Dall’Ocse Employment Outlook emerge che troppe donne risultano escluse dal lavoro
Monday 1 October 2007 @ 3:29 pm
L’Ocse bacchetta l’Italia: troppo poche le donne che lavorano nel nostro Paese. Per quanto riguarda la partecipazione femminile al mondo del lavoro l’Italia si piazza infatti al quart’ultimo posto tra i paesi in ambito Ocse, davanti soltanto a Corea, Messico e Turchia. E’ quanto si evince dal Rapporto dell’istituto sulle prospettive dell’occupazione. Il tasso di occupazione delle donne in Italia nel 2005 era al 45,3 per cento, contro il 56,1 della media Ocse e il 57,8 dell’Europa a 15. Il tasso di disoccupazione tra le donne in Italia supera il 10 per cento, contro il 7 della media Ocse e il 9 dell’Europa a 15.
Il part-time pesa sul lavoro delle donne per il 29,2%, contro il 5,3% degli uomini. Sul totale dei part-time il 78% riguarda le donne, in linea però con il resto dei Paesi europei. L’Italia non favorisce nemmeno il lavoro degli anziani (anche qui è al quart’ultimo posto nella classifica Ocse) e dei giovani, rispetto ai quali si colloca al 23/o posto sui 30 Paesi che fanno parte dell’organizzazione. L’altra categoria non aiutata è quella dei lavoratori con una bassa professionalità: anche in questo caso l’Italia è in coda, al 24/o posto.
I salari non crescono abbastanza
Il tasso di crescita delle remunerazioni reali per lavoratore, nel settore delle imprese, é in salita da qualche tempo nell’area Ocse, dove è passato dalla media dell’1,1% del 2004 all’1,6% del 2005 (all’1,5% nel 2006 e all’1,9% nel 2007). Siamo al di sopra del tasso di crescita all’1,1% registrato nel decennio di moderazione salariale 1993-2003, “ma resta ancora al di sotto - evidenzia l’organizzazione di Parigi - della crescita media della produttività del lavoro”. In questo contesto l’Italia si colloca ben al di sotto della media Ocse con una crescita dei salari reali allo 0,5% per quest’anno (in calo rispetto allo 0,6% del 2005) e all’1% per il prossimo anno.
L’Employment Outlook sottolinea inoltre un rallentamento della crescita dell’occupazione, che in Italia aumenterà dello 0,6% nel 2006 e solo dello 0,4% nel 2007. Nel 2005 era stata dello 0,7 per cento. Ritmi ben diversi dal resto dell’area Ocse, dove mediamente si segnala un +1,3 per cento per il 2006 e +1,1 per il 2007. ‘La debolezza della crescita economica in Italia si è tradotta anche in un debole tasso di crescita dell’occupazione’ spiegano o ricercatori dell’organizzazione.
Disoccupazione in calo
Cala la disoccupazione ma, se si analizza l’ultimo decennio, non abbastanza o comunque non al passo della media Ocse. Nel 2006 si passera’ al 7,7% e nel 2007 al 7,6%. Nel 2005 il tasso di disoccupazione era al 7,8%. In Italia i disoccupati sono quasi 2 milioni. Il Rapporto però, considerando il decennio 1994-2004, fa notare che l’Italia non ha fatto progressi considerevoli. “Una riduzione molto forte del tasso di disoccupazione - si legge nel Rapporto - è stata registrata in Irlanda, Spagna e Finlandia, tutti Paesi in cui il tasso di disoccupazione a metà degli anni 90 era molto alto. Al contrario, le tre più grandi economie europee non hanno fatto progressi o ne hanno fatti molto pochi, con l’Italia e la Francia che nella lotta alla disoccupazione hanno registrato qualche lieve successo in più di quanto invece è accaduto in Germania negli ultimi anni”. I dati relativi all’Italia sono in linea con quelli dei Paesi europei che fanno parte dell’Ocse: il tasso di disoccupazione è visto all’8,5% nel 2006 e all’8,2% nel 2007 (nel 2005 era all’8,7%). Nella Ue a 15 si passa dal 7,9% del 2005 al 7,6% del 2006 e al 7,3% del 2007; nella Ue a 19 la disoccupazione scende dall’8,7% dello scorso anno all’8,4% previsto dall’Ocse per l’anno in corso e all’8,1% per il 2007.
Il cuneo fiscale
“La riduzione del cuneo fiscale di 10 punti percentuali nella media dei Paesi Ocse - spiega l’organizzazione di Parigi - ridurrebbe la disoccupazione del 2,8% e aumenterebbe il tasso di occupazione di almeno il 3,7%”. Le affermazioni, spiega l’Ocse, sono basate sulla esperienza dei paesi in cui negli anni recenti é stato tagliato il cuneo fiscale.
Il lavoro a termine non piace
Il lavoro temporaneo è un fenomeno molto italiano ed essenzialmente non piace a chi lo fa. Lo rileva l’Ocse nel Rapporto sulle prospettive dell’occupazione. Il lavoro a termine “é cresciuto significativamente solo in pochi paesi, come Belgio, Italia, Olanda e Portogallo - si legge nell’analisi dell’organizzazione di Parigi - mentre è in calo in Irlanda, Spagna, Turchia e Islanda. Nella grande maggioranza dei paesi l’occupazione temporanea resta largamente involontaria, con più della metà dei lavoratori - sottolinea l’Ocse - che affermano di preferire un lavoro a tempo indeterminato”.
tratto da http://www.rassegna.it/2006/lavoro/articoli/ocse.htm
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Bah anche gli uomini oltro i 45 anni sono esclusi dal lavoro basta vedere me: ho una ventennale esperienza amministrativa, di cui più di 10 come responsabile amministrativo e del personale, eppure ad oggi l’unica cosa che sono riuscito a trovare è una collaborazione a progetto ( e per fortuna altrimenti sare sulla strada) ho risposto qui su infojobs a centinaia e centinaia di annunci : risultato zero per la maggiornaza scartato subito , secondo me il profilo non viene nemmeno aperto… sono disposto a trasferirmi senza problemi eppure non cambia nulla : la realtà è che le aziende quando vedono una persona di un acerta età la eliminano o perchè la ritengono un incapace oppure perchè se ha molta esperienza ritengono possa pretendere uno stipendio troppo elevato e io dico e perchè no? lnsommma costiamo troppo un giovane viene pagato di meno e anche se non è bravo si cambia ce ne sono tanti… per le donne il discorso potrebbe anche essere simile comunque costano troppo (possono andare in maternità) per cui è un costo aggiuntivo per l’azienda e poi sicuramente la società è ancora maschilista, anche se vedo negli ultimi tempi che la ricerca per lo meno nel mio settore è mirata più alle donne che agli uomini e questo è già un miglioramento.. non per me però. Un saluto Maurizio
October 3rd, 2007 at 14:59 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Causa trasferimento sono due anni che sono una delle “fortuante vittime ” della legge Biagi. ( e adesso mi denuncino pure per diffamazione).
l’iter è sempre lo stesso: offerta 3 mesi+inserimento, e dopo i primi 3 mesi hai rinnovo di altri 3 mesi, magari ancora 3 e alla fine l’inserimento è solo un’utopia. quando dovrebbe avvenire ti dicono che non servi più.
in questo peregrianre di lavori, ho conosciuto ragazzi più sfortuanti di me, che dopo i 3 mesi il rinnovo o la proroga non ce l’hanno e ricominciano altrove. In una ditta in cui ho lavorato ho notato che preferivano non rinnovare il mio contratto dicendomi che non c’era più lavoro, ma al contempo iniziava un nuovo corso di formazioni per la stessa mansione.
ci sarà qualcosa di strano, no?
se avete bisogno di formare altra gente, perchè formare loro e mandare via noi ( eravamo circa una decina)?
Lo so, sono domande retoriche.
ciò che soprattutto mi fa sentire presa per i fondelli è leggere che mai l’occupazione ha raggiuto livelli così bassi…..mi pare impossibile…..vorrei sapere il criterio con cui si da una simile informazione.
ho il sospetto che si tratti del semplice calcolo di quanti contratti sono stati firmati…senza però tenere conto della durata di quei contratti…normale che se io in un anno firmo 4 contratti diversi, sembra che l’occupazione sia aumentata….ma non è certo così poi nella realtà!!!
:(
October 8th, 2007 at 12:04 pm — Scrivi la tua opinione ↓
L’assurdo è la cecità dei nostri politici. Possibile che stare seduti sulla loro bella poltrona in Parlamento li renda incapaci di dare anche una semplice occhiatina alla realtà delle cose!?
Ma che futuro c’è in prospettiva!? Lavori 20 anni e ti ritrovi a dover accettare stipendi al di sotto delle proprie capacità sennò come mangi!? Hai 27/28 anni, appena laureato, senza un briciolo di esperienza (perchè in Italia studiare e lavorare è PECCATO) e ti lanciano nel mondo del lavoro aspettandosi il “miracolo” della conoscenza, perchè le aziende non hanno nè personale nè soldi per formare!
Il mio stipendio “base” nel 1989 era di 820.000 lire, oggi, dopo 18 anni, ho un BELLISSIMO contratto a progetto per la bellezza di 500 euro al mese !!!!! ufficialmente per 4 ore al giorno ma di fatto ne faccio min. 7. Vediamo un po’ dove andremo a finire
October 8th, 2007 at 14:30 pm — Scrivi la tua opinione ↓
In Italia se sei donna lavori solo fino a 28 anni, dopo non ti vogliono più, perchè in Italia sono una massa di bigotti e con pregiudizi, pensano che una donna oltre quella età sia sposata con figli e quindi non disponibile al lavoro, ma smettiamola con questi pregiudizi!!!!Io ho questo problema a 38 ho perso il lavoro 2 anni fa e non riesco a trovarne un altro, secondo loro io come campo? Non ho diritto a vivere anche io? Ho la sfortuna di non essermi sposata ancora. Oppure se in Italia sei donna devi avere un lavoro facoltoso oppure scusate ma purtroppo è la realtà ci devi stare con il tuo capo, ci sono troppi pregiudizi in Italia riguardo alle donne e poi parlano dei paesi arabi.
November 14th, 2007 at 2:45 am — Scrivi la tua opinione ↓