“Curriculum atipico di un trentenne tipico” Intervista a Fabrizio Buratto
Monday 24 September 2007 @ 2:14 pm
Cosa significa, oggi, essere un trentenne?
Cosa pensa del mondo del lavoro un trentenne laureato che si vede propinare solo contratti a termine?
Come può essere descritta la vita di un precario?
L’abbiamo chiesto a Fabrizio Buratto, autore del libro “Curriculum atipico di un trentenne tipico“, edito da Marsilio.
- Perché ha ritenuto necessario - quantomeno per se stesso (ritengo che vi sia una necessità intrinseca nella scrittura, ma anche nello scrittore!)- dare voce a quella che chiama “la prima generazione del dopoguerra” ad avere prospettive meno rosee del passato?
Perché scrivere è sempre stato il mio modo per sfogarmi e capire le cose. Al secondo stage non retribuito, dopo un centinaio di curricula inviati, ho cominciato questo “Curriculum atipico” descrivendo tutte le voci in maniera dettagliata, a partire dal mio nome e cognome: non leggete i curricula di 2 pagine? Beccatevi questo di 127 pagine. Ma non avrei mai creduto di vederlo pubblicato.
- Chi è il trentenne tipico? Che nazionalità ha? Che libri legge, ma soprattutto legge? Se non legge, è perché non ha tempo o perché è troppo impegnato a cercare lavoro?
La lettura è una passione e per le passioni si trova sempre il tempo. Chi non legge fa altre cose: va allo stadio, guarda la TV, guarda un dvd, guarda le vetrine… guardare e non toccare. Il rapporto coi libri è diverso, la pagina ha consistenza e odore, occorre immaginazione e concentrazione. Le caratteristiche del trentenne tipico sono: un lavoro precario, se vive fuori di casa è in affitto in nero con altri coetanei ed ha un rapporto sentimentale instabile.
-Cosa vorrebbe da un ideale Ministro del Lavoro?
Come prima cosa dovrebbe conoscere la differenza tra flessibilità e precarietà: non sono sinonimi. E poi dovrebbe far rispettare la legge Biagi. Forse dirò qualcosa di impopolare, ma io me la sono letta, vi sono alcuni punti molto discutibili (il lavoro a chiamata), eppure, se venisse applicata, al terzo co.co.pro nella stessa azienda il lavoratore dovrebbe essere assunto. Questo non avviene. Perché?
- Cosa vorrebbe da un ideale Ministro dell’Istruzione?
Il ripristino delle lauree quinquennali. Le lauree triennali con i crediti sono una farsa, la cultura non si può raggiungere con i bollini come il regalo del supermercato. Ma il danno comincia fin dalle elementari; si studia di meno e peggio rispetto a quando andavo a scuola io. Alle superiori il macello si compie con l’introduzione dei crediti, tanto che il 41% degli studenti viene promosso con crediti. E’ vero, siamo il paese dei condoni, però condonare anche l’ignoranza mi sembra eccessivo. Del resto un professore guadagna meno di un taxista, un ricercatore universitario meno di un manovale senegalese, con tutto rispetto per il povero senegalese al quale il destino non ha concesso la possibilità di studiare. E’ possibile? L’Italia ha perso competitività in ogni settore perché nelle università non arrivano i soldi per la ricerca. Bisogna ricordarsi di un aspetto fondamentale: LA CULTURA E’ UNA RISORSA, la più importante.
-Ci racconti una Sua esperienza professionale ai limiti della logica.
Ho fatto vari lavori, come molti ragazzi della mia età, anche molto diversi fra loro per – diciamo – le esigenze del mercato flessibile. Flessibilità che, paradossalmente, mi è stata rinfacciata in un paio di colloqui: “Insomma, lei ha le idee chiare? Cosa vuol fare da grande?” Prima il mercato richiede flessibilità (in realtà si tratta di precarietà), poi pretende figure specializzate. Qualcosa non va’. Nel mio “Curriculum atipico”, però, non descrivo solo le esperienze di lavoro, ma le esperienze di vita in genere. Credevo fosse qualcosa di molto personale, invece dalle decine di mail che ricevo sul mio sito http://www.fabrizioburatto.it mi sono accorto, con stupore, di avere raccontato esperienze comuni a molti ragazzi – continuano a chiamarci così fino a quarant’anni – della mia generazione.
Intervista a cura di Valentina Cozzoli- http://www.InfoJobs.it
Monday 24 September 2007 @ 2:14 pm | Permalink |
una lettura piacevole!
October 1st, 2007 at 1:32 am — Scrivi la tua opinione ↓
miticoooooooooooooooooo
October 4th, 2007 at 14:10 pm — Scrivi la tua opinione ↓
interessante!
October 7th, 2007 at 16:43 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Bravo Fabrizio! Io ho il doppio dei tuoi anni e ancora sto lottando. A 50 anni una “ristrutturazione aziendale” ha interrotto il mio percorso professionale.Stava arrivando il cambiamento che, in realtà avrebbe portato la rivoluzione dell’incertezza.
Sai qual era il mio ruolo? Responsabile della Formazione in una Azienda Multinazionale.Pensa che tutto il processo formativo “vive”di Cultura:
INFORMAZIONE per CONOSCERE - ISTRUZIONE per CAPIRE-
ADDESTRARE per PER INSEGNARE - FORMARE per ESSERE IN GRADO DI GESTIRE EFFICACEMENTE LE TRE FASI. CIAO
April 12th, 2008 at 12:20 pm — Scrivi la tua opinione ↓