Donne e lavoro: l’8 marzo tra storia e leggenda
Thursday 8 March 2007 @ 10:15 am
Nel giorno dedicato al cosiddetto “sesso debole”, abbiamo pensato di richiamare alla memoria il significato della Festa della Donna, sebbene l’origine di questa ricorrenza sia sufficientemente controversa.
Una prima ipotesi vuole che l’istituzione della Festa della donna sia da collocarsi all’interno della II Conferenza dell’Internazionale socialista di Copenaghen, ma pare che questa teoria sia stata poco suffragata dai pareri dello stesso mondo femminista.
Aprendo i libri di storia, certamente ci imbatteremo nella giornata dell’8 marzo 1917 e nella manifestazione tutta femminile svoltasi in Russia contro la guerra e la carenza di cibo.
In Italia, un’ipotesi largamente diffusa fa risalire la ricorrenza ad un tragico fatto di cronaca svoltosi nel 1908 a New York. Alcuni giorni prima dell’8 marzo, le operaie dell’industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l’8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all’interno non ebbero scampo.
Altra ipotesi è che il tutto derivi da un avvenimento storico: l’incendio che avvenne nel 1911(quindi dopo, e non prima della tradizionale data di nascita della festa, il 1910), a New York, nella Triangle Shirtwaist Company. Le lavoratrici non erano in sciopero, ma erano state protagoniste di una importante mobilitazione, durata quattro mesi, nel 1909 L’incendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime furono oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di fabbrica erano la maggior parte. I proprietari della fabbrica si chiamavano Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel processo penale ma persero una causa civile.
Qualunque sia la reale origine dell’8 marzo, proprio in questa giornata ci sembra oltremodo doveroso ricordare che nel 1979, grazie ad una sempre maggiore sensibilizzazione della comunità mondiale nei confronti dei diritti delle donne, venne stipulata la CEDAW, ossia la Convenzione sull’eliminazione di ogni discriminazione contro le donne.
Il Comitato CEDAW è composto da esperte nel campo dei diritti delle donne, provenienti da 23 paesi ed elette a scrutinio segreto da una lista di candidature presentate dagli stati parte. Nelle elezioni si tiene conto dell’esigenza di garantire equità sia nella distribuzione geografica delle elette, sia nella presenza all’interno del Comitato di civiltà e ordinamenti giuridici diversi. Le 23 componenti del Comitato svolgono le loro funzioni a titolo personale, non in qualità di delegate o rappresentanti del proprio paese d’origine.
Ci sono due aspetti in cui il Comitato è diverso dagli altri organismi ONU che hanno il compito di verificare l’applicazione di trattati o convenzioni internazionali. In primo luogo, sin dalla sua costituzione nel 1982, tutte le sue componenti sono sempre state donne, tranne in un caso. In secondo luogo, mentre la maggior parte degli organismi ONU preposti alla supervisione dei trattati sono composti prevalentemente di giuristi, il Comitato CEDAW comprende esperte di svariate discipline: ne hanno fatto parte economiste, diplomatiche, sociologhe. Entrambi questi fattori hanno contribuito ad una interpretazione dinamica e creativa delle proprie funzioni da parte del Comitato.
Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_della_donna
e http://www.dirittiumani.donne.aidos.it
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