatore idiota!!!
February 5th, 2008 at 17:50 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Io ho il terrore dei colloqui. Leggere questi consigli è molto utile ma è difficile metterli in pratica! Come fare a superare la propria timidezza, paura di essere scartata! E’ la tranquillità che mi manca x affrontarlo al meglio, soprattutto se si tratta di un posto x cui è richiesta qualche capacità o esperienza.. Fin’ora sono riuscita a rilassarmi, e neanche molto, x i colloqui di call center e basta!
Xchè poi, durante il colloquio è anche la consapevolezza delle proprie reazioni, posture, espressioni errate a ostacolare ancora di più!
A volte mi chiedo se x fare certi lavori è proprio necessario essere dei super eroi oppure è tutta una questione di convincere o meno.. Insomma magari vieni scartato x un lavoro che sapresti fare bene se ti danno la chance.
February 7th, 2008 at 15:51 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ho fatto sia colloqui come selezionatrice che come candidata.L’importante è essere se stessi!Un consiglio:non chiedete mai quanto vi pagheranno (da chiedere alla fine magari al secondo colloquio),non dilungatevi troppo nelle risposte e siate in grado di spiegare le mansioni che avevate nel vostro lavoro precedente.Non siate polemici e troppo curiosi facendo troppe domande e parlando troppo.In bocca al lupo.
Laura di Roma
February 12th, 2008 at 10:28 am — Scrivi la tua opinione ↓
belle parole ma spesso difficili da applicare, comunque l’onestà e la sincerità pagano piu di quello che si immagina, in piu bisogna tenere in mente che nel nostro paese spesso manca un concetto fondamentale nelle aziende : la meritocrazia!
February 12th, 2008 at 15:44 pm — Scrivi la tua opinione ↓
non capisco perchè mi presento a molti colloqui ho 50 anni venditore auto da 25 anni.tutte le ditte massimo 35 anni scrivono sulle inserzioni io mi sento molto giovanile ma nonostante tutto sono ancora disoccupato sapete dirmi dove sbaglio?Premetto che vado a colloqui di settori più disparati,perchè se aspettassi solo dal mio settore non farei mai colloqui.
February 12th, 2008 at 22:04 pm — Scrivi la tua opinione ↓
nella mia vita ho sostenuto parecchi colloqui, sia con head-hunters professionisti sia con responsabili di uffici personale. Posto che il mio profilo è piuttosto elevato, mi sono sempre trovato a competere per posizioni già assegnate a priori. L’amico, l’amico dell’amico etc… costituiscono credenziali di assoluta priorità, rispetto ai requisiti che si possono mettere in evidenza in un colloquio di mezz’ora… sopratturro per chi come me si candida per ruoli di responsabilità… quindi, aspetto che qualche amico faccia carriera e poi mi proporrò ! :)
February 25th, 2008 at 12:33 pm — Scrivi la tua opinione ↓
sì, filippo il goveno è caduto.. vedrai che silvio troverà 1.500.000 di posti di lavoro solo per te! comunque ti faccio i miei migliori auguri… un 110 e lode sono una credenziale maiuscola che un imprenditore oculato e con il senso dell’ainvestimento non può ignorare, purtroppo i manager italiani, sia quelli appartenenti ai grandi gruppi sia quelli appartenenti a piccole realtà sono miopi, nel senso che badano solo all’immediato risultato. Non c’è programmazione, non c’è il concetto di “investimento” non dico a lungo ma neanche a medio termine. Colpa anche del sistema, della cultura del sospetto, e del fatto che l’italiano in genere cerca di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo (questo è il budget, questo è l’obbiettivo, Voglio risultato e profitto immediato). Questa cultura si riflette quotidianamente anche nei nostri sport, vedi calcio.
Ti consiglio la strada della consulenza. Le società di consulenza sono avvezze alla formazione di giovani talenti! ciao e ancora in bocca al lupo!
February 25th, 2008 at 12:55 pm — Scrivi la tua opinione ↓
ciao Bruno,sono una tua coetanea, alla ricerca di un lavoro per migliorare la posizione attuale.
Invio curriculum su curriculum, ma l’età sega ogni possibilità, nonostante la forte e concreta esperienza acquisita.
A volte mi scoraggio, poi ricomincio e mi chiedo se ci sarà qualcuno in grado di apprezzare e pagare giustamente chi può mettere a frutto il proprio bagaglio per il bene di un’azienda.Per ora un lavoro ce l’ho ma non sono nel posto giusto..
Ti auguro e auguro a tutti i “datati” come noi che ci sia un occhio di riguardo a coloro che possono produrre immediatamente e possono insegnare qualcosa ai giovani che da qualcuno dovran pur imparare!
February 25th, 2008 at 20:29 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Salve a tutti.
Bhè di sicuro una cosa che si evince da queste discussioni è che c’è una grossa confusione in giro, “i dieci comandamenti” sopra elencati ci inducono a cercare di comportarci in un determinato modo quando si ha la fortuna di partecipare ad un colloquio; la testimonianza di Laura, che dice di essere stata sia selezionatrice e sia di aver partecipato a colloqui per essere selezionata, invece ci suggerisce di fare quasi il contrario di quello che ci veniva detto precedentemente in alcuni punti.
Come fare per scegliere il comportamento giusto?
A questo punto credo di dover fare di testa mia: cercherò di uniformarmi alle situazioni che, speriamo, mi si verranno a presentare…: cercherò di essere semplicemente naturale.
Mi comincio a distinguere da qui…:
“In culo alla balena…”.
Ciao a tutti.
February 27th, 2008 at 19:04 pm — Scrivi la tua opinione ↓
si può benissimo studiare e lavorare, ragazzi non trovate scuse, se si vogliono le cose si possono ottenere….
Ogni volta che faccio un colloquio rimangono colpito dal fatto che ho un’ottima media all’università (29) e ho 4 anni di esperienza lavorativa………
March 9th, 2008 at 21:27 pm — Scrivi la tua opinione ↓
In questo paese, sono troppe le cose che non vanno nel mondo del lavoro … Quando un’azienda, che opera all’estero, si crea problemi perché un candidato abita nella prima cintura della stessa città, perché …lontano dal posto di lavoro; quando un selezionatore ti dice: “Io le pongo le domande in italiano, lei mi risponda in inglese”. Se poi aggiungiamo che con un’esperienza di circa 15 anni e, quasi, due lauree nel cassetto devi essere contento di avere un co.co.co a 5 euro lordi l’ora … Forse, capisci in che razza di Paese vivi !
(Marco da Torino.)
March 16th, 2008 at 20:35 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Presa in considerazione il consiglio di Laura e quanto afferma Daniela ritengo che il mondo del lavoro sia una giungla comunque.
Non sai mai come comportarti . Io ho 45 anni, sono alla ricerca dell’ennesimo impiego perchè sono in mobilità. Specifico nei colloqui che sono un commerciale e mi chiedono se conosco la contabilità a fondo….Faccio colloqui presso società interinali le quali spariscono dopo averti fissato un colloquio. Non saprai mai dove hai sbagliato, se hai risposto come non volevano, oppure addirittura come accade sul menu personale di questo sito, apri le tue candidature e ti ritrovi “scartato” senza passaggi intermedi. Diamine, almeno dammi la possibilità di parlare, di presentarmi e capire perchè mi sono candidata proprio per quell’annuncio.
Insomma cosa c’è che non funziona? noi a 40 anni, le interinali che sono piene di ragazzine che non sono in grado di valutare un candidato che ha 20 anni d’esperienza nel lavoro in più rispetto a loro, oppure non hanno aziende a cui proporti e inseriscono annunci civetta??
March 19th, 2008 at 12:20 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Carissimi voi tutti.
Sono a sette anni dalla pensione a soli 49 anni di età.Per la primma volta nella vita mi sono trovato dopo 33 anni filati di lavoro con un sacco di straordinari mai incassati e poche ferie fatte a cercarmi un lavoro.Da tre mesi incontro selezionatori direttori funzionari imprenditori etc.,che si precipitano a contattarmi,ho un curriculum di tutto rispetto.A quanto richiesto dalle Spett.li il più delle volte c’è più di quel che realmente gli serve(ma fà figo con la concorenza)far sapere che la propria azienda assume serve ad allontanare il sospetto che magari si stà chiudendo,gli annunci sono sempre di aziende primarie nel loro settore,ma che non conosce nessuno,sapere l’inglese è importante per vendere,ma se sai l’inglese non è detto che sei un buon venditore ,e poi a che serve se devi promuovere macina caffè in un centro commerciale alla periferia di milano?.Chi ti esaminna il più delle volte ne sà meno di te ,se si accorge che hai dei numeri si tutela per non mettere a rischio il suo posto.Chi ti parla in inglese e perchè non sa sostenere un discorso in italiano o perchè non sà che cosa dicie o stà nascondendo quello che non sà.Chi vi dicie che siete troppo giovani,chi vi dicie che siete troppo .vecchi,chi vi dicie siete magri,siete grassi,siete alti siete bassi non preoccupatevi di piacere a tutti i costi a qualcuno ma preoccupatevi di essere voi stessi .A chi vi offre benefit,carriere,posti di responsabilità,e poi vi propone contratti discutibili per non pagare contributi e tasse tenete di conto che queste furberie vi si ritorceranno contro ad ogni occasione.Non cruciatevi per una risposta non ricevuta,un colloquio andato male ,forse sono lo specchio delle scortesie ,la mancanza di rispetto che noi stessi rivolgiamo ad altri.E quando crediamo o abbiamo la fortuna di esserci sistemati non dimentichiamoci di chi è fuori a bussare alla porta . Il male peggiore è la mancanza di solidarietà che permette che crea stati d’animo e tragedie umane senza senso.Più tosto denunciate i criminali.Auguri a tutti
March 27th, 2008 at 2:08 am — Scrivi la tua opinione ↓
Di colloqui ne ho fatti tanti e a dire il vero spesso sono stata selezionata…. Ho sempre lavorato e fortunatamente con le mie forze…ma e’ un avvilimento pazzesco quando al primo colloquio le aziende ti dicono : certo noi inquadriamo , noi facciamo tutto legalmente, e poi passano mesi mesi ,anni e alla fine tu non avrai mai una posizione riconosciuta! Io dico che qui a Napoli , nella mia citta’ e’ un morire!!!!
So che non e’ l’unica realta’ drammatica ma qui un po’ di piu’ , questi imprenditori del c…. che ai colloqui in prima battuta sembrano il padre eterno in terra e poi scusatemi l’espressione fann cert figur e ……..! ma per cortesia ….
March 27th, 2008 at 13:46 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ho l’impressione che i miei interessi non depongano a mio favore nei colloqui di lavoro. Quando affermo che ho una grande passione per la letteratura,la musica classica,cinema e per ogni cosa che riguarda la cultura colgo nel volto dei miei selezionatori stupore e una parvenza di preoccupazione. Evidentemente non può rientrare nei loro piani aziendali uno che pur avendo un diploma di ragioniere programmatore passa il suo tempo libero a leggere Goethe o Cervantes mentre ascolta Vivaldi.
March 31st, 2008 at 13:03 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Il guaio è quando devo rispondere alla domanda: “cosa ti aspetti da questo lavoro?” e a me l’unica risposta che mi viene in mente è “un po’ di soldi per vivere un ambiente tranquillo e poco stess!!” Alla fine il lavoro è un mezzo non il fine!
April 1st, 2008 at 16:09 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Il problema è che spesso i consigli per affrontare i colloqui servono maggiormente ai selezionatori…li’ fuori, a fare selezioni c’è una banda di ignoranti presuntuosi che impongono il loro punto di vista e che assolutamente predispongono il colloquio unilateralmente!!! “Io ti do’ il lavoro e tu la devi pensare come me”…questi oggi sono la maggior parte dei selezionatori. Poi se sei laureato addio…te lo fanno pesare! “Non perche’ sei laureato devi avere delle pretese” oppure ” Io senza laurea ho sgobbato per 20 anni e sono arrivato al successo!” MA KI SE NE FREGA!!!! Cio’ che è difficile da accettare è questo comportamento di superiorità nei nostri confronti; o meglio il colloquio di lavoro deve essere alla pari: chi offre un posto di lavoro e chi offre la sua determinazione, disponibilità, professionalità ed esperienza. Per non parlare degli annunci di lavoro incomprensibili, delle tecniche ridicole utilizzate per ricondurci a rigidi schemi comportamentali o delle parole vuote che spesso vengono dette dai responsabili.
April 4th, 2008 at 12:58 pm — Scrivi la tua opinione ↓
“La vita umana non dura che un’istante. Si dovrebbe passare a fare ciò che piace. In questo mondo, fugace un sogno, vivere nell’affanno è follia!….la Provvidenza ci aiuterà..aiutati che Dio ti aiuta, vero! cmq non perdiamo mai la speranza.
April 16th, 2008 at 17:38 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Enzo…..se fai cosi ti cionchi solo le gambe…i colloqui hanno un tempo…se passi tutto il tempo a fargli leggere il diario di quando eri piccino…risulti solo un pirla…esite una legge che si chiama privacy ..o come cxxo si scrive..che gliene frega all’azienda del tuo diario….
se voi fare colpo ad un’azienda allora cerca di farti dare un appuntamento ad un orario che ti permetta di invitarli a bere un caffè all bar o a continuare il colloquio all ristorante..
è butta via quel diario..
May 6th, 2008 at 12:31 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Giorgia..
ti posso capire…
ma ti devo da rimproverare un po di cose..
non si lascia mai un lavoro …sai che esiste una pensione per i disoccupati…
se ti facevi licenziare a quest’ora stavi a casa e ti prendevi ogni mese una pensioncina dallo stato…
se un lavoro non ti piace…mettiti a farti gli affari tua..fini a che il capo non ti nota…e ti fai licenziare…
May 6th, 2008 at 12:34 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ho fatto un colloquio di recente (miracolo!) dopo una prima selezione di test (non vi voglio stare a dire l’idiozia di questi test). Una delle domande che mi sono state rivolte è : avendo la possibilità di esaudire tre desideri, cosa vorresti?
IO pensavo: “me ne basta uno, vincere al superenalotto” :o) avrei risolto tutti i miei problemi con un colpo solo….voi cosa avreste risposto? Ma che domanda è? A che serve ai fini di un’assunzione!? Vedere se ho ambizioni? A 40 anni? Senza lavoro!?!?!? Il massimo dell’ambizione che posso avere è : avere un lavoro!
May 28th, 2008 at 23:53 pm — Scrivi la tua opinione ↓
daccordissimo, non ci si deve mai licenziare
bisogna sempre patteggiare un licenziamento da parte dell’azienda con possibilità di apertura delle liste di mobilità o della semplice disoccupazione
June 5th, 2008 at 20:15 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ben vengano i suggerimenti, fonti di pura esperienza, ma non sono nato ieri ai colloqui, come nei concorsi ed altro dominano ben altri parametri.
Per prima cosa largo spazio a chi è segnalato e poi forse a chi viene dal nulla.
Magari le selezioni, i concorsi e le assunzioni poggiassero su valutazioni così fondate e serie.
Non credo molto alla meritocrazia.
Meditate
June 15th, 2008 at 23:08 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti,
io di colloqui ne ho fatti moltissimi, e sto continuando a farne, a volte mi hanno chiesto cose assurde tipo che macchina ho e di che colore! Doveva essere uno psicologo il selezionatore, fatto sta che a distanza di mesi stanno ancora cercando, quello che vorrei dire alle aziende, è che non contano molto questi giochetti psicologici, tant’è che ancora non hanno trovato la persona che fa per loro…nella mia esperienza ho notato che le aziende a volte preferiscono persone “brillanti” ai colloqui, che poi alla fine sono delle gran “fagnane” piuttosto che persone umili, ma affidabili e gran lavoratrici, spero che si sveglino e che vedano quanto uno vale, e magari venga inserita anche la meritocrazia…comunque coraggio, io lavoro, ma sono anni che cerco di migliorare e non è semplice, l’importante è non arrendersi mai! La costanza verrà premiata! In bocca al lupo a tutti!
June 19th, 2008 at 12:01 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Modello di curriculum per chi è
alla ricerca del primo impiego
Nome:
Data di nascita:
Indirizzo:
Telefono e indirizzo e-mail:
Obiettivo: Primo impiego.
Istruzione: Diploma conseguito presso [nome della scuola] di [nome della città] nel 2004.
Corsi supplementari: Lingue, matematica, informatica, falegnameria.
Capacità e competenze: Abile nei lavori manuali. Mi occupo della manutenzione dell’automobile di famiglia. Ho costruito delle sedie e un tavolo di legno nell’officina di casa. La mia abilità nel fare i calcoli mi è utile per fabbricare mobili. Ho partecipato come volontario ai lavori di costruzione per il montaggio di un tetto. Sono in grado di lavorare con quasi tutti i tipi di computer e mi piace imparare a usare nuovi programmi.
Informazioni personali: Fidato: nell’ultimo anno delle superiori ho fatto solo due assenze. Onesto: ho restituito un portafoglio smarrito contenente del denaro. Socievole: partecipo regolarmente a un’opera di volontariato per la comunità e mi piace assistere le persone anziane. Sportivo: gioco a basket. Hobby: riparo automobili e faccio lavori di falegnameria.
Referenze: Disponibili su richiesta.*
——————————————————————————–
* A fornire delle referenze potrebbero essere un insegnante che ti conosce bene o un amico di famiglia che possiede un’attività economica. Se il possibile datore di lavoro ti chiede delle referenze può essere un’indicazione che è interessato ad assumerti. Prima di segnalare le persone che potrebbero fornire referenze su di te, assicurati che siano disposte a farlo.
Quando non ottenete la convocazione a un colloquio presso un possibile datore di lavoro, lasciate un biglietto da visita, preferibilmente delle dimensioni di 10 per 15 centimetri, contenente nome e cognome, indirizzo, numero di telefono, indirizzo e-mail e una breve descrizione delle vostre capacità e competenze. Sul retro del biglietto, se è appropriato, potreste anche mettere una vostra fotografia. Distribuite il biglietto a tutti quelli che potrebbero aiutarvi a trovare lavoro e chiedete loro di darlo a qualsiasi persona di loro conoscenza che offra il tipo di lavoro che state cercando. Se a leggere il biglietto è un possibile datore di lavoro, quest’ultimo potrebbe convocarvi per un colloquio e magari assumervi.
Preparare un curriculum vi farà sentire più padroni della situazione. Nigel, citato in precedenza, dice: “Compilare un curriculum vi aiuta a organizzare pensieri e obiettivi. Vi aiuta anche a sentirvi più sicuri, in quanto avete già in mente le risposte ad alcune domande che potrebbero esservi poste durante un colloquio”. — Vedi il riquadro in basso.
Per trovare lavoro ci vogliono perseveranza e ricerca sistematica
Domande ricorrenti nei colloqui di selezione
Perché si è candidato per questo posto di lavoro?
Perché vuole lavorare per questa azienda?
Cosa conosce di questo impiego, dell’azienda e del settore in cui opera?
Ha già svolto questo tipo di lavoro?
Quali macchinari è in grado di usare?
Quali esperienze lavorative ha in questo campo?
Quali sono le sue capacità e competenze per questo lavoro?
Mi parli di lei.
Descriva la sua personalità in cinque parole.
Riesce a lavorare sotto pressione?
Perché ha lasciato il suo ultimo impiego?
Perché è disoccupato da così tanto tempo?
Che opinione aveva di lei l’ultimo datore di lavoro?
Quante assenze ha fatto sul lavoro?
Quali sono i suoi obiettivi futuri?
Quando può cominciare a lavorare?
Quali sono i suoi punti di forza?
Preparatevi bene per il colloquio
Cosa occorre fare per prepararsi in vista di un colloquio? Potreste raccogliere informazioni sull’azienda per la quale sperate di lavorare. Più informazioni conoscete riguardo all’attività dell’azienda, migliore sarà l’impressione che farete nel corso del colloquio. Questa ricerca di informazioni vi aiuterà anche a stabilire se l’azienda ha davvero il tipo di lavoro che cercate e se volete lavorare per essa.
Quindi pensate a cosa indosserete per il colloquio. Se il lavoro è di tipo manuale indossate abiti adatti, puliti e ordinati. Abbigliamento e aspetto personale appropriati dicono al possibile datore di lavoro che se avete cura della vostra persona è più probabile che avrete cura del vostro lavoro. Se cercate un lavoro d’ufficio scegliete abiti adatti a quel settore lavorativo, tipo giacca e cravatta. Nigel dice: “Scegliete gli abiti con sufficiente anticipo in modo da non fare le cose in fretta e furia e aumentare inutilmente lo stress prima del colloquio”.
Nigel consiglia inoltre di arrivare al colloquio con circa un quarto d’ora di anticipo. Naturalmente, arrivare con troppo anticipo non è buono, ma arrivare in ritardo potrebbe essere disastroso. Gli esperti affermano che i primi tre secondi del colloquio sono decisivi. In quegli istanti il responsabile del personale farà una valutazione del vostro aspetto e del vostro comportamento, il che influirà notevolmente sull’opinione che si farà di voi. Se arrivate in ritardo, l’impressione sarà decisamente negativa. Ricordate che non ci sono altre opportunità per cambiare una prima impressione.
Tenete presente inoltre che il selezionatore del personale non è il nemico. Dopo tutto, anche lui probabilmente ha dovuto candidarsi per il suo impiego, per cui sa come vi sentite. Anzi può darsi che lui stesso si senta nervoso, forse perché sa poco o nulla di come si conduce un colloquio. Oltre a ciò, se il selezionatore è anche il datore di lavoro può avere molto da perdere se assume la persona sbagliata.
Un atteggiamento professionale vi aiuterà durante i colloqui
Per cominciare bene il colloquio, sorridete e date una stretta di mano al selezionatore, se questo è il saluto abituale nella vostra zona. Durante il colloquio tenete presenti quali sono i requisiti richiesti dal datore di lavoro e quali sono le vostre competenze. A questo proposito Nigel dice: “State composti: una posizione corretta trasmette fiducia. Non siate troppo informali né troppo loquaci ed evitate assolutamente le parolacce. Inoltre, non fate commenti negativi sui precedenti datori di lavoro e colleghi: se ne parlerete male il selezionatore probabilmente penserà che farete lo stesso parlando della sua azienda”.
In quanto alle cose da fare e da dire durante il colloquio gli esperti danno i seguenti suggerimenti: mantenete il contatto visivo con il selezionatore, fate gesti naturali quando parlate e abbiate una buona dizione. Siate concisi e onesti quando rispondete e fate domande pertinenti riguardanti l’azienda e l’impiego offerto. Alla fine del colloquio, se volete ancora quel lavoro, fatelo presente. In tal modo dimostrerete il vostro entusiasmo.
Applicando i suggerimenti pratici summenzionati può darsi che riusciate presto a trovare lavoro. Se è così, cosa potete fare per aumentare le probabilità di non perderlo?
Che dire delle agenzie di collocamento on-line?
Una delle più grandi agenzie di collocamento on-line degli Stati Uniti permette ai possibili datori di lavoro di accedere a 17 milioni di curriculum e ha un’offerta di circa 800.000 impieghi per chi è alla ricerca di un lavoro. Alcuni sondaggi indicano che in certi paesi fino al 96 per cento dei disoccupati cerca un impiego usando Internet. Tuttavia da ricerche effettuate interpellando professionisti di 40 paesi risulta che solo il 5 per cento di chi cerca lavoro tramite Internet lo trova effettivamente grazie a questo mezzo.
Inserire il proprio curriculum su Internet fa aumentare il numero di possibili datori di lavoro al corrente della vostra ricerca, ma bisogna fare attenzione: aumentano anche le probabilità di diventare vittime di un raggiro. Per proteggersi da questa eventualità gli specialisti danno i seguenti consigli:
1. Leggete la privacy policy, ovvero le norme in materia di privacy, dell’agenzia di collocamento on-line prima di inserire il vostro curriculum sul sito dell’agenzia. Alcune agenzie on-line vendono i vostri dati personali a imprese di marketing o a soggetti terzi.
2. Inserite il vostro curriculum solo sul sito di poche e fidate agenzie di collocamento on-line. È essenziale proteggere i dati personali perché non siano usati indebitamente. Il vostro curriculum non dovrebbe mai contenere le informazioni necessarie a un truffatore per rubare la vostra identità e causarvi un’infinità di problemi economici. I datori di lavoro seri non hanno bisogno di conoscere il numero del vostro conto bancario, della vostra carta di credito o la vostra data di nascita.
3. Attenti alle offerte di lavoro vaghe. Pam Dixon, ricercatrice del World Privacy Forum, un’organizzazione no-profit, dice che di solito più l’offerta è generica meno è seria. “Frasi vaghe come ‘Abbiamo migliaia di posti di lavoro’ o ‘Lavoriamo con le aziende più importanti’ sono un campanello d’allarme”, afferma, e aggiunge: “Anche le richieste di inviare una nuova copia del curriculum dovrebbero mettervi in guardia”.
Ricordate che anche le migliori agenzie di collocamento on-line non sono in grado di controllare come sarà usato il vostro curriculum dopo che è stato scaricato da un possibile datore di lavoro o da altri.
Pubblicato in Svegliatevi! dell’8 luglio 2005
June 20th, 2008 at 21:59 pm — Scrivi la tua opinione ↓
perfetto
arrivare al colloquio è giusto
ma quando ci si sente dire che “ok la sua esperienza è lodevole, ma purtroppo lei vecchio (50 Anni) e con qurello che dovrei pagare lei assuno 3 stagisti a tempo)
non con queste parole,è ovvio, ma il senso è quello
dopo 25 anni impegnato nelle consulenze aziendali per l’export,mi ritovo a fare il cameriere
ragazzi AUGURI
June 25th, 2008 at 10:07 am — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti,
chi vi scrive è una delle tanto disprezzate selezionatrici di una agenzia per il lavoro..
Partendo dal presupposto che è vero che le aziende pongono limiti di età, che lavoro ce n’è poco e spesso non è neanche pagato molto bene (ma non crediate che noi navighiamo nell’oro!), che la concorrenza è tanta..e che nel mio lavoro di pesone incompetenti o poco formate ce ne sono parecchie..è sempre e solo colpa degli altri e non troviamo lavoro??
Mi ci metto anch’io: laurea (lavorando), master, stage (gratuito), tre mesi a ricercare, poi altro stage (7 mesi a 300 €), due anni di apprendistato…il tutto lontano da casa, 3 ore al giorno sui mezzi pubblici!
Anche a me piacerebbe lavorare nella grande azienda sotto casa a 1500€ al mese, ma non funziona così!
Nel mio lavoro ho sentito persone rifiutare lavori pagati più del mio perchè lontani da casa (30 minuti scarsi di strada!), o perchè, da laureati, “non erano all’altezza delle loro aspettative”. Ho visto persone disperate, che cercano “un lavoro qualsiai” e poi sono le prime a non presentarsi al secondo colloquio…credetemi, ne ho viste di ogni.
E’ facile dare la colpa al resto del mondo, ma fare un esame di coscienza? O saranno sempre gli altri ad essere incompetenti e a non capirci??
Le regole sono due:non siamo fatti tutti allo stesso modo e per fare lo stesso lavoro, e, più importante, chi la dura la vince.
ciao
Paola
June 30th, 2008 at 16:25 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Per Serena e tutti quelli come lei del ragazzi-non-trovate-scuse
Felici per te, Serena, che sei così fortunella.
Ho la tua stessa media universitaria ( e il mio corso di laurea non è certo tra i più semplici )
Non so più dove inviare curriculum, onestamente ho esaurito le idee,”non ho esperienza…” e, come ha detto qualcuno, non c’è nessun eroe che sia disposto a farmela fare, vogliono tutti la pappa pronta. Non per “tirarmela” ma mi ritengo una persona intelligente ed ho accumulato esperienze e competenze trasversali a livello pratico-organizzativo con un anno di servizio civile e anni di volontariato che la maggior parte delle persone si sogna, ho frequentato 2 corsi di abilitazione professionale della durata di 1 anno ciascuno dai quali sono uscita con il massimo dei voti,tutto questo sempre studiando all’università e mantenendo la media del 29 e nel mentre ho trovato anche il modo di fare qualche lavoro stagionale.
Detto ciò.
Mi viene l’herpes quando sento presuntuosetti dire “ragazzi…non trovate scuse…” Può essere che qualcuno abbia avuto il colpo di fortuna o parenti ed amici vari l’abbiano aiutato, o che abbiano trovato un primo selezionatore abbastanza decente, non per questo tutti gli altri “trovano scuse”.
Aprite gli occhi, se va bene a voi non è detto che vada bene al resto del mondo. Sveglia.
July 8th, 2008 at 17:34 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao e buon pomeriggio a tutti,bè è proprio vero al sud c’è ancora la mentalità che se vuoi lavorare questa è la paga non puoi chieder di più e ne tanto meno un aumento e il contratto è una cosa anomala mentre al nord si pensa di trovar il meglio invece no…tutto il mondo è paese ragazzi nord-sud io sono da 5 mesi al nord sperando in un’occupazione migliore ed invece……….Ma nonostante tutto c’è la farò prima o poi lotterò con tutte le mi forze,”armi” e unghie.IN BOCCA AL LUPO A TUTTI NOI GIOVANI speriamo che col tempo le cose vadano megio…BACI BACI
July 16th, 2008 at 16:45 pm — Scrivi la tua opinione ↓
I suggerimenti di Enzo del 18 Dicembre 2007 sono i migliori che abbia mai sentito. Bravo! Complimenti e grazie infinite per le idee molto professionali.
July 16th, 2008 at 22:01 pm — Scrivi la tua opinione ↓
ora che ho letto le regole ho più paura di prima! Grandioso!
July 29th, 2008 at 14:16 pm — Scrivi la tua opinione ↓
D’accordo con Cristina: il suggerimento di Enzo (datato 18/12/07) sarà da tenere in forte considerazione! Perdonatemi, ma mi trovo in una posizione di privilegio rispetto a molti di voi: ho un lavoro. Sto però cercando un diverso inquadramento. Ho 13 anni di esperienza lavorativa maturata in diverse posizioni. Non sono nè troppo giovane, nè fuori età (32 anni). Ma che fatica fissare un colloquio!! Non ho vergogna ad ammettere che nelle aziende dove ho precedentemente lavorato, sono quasi sempre arrivato tramite conoscenze o segnalazioni. Che tristezza… soprattutto adesso che ho esaurito le amicizie. Eccolo il mondo del lavoro. Purtroppo non ho consigli da darvi come il buon Enzo, che comunque ringrazio, il mio è solamente uno sfogo. Non credo assolutamente nel decalogo, specie quando difronte vi trovate delle ventitreenni malchiavate (passatemi il termine…) laureatesi troppo in fretta e fortemente piene di sè. Loro sì che hanno sicuramente maturato quell’esperienza che vanno tutti cercando, a maggior ragione in una posizione di fondamentale importanza come quella del selezionatore!!!
July 31st, 2008 at 21:45 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Prepararsi ad affrontare un colloquio è la prima regola per chi cerca veramente lavoro, come è necessario compilare correttamente il curriculum vitae e scrivere un’efficace lettera di presentazione. Cosa costa non farlo? Per poter sempre dire lavoro non ce n’è e per dare sempre la colpa alla situazione e ai datori di lavoro? Sono laureata in lettere,abito al sud e di sicuro il mondo del lavoro non fa a botte per avermi per questo bisogna provare e tentare l’impossibile
August 3rd, 2008 at 17:16 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ecco, ormai ho fatto anch’io abbastanza colloqui e sono sempre più sfiduciata.. una laurea in tasca e a molte aziende sembro non andare bene neanche x un posto di segretaria di base.. non so più cosa fare..
September 9th, 2008 at 18:47 pm — Scrivi la tua opinione ↓