Contratto di lavoro a progetto
Thursday 8 February 2007 @ 3:38 pm
Il contratto di lavoro a progetto è un contratto di collaborazione coordinata e continuativa caratterizzato dal fatto di:
* essere riconducibile a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso
* essere gestito autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con l’organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione dell’attività lavorativa
La disciplina prevista in materia di lavoro a progetto è finalizzata a prevenire l’utilizzo improprio delle collaborazioni coordinate e continuative e a tutelare maggiormente il lavoratore.
APPLICAZIONE
Il contratto di lavoro a progetto può essere stipulato da tutti i lavoratori e per tutti i settori e le attività, con le seguenti esclusioni:
* agenti e rappresentanti di commercio
* coloro che esercitano professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione a specifici albi professionali (già esistenti al momento dell’entrata in vigore del decreto)
* componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società
* partecipanti a collegi e commissioni (inclusi gli organismi di natura tecnica)
* pensionati al raggiungimento del 65° anno di età
* atleti che svolgono prestazioni sportive in regime di autonomia, anche in forma di collaborazione coordinata e continuativa
* collaborazioni coordinate e continuative di tipo occasionale “minima”, ovvero di durata non superiore a 30 giorni con un unico committente, e per un compenso annuo non superiore a 5.000 euro con lo stesso committente
* rapporti di collaborazione con la pubblica amministrazione
* rapporti e attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque resi e utilizzati a fini istituzionali in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano)
CARATTERISTICHE
Il contratto di lavoro a progetto deve essere redatto in forma scritta e deve indicare, a fini della prova, i seguenti elementi:
* durata della prestazione di lavoro: può essere determinata (indicata specificamente) o determinabile in quanto il rapporto dura finché non sia stato realizzato il progetto, il programma o la fase di lavoro
* individuazione e descrizione del contenuto caratterizzante del progetto o programma di lavoro, o fase di esso
* corrispettivo e criteri per la sua determinazione, tempi e modalità di pagamento, disciplina dei rimborsi spese
* forme di coordinamento tra lavoratore a progetto e committente sull’esecuzione (anche temporale) della prestazione lavorativa
* eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore a progetto (oltre a quelle previste in applicazione delle norme relative all’igiene e sicurezza del lavoratore sul luogo di lavoro)
Il contratto termina quando il progetto, il programma o la fase vengono realizzati. Il recesso anticipato può avvenire per giusta causa o in base alle modalità previste dalle parti nel contratto individuale.
Trattamento economico e normativo
Il compenso deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e deve tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del contratto.
Il Dlgs 276/2003 prevede una maggior tutela, rispetto alle collaborazioni coordinate e continuative, del lavoratore in caso di malattia, infortunio e gravidanza:
* la malattia e l’infortunio del lavoratore comportano solo la sospensione del rapporto che però non è prorogato e cessa alla scadenza indicata nel contratto o alla fine del progetto, programma o fase di lavoro.
Il committente può comunque recedere se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita nel contratto (quando determinata) ovvero superiore a 30 giorni per i contratti di durata determinabile
* la gravidanza comporta la sospensione del rapporto e la proroga dello stesso per 180 giorni
Sono stati inoltre previsti a favore del lavoratore:
* facoltà di svolgere la propria attività per più committenti (salvo diversa previsione del contratto individuale)
* diritto a essere riconosciuto autore dell’invenzione fatta nello svolgimento del lavoro a progetto
ATTUAZIONE
La disciplina relativa al lavoro a progetto si applica alle collaborazioni coordinate e continuative stipulate dopo l’entrata in vigore della norma (24 ottobre 2003). Le collaborazioni coordinate e continuative stipulate prima del 24 ottobre 2003 senza il riferimento a un progetto o a una fase di esso, mantengono efficacia fino alla loro scadenza e in ogni caso non oltre un anno dall’entrata in vigore del Dlgs 276/2003, senza possibilità di rinnovo o proroga. Decorso il termine del 24 ottobre 2004 le collaborazioni non ricondotte a un progetto cessano automaticamente.
Possono essere stipulati accordi aziendali che stabiliscano che le collaborazioni non riconducibili a un progetto siano trasformate in una forma di lavoro subordinato che può essere individuata sia fra quelle previste dal decreto 276/2003 (lavoro intermittente, ripartito, distacco, somministrazione, appalto), sia fra quelle già disciplinate (contratto a termine o a tempo parziale). Questi accordi possono anche prevedere un termine di efficacia più ampio di quello del 24 ottobre 2004, ma comunque non superiore al 24 ottobre 2005.
tratto da http://www.welfare.gov.it
Thursday 8 February 2007 @ 3:38 pm | Permalink |

Tutti quelli che lavorano con un contratto a progetto (e anche i nostri politici) sanno benissimo che sono una fregatura sotto tutti i punti di vista.
Innanzi tutto, in teoria puoi prendere piu’ progetti, in pratica no perche’ se lavori 8 ore su un progetto (perche’ il cliente te lo impone e se non lo fai ti silurano!) quando cacchio lavori sull’altro?
I contratti a progetto non hanno tredicesima, non hanno tfr, non ti pagano la malattia, ti pagano generalmente poco e pure i contributi pensionistici sono irrisori.
Non c’e’ limite ai rinnovi di ste schifezze di contratto!
Che dire della frase “Il compenso deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e deve tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del contratto”
Che e’ una grande presa per il culo!!! Se ci fate caso tutte le aziende pagano cifre simili… si saranno mica accordate? ;)
Io sono per la flessibilita’. Tuttavia, flessibilita’ significa rischio (ma solo per il lavoratore!) e il rischio va adeguatamente ricompensato. Peccato che i contratti a progetto siano pesantemente sbilanciati dalla parte delle aziende… ma siamo in Italia e forse ce lo meritiamo visto i politici che ci votiamo!!!
Un caloroso abbraccio a tutti gli sfigati che, come me, campano a progetto e non possono intraprendere un “progetto di vita”.
Giorgio
February 11th, 2007 at 21:53 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Complimenti per il blog, molto interessante e ricco di spunti utili per chi deve dare informazioni rispetto all’ingresso nel mondo del lavoro.
Abbiamo inserito un post che presenta il vostro blog nel nostro sito didattico:
http://didalgo.blogspot.com
February 12th, 2007 at 12:26 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Be’, dopo essere stato illeggittimamente licenziato a 50 anni, sono stato assunto con contratto a progetto “a voce”. Mi spiego: praticamente non ho malattia, ferie,tredicesima, TFR. Lavoro quanto e più degli altri, alla fine prendo 4 Euro l’ora netti, che in funzione di quanto sopra diventano 3 euro l’ora.
NEANCHE I NERI A JOHANNESBURG VENGONO TRATTATI COSI’ MALE. Ridicoli i sindacati e chi ha permesso questa vergogna, fatta solo a favore delle aziende,(leggi G.D.O.), poi sfruttata da tutti.
February 12th, 2007 at 15:38 pm — Scrivi la tua opinione ↓
GLI UMANI IN SOVRANNUMERO VERRANNO ELIMINATI
Provate a riflettere, cosa sta succedendo oggi con le popolazioni inutili, in sovrappiù?
Li aiutano o li lasciano morire di fame, sete e malattie?
Fra pochi anni i robot finiranno di sostituire gli umani in tutte le mansioni ripetitive (soldati, vigili, piloti, autisti, baristi, …)
Altre mansioni scompariranno ( tipografi, operai, …)
Ci saranno 5 e miliardi e mezzo di umani in sovvrappiù
CHE SE NE FARANNO?
PROVA A RIFLETTERE…
Il motore di Schietti è la prova del complotto globale per eliminare 5 miliardi e mezzo di umani
Se riuscite a capire questo da stasera siete liberi e potete dedicarvi a ciò che preferite, ai vostri passatempi, e a godervi la vita
- Se i negozi di tutto il mondo sono pieni di oggetti e miliardi di persone non hanno i soldi per comperarli:
a) manca il lavoro
b) mancano gli oggetti
c) mancano i soldi
- Se i ristoranti sono vuoti e buttano via frigoriferi pieni di cibo:
a) manca la fame
b) mancano i cuochi
c) mancano i soldi per andare a ristorante
- Se centinaia di migliaia di dottori non hanno pazienti:
a) ci sono pochi malati
b) ci son troppi dottori
c) mancano i soldi per curarsi
Soldi per tutti!!! Ora subito!
A sufficienza per vivere, curarsi, istruirsi, muoversi e anche divertirsi!
UN TRATTORE FA IL LAVORO DI MILLE CONTADINI, UN PC DI DIECIMILA IMPIEGATI
UNA SOLA FABBRICA PUò PRODURRE FAZZOLETTI PER TUTTO IL MONDO
Vanno suddivise fra tutti le mansioni che nessuno vuole più svolgere attraverso il servizio civile obbligatorio retribuito.
Bisogna organizzarsi in comitati autonomi non violenti per aiutarsi a sopravvivere autoproducendosi acqua, energia, cibo e idee da commerciare in internet ( o regalare)…
Però attenzione, essendo che i robot sostituiranno tutti gli umani, non serviremo più alla setta degli ingegneri scientisti e ci elimineranno!
BISOGNA SMASCHERARLI!
February 13th, 2007 at 15:13 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Salve con la nuova finanziaria c’e’ una legge che dice che il genitore puo’ passare il posto al proprio figlio ma e’ vero cordiali saluti
February 14th, 2007 at 15:42 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Il problema reale è che il decantato aumento di flessibilità è avvenuto solo per quanto riguarda quella in uscita e non quella in entrata.
Contratti a progetto, a tempo determinato, stage e compagnia sono solo uno strumento che legalizza lo sfruttamento del lavoro da parte di aziende che il 90% delle volte ti succhiano il sangue facendoti lavorare quanto e più di chi ha un regolare contratto a tempo indeterminato senza pagarti contributi o avendo parziali esenzioni su di essi per poi gettarti via e iniziare a sfruttare una “nuova leva” con gli stessi meccanismi.
I sindacati? Ovviamente non curano gli interessi di chi vive nella precarietà ma solo quelli dei loro decennali affiliati.
Per gli altri, tutti gli altri, resta un’unico strumento: l’organizzazione autonoma di massa volta a far sentire con qualunque strumento la propria voce, svincolata dai giochi di potere di chi finge di guidare rivoluzioni mentre è comodamente seduto in poltrona con chi ci governa.
February 15th, 2007 at 17:53 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Sono d’accordo al 100 per 100 con Giorgio.. Il contratto a progetto è una fregatura pazzesca.. Sotto tutti i punti di vista.. Significa solo sfruttare il lavoratore.. Spero un giorno verranno abolite queste forme di contratto che secondo me sono ALTAMENTE illegali, visto che atte solo a favorire le aziende e non i lavoratori seri e preparati..
Un saluto a tutti
February 15th, 2007 at 20:42 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Salve!…mi presento… sono una di quelle “sfigate” che aspettano di essere pagata per un lavoro fatto 8 mesi fa…Scusate mi viene un dubbio…ma si lavora ancora per essere retribuiti o per SPORT?!!!!
Un saluto a tutti
February 22nd, 2007 at 13:54 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Cara Annalisa, a me per un problema analogo, la persona per cui lavoravo (professore universitario, al CNR) rispose cosi’: “Lei deve venire qui a lavorare per divertirsi mica per i soldi. Quelli poi le arriveranno.”
Certo, mi arriveranno, con molta calma. E nel frattempo che si fa?
February 25th, 2007 at 22:03 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao ragazzi, io sono un imprenditore (non lavoro in Italia), i contratti a progetto mi piacevano prima che entrassero in uso. L’applicazione distorta che se ne fà li rende una vera porcheria. Non dovete permettere che “i miei colleghi” ne abusino. Mi sembra di intuire che la maggior parte di voi lavori come consulente informatico, fatevi dare dal vostro “agente”, perchè le aziende che vi collocano presso i soliti clienti fanno gli agenti, almeno l’ottanta per cento di ciò che fatturano. Allora il gioco del precariato potrebbe valere la candela.
Ciao ragazzi senza tutele, senza ironia alcuna tanti auguri.
February 26th, 2007 at 17:46 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Caro Max.
Purtroppo, gli “agenti” ti prendono per fame ed e’ inutile negarlo. Se accontenti e’ bene, altrimenti sai dov’ e’ la porta (fuori della quale c’e’ la fila per uno stipendio anche minore). L’unico modo per farsi aumentare lo stipendio e’ “fare la puttana”: quando riesci ad ottenere un contratto migliore da un’altra azienda, cambi (a meno che nella tua azienda non ti offrano di piu’).
Inoltre, alcune figure professionali abbondano e questo concorre ad abbassarne il prezzo.
I “body rental”, ovvero gli agent, abbondano e spesso sono ammanigliati con le grosse societa’ che hanno tutto l’interesse a pagare dei consulenti (perche’ cosi’ li possono sbattere fuori senza costi aggiuntivi e nell’arco di 15 giorni).
Saluti
February 27th, 2007 at 22:44 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Buongiorno a tutte le persone che vivono nella precarietà,Ho 42 anni, sono laureata,un passato da precaria, e da 15 mesi in cerca di lavoro.Un quadro perfettamente in “linea con i tempi”.Ho letto i vs contributi sul tema della precarietà, della impossibilità di fare progetti(Giorgio,ti capisco) e della assenza della politica.Quello che mi fa un pò rabbia non è solo l’assenza politica sul tema, ma sopratutto la passività con cui reagisce la comunità dei precari e che favorisce l’allontanamento del problema dall’agenda politica dei ns governanti.Se i sindacati nn ci tutelano, i principali giornali poco o niente,non potremmo INSIEME trovare modi più concreti per far sentire la ns voce? precaria inc….ta!!!
March 5th, 2007 at 12:06 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti, vorrei informarvi che nell’ultimo contratto che sono stata “costretta” ad accettare x campare, c’è una clausola che mi obbliga in caso di assenza prolungata, quindi la maternità o la malattia A DOVER PAGARE DI TASCA MIA LA PERSONA CHE SUBENTRA A ME.
Giuro è la sacrosanta verità.
Se non lo avessi visto con i miei occhi non ci avrei creduto.
Trattasi di contratto di associaciazione in partecipazione, idem come sopra come lo Co.Co. Pro.
E cosa dire di “quelli” che ti obbligano a dare il preavviso di almeno 30 gg., con penale annessa, ma loro non sono tenuti a darlo?
Scusate ma questa è deliquenza legalizzata.
Non mollate! In bocca al lupo a tutti.
March 6th, 2007 at 23:03 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti,
avete mai incontrato un’azienda che vi dice che ha bisogno di una persona su cui investire e che sia disponibile a lavorare anche il sabato e viaggiare per conto loro in tutta Italia e poi vi propone un contratto a progetto ?
Ritenete sia un modo coerente per far entrare una risorsa in un’azienda con l’entusiasmo necessario ?
Non conosco le differenze sostanziali rispetto ad un contratto a tempo indeterminato, esistono delle condizioni peggiorative ? I contributi chi li paga ? E’ vero che l’azienda risparmia ?
Grazie dei vostri commenti
March 7th, 2007 at 12:26 pm — Scrivi la tua opinione ↓
I co co co e i progetto sono una PIAGA da DEBELLARE
March 7th, 2007 at 13:16 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Sono daccordo con tutti voi, ma allora che fare?..le nostre sono urla di rabbia lanciate nel vento! ma che fare? a volte le persone sono disperate e pur di lavorare accettono aondizioni assurde,ed è comprensibile che la rabbia aumenti perchè a volte siamo impotenti, rei fa una morza che come ti muovi ti fai male, e allora mi domando, sarà colpa nostra? fino a che ci saranno persone che accettano di lavorare a queste condizioni non cambierà niente.Se nessuno scendesse ad un compromesso e ci fosse qualcuno in grado di guidare relamente le persone e informarle che accettare un contratto di questo tipo da solo modo a chi propone tali contratti di continuare. ma se nessuno veramente accettasse più, sarebbero costretti a prendere provvedimenti!!! e allora che fare ?? forse è colpa anche nostra??
March 14th, 2007 at 22:15 pm — Scrivi la tua opinione ↓
probabilmente è anche colpa nostra, svendersi , giocare al ribasso ..ho appena visto 1 annuncio che mi riguarda in qualche modo (annuncio sponsorizzato da questo sito-servizio),1 anno di esperienza, laurea in statistica 4 o 5 anni …per cosa, per un determinato di 6 mesi… quando leggo queste cose, mi ribolle il sangue nelle vene ..maledetti XXXXX, pma per quale diavolo di motivo dovrei darvi il cXXX in questo modo!!… **********.
complimenti! a voi!..e cmq finchè ci sono persone che accetteranno di lavorare a condizioni così miserabili le cose non cambieranno mai.
March 15th, 2007 at 23:53 pm — Scrivi la tua opinione ↓
salve, noi italiani siamo abbituati a lamentarci sempre, non pensando a chi stà peggio di noi,uno a caso io” sono 2 anni pari, pari, che non riesco a trovare uno straccio di lavoro perchè ho 38anni, e per questi sciacalli datori di lavoro, oramai sono un povero vecchio, non sò più cosa fare!
March 16th, 2007 at 20:55 pm — Scrivi la tua opinione ↓
mi avevano proposto per mettere in regola la mia posizione un contratto a progetto,ringrazio il web per non aver preso questa fregatura,in ditta dicevano ke era una buona cosa non dicendomi ke non c’era ne il tfr ne malattia e tredicesima,ferie,solo l’infortunio.si dovrebbe pubblicizzare un pò di piu’ questa cosa visto ke tante volte un lavoratore si trova a firmare cose ke il datore di lavore se ne guarda bene dal spiegare i pro e i molti contro!!! grazie dei vostri commenti mi sono stati utili!!!
March 18th, 2007 at 20:45 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Almeno scrivimi in Pvt e dimmi che devo cancellare quello che serve cancellare ( critiche politiche etc. etc.)
Ma almeno lasciamo un po di liberta nel web.
C
March 19th, 2007 at 18:57 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Oggi mi hanno offerto un lavoro come cassiera presso un minimarket: Contratto a progetto, 5 ore al giorno per 6 giorni alla settimana. Contratto di 1 annmo a 500 € mensili!
Non siamo in sud africa ho risposto!
Va bene fare sacrifici, ma farsi sfruttare no!!!!
Che schifo!!!
March 23rd, 2007 at 15:55 pm — Scrivi la tua opinione ↓
qualcuno puo’ spiegarmi per favore la differenza tra contratto a progetto e la prestazione di lavoro occasionale a progetto mensile? Qual’è peggiore?Come ci siamo ridotti!!!!!
valter 1961
March 26th, 2007 at 12:42 pm — Scrivi la tua opinione ↓
ciao a tutti..sono ankio una vittima di ttt cio..nn so proprio ke fare..ma cm ha scritto qualcuno/a..pur di campare bisogna fare qst e altro..mi sn sempre adattata a ttt (nero….) e anke qst volta m adattero..mio malgrado..a qst skifosissimo contratto..nn avendo altra alternativa..cmq puntualizzando bene ttt i punti con il mio datore di lavore..x evitare ttt le fregature del caso..
grazie a ttt..
March 28th, 2007 at 11:01 am — Scrivi la tua opinione ↓
A 29 anni e dopo 9 anni di lavoro indeterminato in un ristorante, sono stato costretto ad andarmene e un’altra azienda mi ha proposto un contratto a progetto. Oltre a tutto ciò che nn viene corrisposto, i contributi vengono pagati? E da chi? Idem le tasse?
April 1st, 2007 at 18:11 pm — Scrivi la tua opinione ↓
salve a tutti. mi hanno fatto proprio oggi un contratto a progetto x un anno. la mi retribuzione sarà di 5 € lorde l’ora, qualcuno mi sa dire quale sarà invece la retribuzione netta?
grazie mille!!!!!
April 5th, 2007 at 12:47 pm — Scrivi la tua opinione ↓
X Sara.
Facciamo 2 conti.
5 euro x 8 al giorno = 40 euro lorde al giorno che, in 30 giorni diventano 1200 lorde. Mediamente, ci devi togliere il 21%. Quindi dovresti arrivare intorno ai 950 netti al mese.
Saluti
April 6th, 2007 at 23:00 pm — Scrivi la tua opinione ↓
contratti a progetto… tante belle parole sulle procedure, sui diritti e doveri sia da parte del lavoratore che del datore di lavoro ma… apriamo per un istante gli occhi…
sono in un ufficio commerciale con contratto a progetto ma che progetto mi hanno dato da sviluppare in un anno???? ormai usano la scusa del contratto a progetto solo perchè assumendo hanno più spese, più tasse da pagare e chi ci rimette siamo noi che vogliamo lavorare…
il mio è un contratto che si rinnova senza problemi ma se sto male devo andare a lavorare ugualmente altrimenti mi detraggono la giornata dallo stipendio, se ho una commissione da fare urgentemente devo recuperare il tempo che chiedo altrimenti sono detrazioni dallo stipendio, in compenso mi fanno lavorare anche 9-10 ore al giorno… sono una donna, nel momento in cui decidessi di accrescere la mia famiglia avendo un bambino cosa mi rimane in mano? un contratto a progetto terminato… e tutti sappiamo quanto costa la vita…
il succo del mio discorso? le aziende se la sono vista mettere nel di dietro troppe volte dai lavoratori, dai sindacati, e ora ce la sta mettendo nel di dietro a noi, nuova generazione di lavoratori… e sapete cos’è ancora più assurdo??? che ci va bene così, non alziamo un dito, noi nati negli anni ‘80, per cambiarci questo futuro senza futuro…
NON siamo tutelati da nessuno, da niente ed in niente…
April 11th, 2007 at 10:13 am — Scrivi la tua opinione ↓
Per Sonia,
attenzione il contratto a progetto non può essere vincolato a orario lavorativo ed è assolutamente illegale detrarre la giornata di assenza dallo stipendio. Il tuo unico vincolo è portare a termine il progetto entro il tempo stabilito. Non so che tipo di lavoro tu faccia ma ad esempio non è possibile far fare attività di OUTBOUND a un dipendente con contratto a progetto. Se ritieni il caso fai presente questo ai sindacati.
Se ti serve una mano o un contatto mandami pure una mail a aschiavo@psicologodellavoro.it
April 11th, 2007 at 17:31 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao Ragazzi, oggi ho accettato un Contratto a progetto e sono “capitata” su questo blog per capirci qualcosa.La mia retribuzione sarà di 800 euro lordi per 10-12 mesi….Devo ancora cominciare, ma mi sento già presa in giro. Ma alternative non ne ho.
Un saluto a Giorgio, anche io sto rimandando il mio Progetto di Vita…..
April 13th, 2007 at 19:33 pm — Scrivi la tua opinione ↓
X Andrea.
Il contratto che ho firmato, a progetto, mi da 20 giorni di ASSENZE pagate e io devo fare, presso il cliente, almeno 8 ore… a meno che proprio non ci sia nulla da fare.
Purtroppo, se cominci a mettere di mezzo i sindacati, ti fai la fama del piantagrane. E Roma e’ una piccola citta’ in cui tutti conoscono tutti ;)
Non so se capisci.
April 15th, 2007 at 21:50 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Cara Giovanna,
tra qualche anno i “nostri progetti di vita”, quelli di tutti i trentenni che hanno voluto predersi una laurea di un certo peso, diventeranno “sogni di una vita migliore”… come se gia non lo fossero!!!
April 16th, 2007 at 19:47 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao ragazzi, anche io sono un collaboratore a progetto, da tre anni lavoro 9 ore al giorno per mille euro al mese e all’età di 34 anni ancora devo iniziare a versare contributi per la pensione; devo ringraziare Dio che ho ancora i miei genitori, altrimenti non potrei mantenermi. Ma i vari governi che si sono seguiti in questi anni si sono posti il problema che fra 20-30 anni ci saranno milioni di poveri anziani che non avendo versato contributi saranno indigenti e avranno bisogno di assistenza? E il calo demografico non si può forse spiegare con il fatto che non ci possiamo permettere una famiglia? Fra qualche anno saremo un paese di soli vecchi, senza ricambio generazionale. Per chi come me si occupa di statistica, andate a vedere la serie storica del tasso di rotazione in Italia e confrontatelo con quello di altri paesi. Ma dove andremo a finire così? Scusate lo sfogo.
April 18th, 2007 at 8:45 am — Scrivi la tua opinione ↓
x Giorgio,
mi sembra di capire che accettare compromessi, soprattutto se vuoi entrare a lavorare in alcune strutture o società di un certo livello, sia una prassi accettata. Purtroppo, e con questo non voglio creare un caso personale o offendere nessuno, se si accetta il compromesso, significa accettare di essere valutati in misura minore di quanto la propria autostima o titolo di studio, richiederebbero. Con questo ovviamente la polemica si apre,”ma allora uno per campare come fa?”, “i soldi non piovono dal cielo”, “per iniziare va bene tutto”…
Il problema di fondo è che il lavoro in Italia c’è ma solo se sei disposto a cercarlo fortemente per realizzare le tue aspettative, non ti piove dal cielo, nè è sempre sotto casa che ti aspetta dietro l’angolo.
Ma certo chi non vorrebbe avere un posto fisso, sotto casa (max 5 min in auto), pagato bene e senza problemi…forse è più giusto riflettere se ne siamo all’altezza e ce lo meritiamo e se lo siamo dobbiamo dimostrarlo anche rifiutando, nei limiti delle possibilità di ciascuno, quelle proposte e quei compromessi che sviliscono noi come persone e offendono la nostra intelligenza.
Con questo voglio solo dire che sono contro il “contratto a progetto” proposto in modo “fittizio”, solo per abbattere i costi dipendente, perchè ritengo sia una vera e prorpia violenza ai danni di chi lo deve sottoscrivere. E’ sicuramente uno strumento in mano all’azienda per risparmiare, e a mio avviso così com’è non serve per creare posti di lavoro (come promesso),o meglio ne crea ma senza la sicurezza di mantenerlo (e allora che posto di lavoro è?).
Io personalmente non lo propongo nè lo incentivo presso l’azienda in cui opero, perchè il capitale umano ha un valore superiore a tutti i costi struttura che comunque devono essere sopportati. Ma si scelgono altre vie, perchè quando arrivi in ufficio si lavora meglio se tutti ti conoscono e ti salutano, e tu rispondi chiamandoli per nome e non per numero matricola!
Auguro a tutti di realizzare il proprio “sogno di una vita migliore” esortando a non scegliere sempre la via più comoda, ma mettendosi in gioco per crescere professionalmente ogni giorno con umiltà e voglia di imparare, consapvoli che dagli errori si può solo imparare per raggiungere i propri obiettivi.
PS.
Nella categoria dei “trentenni che hanno voluto prendersi una laurea di un certo peso”, ci sono anch’io!
PPS.
Per chi volesse continuare questo interessante discussione la mia mail è aschiavo@psicologodellavoro.it
April 18th, 2007 at 10:14 am — Scrivi la tua opinione ↓
X Andrea.
Premetto che non voglio alzare una polemica ne’ con te ne’ con nessun altro. Inoltre, e’ meglio che la discussione sia pubblica. ;)
0. Sono un informatico e parlo del mio campo.
1. Posto fisso e sotto casa?
Ho fatto l’universita’ e ho lavorato a 450 km da casa, ora mi faccio tutti i santi giorni 230km per andare a lavorare… sulla SS148 (la Pontina)!
2. Compromessi.
E’ inutile girarci attorno. Questa tipologia di contratti e’ molto squilibrata a favore delle aziende e in Italia ci sono settori che risentono in modo particolare della crisi economica. Le gare di appalto le vincono le aziende che fanno i prezzi minori. Come? Per esempio, risparmiando sugli stipendi e sviluppando con software free (per il quale non paghi le licenze).
Conosco persone che non riescono a cambiare azienda perche’ sono troppo qualificate, costerebbero troppo.
Ed e’ ovvio che se per cambiare azienda ci metti 8 mesi (se ci riesci) devi anche scendere a qualche compromesso che, non sempre, significa svendersi. Ovviamente, quando sai che dietro la porta ci sono 100 persone a prendere il tuo posto per meno, accetti qualche compromesso.
In questi giorni ho la possibilita’ di confrontarmi con dei parenti australiani. Si stupiscono del fatto che in Italia ai laureati non venga riconosciuto un minimo salariale… ma loro non fanno testo, stanno all’altro capo del mondo :D
3. Capitale umano.
Scusa Andrea, mi viene da sorridere. Di discorsi sui “capitali unami” se ne sentono tutti i giorni ma, quando si tratta di mettere mano al portafoglio, le aziende sono uno strano incrocio tra un genovese, un lucchese e un tiranno sauro (notoriamente tutti con le braccine corte) :D
Io sono anche fortunato: il mio capo progetto (che non e’ della mia azienda) dimostra apprezzamento per il lavoro svolto da tutto i componenti del gruppo.
4. Formazione.
Quando vai a fare un colloquio, le tue conoscenze valgono solo se le hai applicate in qualche proggetto. Se ti aggiorni da solo ma non ci lavori su un progetto reale, la tua conoscenza e’ valutata nulla. Tra l’altro, non sono molte le aziende che pagano corsi di formazione ai propri dipendenti.
Bhe, mi sono dilungato anche troppo :)
Saluti.
April 19th, 2007 at 23:18 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Per Giorgio:
Amara e reale fotografia(purtroppo) della situazione della maggior parte delle aziende italiane oggi. Il tuo sorriso sui “capitali umani” non posso che condividerlo se parliamo di significativo valore aggiunto (monetario ovviamente).Anche se (spero condividerai) non di soli “soldi” è fatto l’uomo (o donna che sia), e nel lavoro che fai cerchi almeno una motivazione non economica per restare.
PS.
Complimenti per la pazienza nei 230 km!(è una battuta naturalmente!)…devi amare molto ciò che fai!La mia considerazione partiva dal presupposto che i neo laureati o quasi laureandi cercano sempre più la comodità e la vicinanza a casa, e cerchino il compromesso per mantenere questa situazione (non parlo di tutti ma di una buona fetta, ovviamente!) piuttosto che spingersi a mettersi in gioco e alla prova su terreni aperti.
April 23rd, 2007 at 17:03 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Secondo me il problema è c’è troppo squilibrio tra le due parti. Ad esempio, non è possibile che in un qualsiasi annuncio ci sia una serie interminabile di requisiti che il candidato deve avere, mentre per quanto riguarda il tipo di offerta le aziende se la cavano con due parole (in genere “a progetto” o “da determinare”). Le aziende sono forti del fatto che data la situazione non ci possiamo permettere di rifiutare quasi mai e giocano sempre più al ribasso.
April 24th, 2007 at 8:47 am — Scrivi la tua opinione ↓
anche io sono una ’sfigata a progetto’ anzi no….
sono liberaaaaa !!! tra una settimana mi scade e mi mandano a casaaaaa. Che fortunaaaa:)
ovviamente (domanda superflua)…mica è prevista la liquidazione???
April 24th, 2007 at 17:28 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Cmq è vero, dovremmo smetterla di stare al loro gioco, dovremmo smetterla di accettare lavoti sottopagati a ore ed ore di distanza da casa…
sarebbe bello se all’improvviso ogni azienda sfruttatrice non trovasse più nessuno (e dico NESSUNO) disposto a fare sacrifici per loro….
Io ci vorrei provare, so che è dura, mi hanno appena telefonato per uno stage a 600 euro al mese per lavrare dalle 9 alloe 18. Più due ore per andare più 2 ore per tornare a casa 13 ore fuori casa….
e la mia vitaaaaaaaaa???
ooooohhh ma loro non ce l’hanno un vita?
mi sa di no, e se ce l’hanno deve fare proprio schifo ….
April 24th, 2007 at 17:33 pm — Scrivi la tua opinione ↓
La qualita’ dell’ambiente di lavoro non dipende solo dallo stipendio anche se averne uno soddisfacente rende piu’ tranquilli. Sappiamo bene che la qualita’ dell’ambiente di lavoro dipende, almeno:
1. dal rapporto che si instaura con i colleghi,
2. dal tipo di mansione che si svolge,
3. il suddetto stipendio, :)
4. il non avere l’impressione che il tuo datore di lavoro ti stia prendendo per il culo.
Questi fattori si influenzano a vicenda. Se ti trovi con dei colleghi “cani”, sei sempre meno felice di andare a lavoro. Stessa cosa dicasi per un lavoro noioso e ripetitivo, ecc.
Personalmente, do valore ai 4 punti precedenti. Antonio dice bene. Molti annunci vogliono persone super qualificate ma pretendono di pagarle poco…
E che dire delle agenzie di lavoro interinale che, pur avendo sotto mano il tuo CV (preso su monster &Co.) e quindi sapendo che il tuo contratto scade nei successivi 8-12 mesi, ti progono un contratto di tre mesi EVENTUALMENTE rinnovabile (con la scusa che il loro cliente fa per tenerti in prova). Questo, secondo me, e’ prendere in giro le persone anzi, e’ fare i furbi. Del resto, l’Italia E’ il paese dei furbi!
Che molti vogliano il lavoro comodo sotto casa e vero, ne conosco anche io: fatti loro, fermo restando che dopo un po che sei lontano dai “lidi natii” si ha tutto il diritto di cercarsi un lavoro che ti permetta di goderteli almeno nel fine settimana.
Per alcuni lavori, pero’, e’ possibile il telelavoro… ma il cliente ti vuole vedere da lui 8 ore al giorno se no pensa che lo stai fregando.
April 24th, 2007 at 20:53 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti.
Oggi mi hanno proposto un contratto a progetto di un anno a 900€ al mese.
Lavoro presso suna segreteria commerciale, in pratica sono un impiegato che fa preventivi e ordini e contatta i clienti.
Leggendo la regolamentazione in merito, mi chiedo se sia possibile il mio contratto tenendo conto che mi è stato scritto come individuazione del progetto “procedure relative alla preparazione di offerte (contatti telefonici con clienti ed eventuali visite, supporto in riunioni ed eventi in sede, inserimento di ordini, controllo stato ordini)”.
E’ un’azienda in start up, nel senso che lavoro in una sede distaccata a Milano aperta da pochi mesi mentre la sede centrale è a Roma.
Mi chiedo io: qual è il progetto vero e proprio?
Grazie a tutti per le risposte
April 26th, 2007 at 11:18 am — Scrivi la tua opinione ↓
ciao a tutti!
Sono un lavoratore a progetto da 6 mesi e lavoro in un call center con funzioni out-baund (chiamate in uscita).Proprio oggi mi hanno comunicato che il mio contratto cambierà in conseguenza della circolare Damiano sui call center: la mia precedente retribuzione era di 6,20 E lordi l’ora garantendomi una cifra di circa 400E nette al mese, secondo il nuovo contratto verrò pagato a contatti utili….quanto prenderò? bho e non lo saprò mai perchè dipende se le persone rispondono al telefono, dalla velocità con cui digito il numero telefonico, dalla pausa che mi “autodetermino” (cioè niente se voglio andare in vacanza!),dalla fortuna in generale.
Inoltre…sapete chi determina la retribuzione di ogni contatto?l’azienda stessa calcolata sulla media di tutto il personale! quindi per prendere gli stessi soldi devo lavorare il quadruplo! grazie per avermi fatto sfogare!
April 27th, 2007 at 23:48 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti…ho sottoscritto un contatto a progetto dal 1 aprile. mi faccio le mie 8 ore di lavoro, a volte di più e mi dicono che gli straordinari non vengono pagati in più, e quindi di gestirmi da me (esempio di andar via prima il giorno dopo); ma poi mi dicono anche: “fai il ponte del 30 aprile-1 maggio?” e io gli chiedo: “se sì, il mio compenso mensile rimane quello stabilito o mi detrai la giornata del 30?”….mmmm…”beh, naturalmente la giornata del 30 non te la pagheremmo se fai il ponte” mi rispondono. MA ORA IO MI CHIEDO…COM’È LA STORIA???…SAPETE RISPONDERMI?
April 28th, 2007 at 23:07 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Cara Rossella(hai anche il mio stesso nome!) si certo, è anche un pò colpa nostra. E’ colpa nostra se aumentano i prezzi delle case perchè c’è qlc fesso disposto a comprare 80 mq a 250.000,00 è colpa nostra se in televisione vediamo solo cazzate dato che siamo noi a pagare quegli imbecilli ed è colpa nostra anche quando in particolare qui da me a Napoli lavori come un animale per 350 euro al mese per 8 ore(ovviamente in nero)
Pochi giorni fa una concessionaria mi ha proposto di fare uno stage presso la loro azienda con contratto a progetto.Nessuno dei presenti sapeva che cavolo fosse!
Con un corrispettivo di 600 euro al mese ci permettono anche di non avere obblighi di presenza.Dai vostri commenti dovrei esclamare “All anima della palla!”
Qui a Napoli 600 euro al mese per un 25enne sono manna dal cielo…poi ne facciamo 30 e “espatriamo” e rompiamo le balle al Nord.
Io vorrei tanto rimanere nella mia città ma le cose devono cambiare!Non voglio ingrassare i miei datori di lavoro mentre a me tocca la gastrite!Domani alla firma del contratto leggerò 3 mila volte il testo.Grazie a tutti voi!
April 30th, 2007 at 9:42 am — Scrivi la tua opinione ↓
cari ragazzi come avete ragione!E’ uno schifo..ho un contratto a progetto di soli 3mesi..lavoro 8ore al giorno(ricord ke questo contratto non ha vincoli di orario)..mi faccio il mazzo+ di chi me lo ha stipulato…e per di piu’ mi chidono piu’ ore perche’secondo loro 1100€sono troppe per 160 ore al mese!e i contributi?la malattia?e soprattutto le mie ferie dove sono?MA VI RENDETE CONTO CHE NOI LAVORATORI PRECARI NON SIAMO TUTELATI PER NIENTE?
May 4th, 2007 at 14:22 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Salve,
avrei bisogno di un informazione. Ho un classico contratto a progetto con una società X (sono informatico) che mi rivende a una società Y, dove lavoro fisicamente.
La società Y si è stupita recentemente per il fatto che il sottoscritto non firma un registro di presenze all’uscita, ma lo fa solo all’entrata. Domanda: può la società Y (o anche la X) impormi un orario e pretendere da me la firma all’entrata e all’uscita?
MI risulta che io non abbia obblighi di orari nè tantomeno di presenza, giusto? Grazie della risposta
May 10th, 2007 at 14:26 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti i lavoratori sfruttati a progetto! Io vivo a progetto da circa due anni. Non mi devo lamentare perchè non sono sotto pagata, sicuramente, come tutti sappiamo, sembra che abbiamo solo doveri e non diritti con questa tipologia di contratto. Vorrei chiedere ad ANDREA se gentilmente mi conferma che i contratti a progetto NON devono essere presi dal datore di lavoro come lavoro subordinato. Entrare nel mondo del lavoro è difficile ed è una lotta continua al centesimo, ma questo non vuol dire che dobbiamo perdere di vista la ns. dignità e il rispetto che ci devono. I datori di lavoro che fanno questi contratti sono degli “sfruttatori” e non devono in nessun modo abusare del loro “potere” del IO TI PAGO!
May 11th, 2007 at 9:51 am — Scrivi la tua opinione ↓
Scusate ragazzi
ho una domanda da farvi ma che laurea vi siete presi ?In quanto tempo ?Avete analizzato prima di iscrivervi le possibilita’ di lavoro future?
Io mi sono laureato in ingegneria chimica a 27 anni e a 4 mesi dalla laurea sono stato assunto con un contratto di apprendistato per 2 anni a 25.000 € lordi l’anno presso una societa’ di ingegneria di Roma!
Bisogna programmarla la propria vita invece di pensare solo a organizzare week-end e vacanze estive.
La conoscete la favola della cicale e della formica….
Ciao
May 11th, 2007 at 11:03 am — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti, vista l’ora tarda saro’ brevissimo :)
Il datore di lavoro non ti puo’ obbligare, formalmente, a lavorare 8 ore al giorno se si ha il CoCoPro. Tuttavia, se il cliente fattura alla vostra societa’ in base al numero di ore in cui siete presenti, o state le 8 ore o il cliente si lamenta… e sappiamo tutti come finisce :(
Caro Alex,
tu hai avuto un gran culo perche’ conosco qualcuno che, con un dottorato di richerca in chimica ottenuto a 29 anni a Roma, lavora da 4 anni con CoCoCo-CoCoPro.
Inoltre, considera che ci sono settori (informatica in testa) per i quali prevederne l’andamento e’ impossibile. Inoltre, i CoCoPro sono piu’ facili da “giustificare” in alcuni ambiti e meno in altri. ;)
La favola della formica e della cicala la conosco benissimo. Peccato che la formica non possa prevedere le carestie!
Saluti
May 12th, 2007 at 2:36 am — Scrivi la tua opinione ↓
Salve a tutti. intanto vi ringrazio per le delucidazioni fornite riguardo il contratto a progetto. Viviamo in un mondo in cui è meglio sfruttare il prossimo, in cui non vige la logica investiamo in qualcuno capace, che poi ci farà guadagnare di piu anche se devo pagare contributi, ferie e robe simili, no teniamoci gente 6 mesi, quanto ci metti ad imparare? 1 mese? 5 mesi sfruttati e chi se ne frega!
ovviamente fai bene a dire non accettare, ma dal giro che mi sono fatta non è che ci sia molto da prendere. pochissimi ti offrono condizioni serie e se non lotti con le unghie e con i denti non ci arrivi…o accetti questo o te ne stai a zonzo. e visto che a 26 anni i miei non possono più mantenermi, che fare? si inghiotte l’amaro rospo e non muori di fame.
A chi parla vuoi il lavoro sotto casa…beh chi non lo vorrebbe? per te è bello che pur di poter lavorare, sfruttata oltretutto, devi andartene da casa e non avere neanche il diritto di vederli altrimenti non guadagni e non puoi permettertelo?
ti pare bello il pensare che il giorno che vorrò avere figli non potrò permettermelo perchè perdo il lavoro?
Parliamo ai sindacati, ti difendono, vero? sul momento si, ottieni un rimborso esiguo e poi? chi ti darà lavoro? nessuno perchè sarai sempre visto come un piantagrane, quindi perchè farti lavorare? gli ideali sono una cosa, la realtà un’altra. Nessuno con un briciolo di intelligenza è contento di sta gente che ti sfrutta, nessuno può farne a meno visto che non si campa d’aria e quelle 1000 euro senza garanzia ora riempiono lo stomaco, poi si vede. nella speranza di non finire la vita a 35 anni perchè sei troppo vecchio per lavorare :-( vi ringrazio e spero che il mio angelo custode sia in ascolto e che mi guidi nel fare scelte giuste
May 16th, 2007 at 15:40 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Utile questo sito che raccoglie le lamentele non di un popolo sfigato ma di un popolo di vittime.
Sarebbe piu’ produttivo cercare gli indirizzi e-mail delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, dei partiti della coalizione che è al governo e sommergerli di opinioni negative su queste tipologie di contratti che a parole nel programma elettorale è scritto che avrebbero rivisto cosi come l’abolizione dello scalone. Per lo schieramento di opposizione ? Fate voi.
May 25th, 2007 at 11:30 am — Scrivi la tua opinione ↓
Lavoro da settembre e ho un contratto a progetto. in vista di una nuova assunzione da parte di una azienda diversa, vorrei recedere dal contratto…ho controllato il contartto che ho stupulato ma in merito non è scritto nulla. Vorrei sapre quanto preavvisto e la forma di questo….15 ggiorni prima con raccomandata?
June 1st, 2007 at 17:28 pm — Scrivi la tua opinione ↓
ciao ragazzi/e ho bisogno del vostro aiuto…..
ma il contratto a progetto è obbligatorio farlo x 1anno o se lavoro 1mese e mezzo s può fare anche x meno??
e poi sul contratto m hanno scritto E 6.50 lordi…….ho chiesto maggiori info e m ha detto che netti sn E 6,00…….ma solitamente nn bisognerebbe sottrarre il 20% ?
grazie a tutti!!!
ciao
June 4th, 2007 at 12:23 pm — Scrivi la tua opinione ↓
ciao a tutti, mi chiamo Giorgio da Roma.
Ingegnere, 30 anni, in procinto di accettare un “buon” Contratto a Progetto… per “buon” intendo ben retribuito e nel settore che ho sempre desiderato. unico neo: dovermi trasferire a Milano.
volevo esprimere il mio parere sulla precarietà:
La precarietà introdotta in Italia prima dal centrosinistra e poi selvaggizzata dal centrodestra aveva teoricamente il compito di risolvee il problema della flessibilità del mondo del lavoro: le aziende non potevano essere costrette a tenere gente assunta in un periodo di prosperità. Io credo che nella società moderna sia abbastanza obsoleto parlare di diritto al posto fisso. Credo a mio avviso che non sia possibile costringere le aziende ad assumere per forza persone a tempo indeterminato. Questo meccanismo ci ricade sulle spalle: pensate ad un’azienda che produceva che ne so… FLOPPY DISK! magari aveva assunto mille persone, poi i floppy non servono più, l’azienda ha bisogno di ridurre il personale ma non può farlo. L’azienda non campa e l’INPS paga la cassa integrazione…
quindi è stata ritenuta necessaria una riforma del lavoro, e su questo ero d’accordo.
il problema è che le aziende con la riforma attuale hanno avuto DUE grandi vantaggi: da una parte hanno lavoro flessibile e dall’altra LO PAGANO LA META’!!
A mio avviso bisogna lottare affinché “il rischio” dovuto all’instabilità, alla flessibilità, sia PAGATO, costi all’azienda ALMENO il 5-10% PIU’ DI UN LAVORATORE A TEMPO INDETERMINATO.
Faccio notare che già avere un costo uguale (per l’azienda) tra contratto a tempo indeterminato ed a progetto significa intascare al mese molto di più per un lavoratore a progetto, visto la minore tutela in termini di contributi previdenziali (20% contro 33%), TFR, ferie, malattia, gravidanza, infortuni e soprattutto RISCHIO DI DISOCCUPAZIONE.
faccio ipotesi numeriche:
L’azienda per un lavoratore a tempo indeterminato spende 20.000 euro l’anno, al lavoratore vanno 1.200 euro al mese. Se l’azienda spendesse 20.000 per uno a progetto, allo stesso andrebbero 1.400 euro al mese, visto che paga meno contributi, non ha TFR etc. Per cui, se fosse OBBLIGATORIO assumere a progetto con costi per l’azienda UGUALI nei due casi, il lavoratore si troverebbe al seguente bivio: vuoi un lavoro sicuro, protetto a 1.200 euro al mese o accetti di lavorare con rischio e meno tutele a 1.400 euro?
Non solo… se fosse così alle aziende non converrebbe comunque comprare lavoro a tempo indeterminato, converrebbe sempre progetto visto che a parità di costi il lavoratore a progetto è cacciabile via in qualsiasi momento. per questo dico che il lavoratore a progetto deve costare un 5-10% in più di uno a tempo indeterminato! così anche l’azienda si trova di fronte al bivio: ho un budget di X euro per quest’anno… preferisco acquistare 10 persone a tempo indeterminato (che non potrò licenziare) oppure 9 precari allo stesso costo?
questo sarebbe “mercato”… quello che c’è adesso è SCHIAVISMO e CLASSI SOCIALI!
June 7th, 2007 at 11:33 am — Scrivi la tua opinione ↓
Contratto a progetto… ma sono dichiarato a tutti gli effetti? Mi vengono versati i contributi per una minima pensione…un domani??
June 12th, 2007 at 9:41 am — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti,
sono rimasto piacevolmente colpito da tutti i vostri commenti,
e ho pensato di dare il mio contributo nella speranza
che qualcuno faccia chiarezza sul mio caso.
Cercando un lavoretto poco impegnativo per fare qualche spicciolo in attesa di completare la mia tesi di laurea, mi sono imbattuto in una società che svolge indagini di mercato.
Effettuato il colloquio e la formazione, dopo pochi giorni mi chiamano per svolgere il mio primo incarico a progetto.
il contratto prevedeva la disponibilità della postazione presso l’azienda per 4 ore al giorno per 4 giorni, e la retribuzione commisurata al numero di interviste effettuate in questo arco temporale.
Il criterio della retribuzione era scalare, ossia da 0 a 12 interviste il compenso era stabilito in 50 cent l’una
da 12 a 18 … 70 cent e cosi’ via fino a far lievitare il valore di ogni intervista a oltre 3 euro.
Leggendo bene il contratto mi sono avveduto poi di alcune condizioni: almeno 2 interviste al giorno devono essere effettuate tra le 20 e le 21 30
e in mancanza esse sarebbero state scalate dal computo totale.
Inoltre nello svolgimento dell’attività lavorativa
mi sono subito accorto di un’altra limitazione affatto irrilevante per chi guadagna a quantità e cioe’ che nel corso del progetto moltissime quote di eta’ si esaurivano. In altri termini dopo due soli giorni di lavoro io non potevo piu’ effettuare interviste a donne di nessuna fascia di età perche’ era stato raggiunto il numero necessario di interviste per quel target.
Insomma, per farla breve, le possibilità di farmi rilascare una intervista di 20 minuti gia’ sono molto scarse e in piu’ a causa della restrizione delle quote
si è verificata una sorta di ricerca dell’ago in un pagliaio con il risultato che quel giorno sono riuscito ad effettuare solo 2 interviste.
Vi chiedo se sia lecito un contratto del genere vista la particolare natura della prestazione.
grazie
June 13th, 2007 at 20:40 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Salve , ho un contratto a progetto in scadenza gia’ prorogato precedentemente ed ora preferirei non rinnovarlo perche’ ho trovato ben altro lavoro ( tempo indeterminato )
Mi chiedo pero’ se posso lasciare il lavoro il giorno successivo alla data di scadenza , anche se il progetto o le fasi di esso non sono del tutto terminate.
Il contratto a progetto che ho è a scadenza determinata e da quanto leggo sembrerebbe che alla scadenza deve necessariamente instaurarsi un altro contratto per continuare ma tuttosommato leggo pure che è mio dovere portare a termine il progetto entro la data di scadenza.
Insomma non so’ che fare e spero che qualcuno mi schiarisca le idee. sul lavoro vivo una situazione di mxxxa , sono mobbizzata , svalutata , pregiudicata e vorrei solo andarmene solo che ho paura di ritorsioni legali nel caso in cui me ne andassi il giorno del termine. E poi , devo firmare qualcosa? se scade il contratto come funziona in termini di fogli fogliettini e firme? sono molto disinformata in materia.
Mi è pure venuto in mente di dare le dimissioni ora , anche se mancano 10 giorni alla scadenza. ho pensato che forse legalmente è diverso dare le dimissioni dal far scadere il contratto! non so’ , sono nel panico piu’ totale con questi benedetti progetti ….
Vi prego aiutatemiiiiii
un bacione a tutti
June 17th, 2007 at 15:11 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Cara Sara67.
Nel momento in cui il contratto scade, se non è rinnovato, non hai obblighi.
Se il contratto si rinnova automaticamente, devi dare le dimissioni per tempo. Leggiti bene la tua copia del contratto, li ci si sono i tempi di dimissione… e se non ci sono li puoi mollare da un giorna all’altro. ATTENTA ad eventuali penali.
Inoltre, anche ti rinnovano automaticamente il contratto puoi sempre dare le dimissioni in qualunque momento… sempre stando attenta ai giorni di preavviso e a eventuali penali.
Saluti e in bocca al lupo.
June 28th, 2007 at 17:45 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Sono una docente di matematica con abilitazione Silsis (grazie alla Moratti due anni di fatiche, 24 esami ed ed esame di stato finale)…per lavorare ad acquisire il punteggio da far valere nelle graduatorie al provveditorato in prima fascia ho dovuto accettare un contratto a progetto in una scuola paritaria…non sono tutelata e sono pagata una miseria…pensate che l’abbonamento per il treno mi costa 1/4 dello stipendio! sono preoccupata perchè non vedo prospettive…per accumulare punteggio devo fare tutto qs e spero solo che non mi capiti nulla altrimenti va tutto in fumo! Va bene fare sacrifici, il lavoro mi piace, ma praticamente rispetto ai miei fortunati colleghi statali che lavorano anche senza abilitazione, non mi sento per niente tutelata, anzi sono sfruttata!
July 10th, 2007 at 20:47 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Tra tante lamentele, a quanto pare devo ritenermi fortunato. Sono neolaureato ingegnere e sono stato assunto presso un laboratorio di ricerca e sviluppo di una grossa azienda del vicentino. Più tempo passa e più mi sto convincendo che quello del contratto a progetto sia stato un semplice pro-forma. Infatti da quando sono comparso, nell’ufficio hanno aggiunto scrivania, computer, cassettiera, telefono con numero dedicato, ed ho diritto a pasti gratis alla mensa. E lo stipendio non è certo basso per essere un primo lavoro, per di più con questo contratto, e percepito a intervalli regolari come un contratto “normale”. Dopo un mese di lavoro, sono stato assente un mese a causa di uno sfortunato incidente in moto, e loro non solo hanno tenuto in vita il contratto, ma per giunta mi hanno pagato anche il mese di assenza. Spero che a conclusione del contratto, ad ottobre, si comportino da signori fino in fondo…
July 14th, 2007 at 15:03 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti. Vorrei sapere che percentuale deve essere tolta dalla retribuzione lorda prevista per un contratto a progetto. Ad esempio a me hanno proposto 1000 Euro lordi ma sono stati vaghi sul netto…Help!
July 18th, 2007 at 15:35 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Sono laureato in filosofia , iniziato con il vecchio corso, finito con il nuovo triennale da 180 crediti.
Premettendo che la maggior parte di contratti fatti nel privato sono simili ad autentiche prese per il cxxx, devo assecondare la mia persona con il motto, magari un’altra laurea era meglio.
Caro Andrea se tu al posto di datori di lavoro hai trovato madre Teresa meglio per te, sei stato fortunato non c’è dubbio!
A Martina vorrei dire che i “colleghi” statali di cui parla sono anche quelli che vengono beccati come assenteisti oramai da troppi anni ed hanno avuto tutto il possibile come raccomandazioni, vantaggi sindacali, autorità nello svolgere professioni che nell’80% dei casi non sanno nemmeno cosa sono.
Ho lavorato in un pubblico ufficio con contratto a tempo det.e quello che ho visto è assurdo: a me richiedono patente informatica o abilitazione all’uso del pc, mentre la collega che non sa usare nemmeno una penna a sfera solamente perchè ha un contratto leggermente più datato non ha alcun obbligo di cambiare il suo status di nullafacente.
Ad oggi lavoro per una catena di supermercati; la catena sarà anche grande, ma i contratti lasciamo perdere. Devo fare 6 mesi di stage non remunerato cioè paga ZERO e oltretutto mi hanno già detto che alla fine di questo “approfondimento” non mi è concessa neppure la certezza di un contratto d’assunzione.
Praticamente stò lavorndo GRATIS, quando qualche decennio fa una persona con quattro anni di magistrale veniva assunta alla scuola sotto casa con contratto a tempo indeterminato per tutta la vita, illicenziabile.
Ecco questi personaggi che stanno andando in pensione tranquilli, questi statali con vitalizi e lavori da 18 ore a settimana si chiedono: come mai c’è qualcuno incazzato?
July 18th, 2007 at 20:15 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Laureato massimo dei voti, master, tanta esperienza, disposto a viaggiare.
Assunto (vabbè si fa per dire ragazzi….) da società che in subappalto da una grande multinazionale da servizi ad una Istituzione nazionale di livello ministeriale.
Co.co.pro.: stipendio dimezzato dalla mancanza di tredicesima, buoni pasto, ferie pagate e calibrato annulamente fino a massimo tre anni per evitare l’assunzione.
Vergogna!
July 21st, 2007 at 0:18 am — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti,
mi è stato proposto un contratto a progetto da un’agenzia ammobiliare, a 800 euro (ma a sto punto mi chiedo se lorde o nette), devo fare tutto cioè segretaria, occuparmi della parte finanziaria, accogliere clienti ecc. ogni giorno, tutto il giorno, pure il sabato mezza giornata.Una cosa mi è chiara, grazie a voi,che non ho diritto a nulla!ma gli assegni familiari per le mie bimbe me li danno oppure no?Se qualcuno di voi può farmi chiarezza grazie…baci Stefi
July 25th, 2007 at 12:53 pm — Scrivi la tua opinione ↓
X Stefania:
Ti stanno fregando!
Considera che la legge dice esplicitamente che sul contratto a progetto ci deve essere scritto a che progetto partecipi e le tue mansioni.
X Gioela
Ci devi togliere, piu’ o meno, il 20-22%… insomma, se ti arrivano 750-800 netti (senza ferie, malattia ecc) sei fortunata.
Saluti a tutti
July 28th, 2007 at 15:37 pm — Scrivi la tua opinione ↓
anche io sono a progetto a 100 km da casa, UNO SCHIFO!!! probabile che me ne andrò prima che mi scada il contratto, non voglio fare la pecora rassegnata come purroppo accade oer il 90% dei giovani.
giovani e non a progetto non andate più a votare e fate valere i vostri diritti!!
July 31st, 2007 at 7:43 am — Scrivi la tua opinione ↓
praticamente, a far figli, ed anche numerosi, sono ormai solo gli extracomunitari.
io ho 28 anni, una serie diprecarietà in successione alle spalle. sono laureata con il massimo dei voti ma così poco tutelata e fregata di contratti attuali, che non oenso farò mai figli. è spaventoso. stanno affossando deliberatamente l’italia. ci troveremo tutti a 40 anni senza lavoro senza pensione e finiremo negli ospizi prbabilmente costruiti da cinesi e co.
August 16th, 2007 at 18:10 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Contratti a progetto? SFIGATI VOI CHE LI ACCETTATE!
Sapete cosa hanno fatto in Polonia per far aumentare gli stipendi? NON HANNO ACCETTATO DI LAVORARE!
Il risultato è che adesso gli stipendi sono raddoppiati perché le aziende non trovavano personale di nessun genere.
SVEGLIAAAA !!!!!
ps. Nel frattempo che il popolo italiano si dia una mossa… emigro all’estero, dove i lavoratori vengono trattati 1000 volte meglio che in questo cesso di paese. Arrivederciiiii!!!!
August 19th, 2007 at 3:59 am — Scrivi la tua opinione ↓
Grazie a tutti per le vostre testimonianze. Domani ho un appuntamento con il mio datore di lavoro (per ora solo mesi di prova pagati tramite fattura) che mi proporrà un contratto a progetto. Grazie a voi, ho capito come difendermi e cosa pretendere (se non mi vuole pagare tfr, malattie, ferie, gravidanza.., almeno deve darmi uno stipendio molto conveniente). Combatterò e se è troppo strXXXo gli dirò “ciao!”.
Dobbiamo essere forti!
Un abbraccio a tutti
August 23rd, 2007 at 18:59 pm — Scrivi la tua opinione ↓
io i contratti a progetto li evito sempre, se si rifiutassero tutti di lavorare a progetto, forse abrogheranno questa ****** pazzesca! UN CONSIGLIO EVITATELI!!!!! questo tipo di aziende vadano ******, i progetti li fanno solo loro,i lavoratori non possono!
September 2nd, 2007 at 19:36 pm — Scrivi la tua opinione ↓
A come la vedo io…
bisognerebbe essere meno deboli…
Tutto dipende da:
1.se si ha e che laurea si ha
2.cosa si vuol fare della propria vita
3.cosa si fa per migliorarla
4.quanto si ama dormire
5.quanto tempo viene dedicato alla produttività personale
é chiaro che un’impresa (il quale unico e leggittimo interesse è massimizzare la resa e minimizzare i costi) nel momento in cui vi assume a progetto vi chiede una decina di ore di lavoro. Posto che il contratto a progetto formalmente non preclude un secondo lavoro… le ore sono quello che sono e non si può far di più. Smettete di pensare a mangiare, divertirvi e bighellonare fino a notte fonda (spero che ci siano universitari in ascolto). il tempo è denaro, la lucidità mentale è l’essenza della tua capacità. La giornata è di 24 ore, follia dormirne più di cinque, 8 ore al “progetto” 2 per mangiare riposare, 1 per lo sport… ancora 8 e dico 8 ore per tutto quello che la tua formazione ti permette di fare…
vuoi dormire? sappi che al ristorante non potrai pagare…
Sinceramente… io credo che con un po’ di fortuna ognuno ha ciò che si merita, la fortuna va anche aiutata… bisogna saper rinunciare, siamo imprenditori di noi stessi, occorre investire il tempo e le risorse senza mai trastullarsi e rilassarsi… chi non ce la fa? Selezione naturale… ps: il complotto mondiale? logico… non ci sono sufficienti risorse per sfamare tutti, ergo tutti non si può essere, ergo occorre fare 10 volte ciò che fa il tuo vicino di casa per garantirti la vita (dignitosa)…
non sono pazzo, ne ricco di famiglia.
Mamma casalinga, papà operaio, ho 27 anni e guadagno 18000 euro al mese netti (pago tutte le tasse e non spaccio)… signori torno al lavoro… buona fortuna a tutti…
September 2nd, 2007 at 20:41 pm — Scrivi la tua opinione ↓
47 anni, 2 figli all’università , marito con problemi di lavoro…se mi propongono un contratto di lavoro a progetto che faccio?? non lo accetto? ma siamo matti! secondo me è troppo superficiale dire non accettiamo i co.co.pro. E’ verissimo che sono una presa di giro però ognuno deve valutare la propria situazione.
Avrei una domanda da fare e cioé:”In caso di fallimento della ditta che ti ha assunto come co.co.pro, se hai da riscuotere dei mesi arretrati, cosa succede? chi tutela il lavoratore?”
Grazie
September 9th, 2007 at 11:56 am — Scrivi la tua opinione ↓
ciao M,
che lavoro fai?
e soprattutto hai una vita?
September 10th, 2007 at 10:01 am — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao Part60,
bella domanda, veramente una bella domanda.
Io non so rispondere ma, visto l’andazzo, non mi stupirei se non ci fosse alcuna tutela.
Saluti
September 17th, 2007 at 20:10 pm — Scrivi la tua opinione ↓
URGENTE..DOMANI HO UN COLLOQUIO…AIUTOOOOO :)
qualcuno puo’ darmi un consiglio???
Io lavoro per una soc con un contratto interinale III livello del commercio ke mi scadra’a dicembre (24000€ lordi l’anno, netti 1280/mese con 13ma e 14ma).
Ho fatto un colloquio con un altra societa’e mi ha proposto un “conveniente” contratto a progetto per un anno finalizzato all’assunzione…
QUALE DOVREBBE ESSERE UNA CIFRA “CONVENIENTE” PER CAMBIARE??
September 17th, 2007 at 22:35 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Attualmente sono in un azienda e ho un contratto Co.Co.Pro della durata di un anno (iniziato questo mese), ho ricevuto un’altra offerta di lavoro molto più interessante da parte di un’altra azienda e vorrei andarmene. Sul contratto a progetto c’è scritto che devo dare un preavviso di 30 giorni per potermene andare, se io me ne andassi prima dei 30 giorni previsti che conseguenze potrei avere? Nel contratto non ci sono clausole che si riferiscono a penali. Perderei solo lo stipendio delle giornate di assenza? Spero che possiate aiutarmi
September 19th, 2007 at 10:04 am — Scrivi la tua opinione ↓
Mauro
Se ti fai mettere nero su bianco (fattelo scrivere) dalla nuova azienda che nel caso di penali, le pagano loro, allora te ne puoi andare quando vuoi.
September 20th, 2007 at 22:38 pm — Scrivi la tua opinione ↓
salve, volevo chiedere una cosa.
ma quando si è lavoratori a progetto, se io voglio lasciare il lavoro , senza aspettae la fine del contratto, a cosa vado incontro??? sanzioni???…grazie
October 17th, 2007 at 14:56 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Scusate, ma perchè vi interessa così tanto la malattia? Forse perchè una volta (prima dei co.co.co) si utilizzava per fare lavori occasionali o secondi lavori o addirittura come ammortizzatore sociale quando si voleva cambiare posto di lavoro?
Il tfr, la tredicesima, la quattrordicesima… ma cosa sono? La conferma che il “dipendente” (parola che è già un offesa)non sa gestire i propri soldi e quindi ha bisogno che il datore di lavoro gli li metta da parte? Secondo me ai dipendenti bisognerebbe dagli lo stipendio lordo (3000 euro per un netto di 1000) e che si arrangino loro a versare le tasse e i contributi e mettersi da parte i soldi per la malattia o la maternità come fanno tutti gli artigiani e i professionisti e tutti quelli con partita iva.
Invece allo stato gli fa comodo il sostituto d’imposta perchè sennò altro che evasione.
Il vero problema non è l’assenza di questi “privilegi” ma la capacità di contrattare lo stipendio da parte dei lavoratori: volete la tredicesima? basta farsi aggiungere 100 euro al mese; volete il tfr? fatevi aggiungere altri 100 euro e così via per le altre richieste. Ma ve li dovete MERITARE. E allora qual’è il vero problema? è che i lavoratori sono stati abituati a pretendere un sacco di diritti senza mai parlare di doveri E MERITI. Tutti equiparati a prescindere dalla resa, regola per cui chi più lavora più è coglione (scusate il termine ma rende bene il concetto). Regola per cui chi non lavora se ne va con una buonuscita di migliaia di euro e chi lavora impegnandosi invece va in pensione con una stretta di mano.
Come avrete intuito io sto dall’altra parte, sono titolare di uno studio di progettazione e ho sempre assunto con contratti coordinati e continuativi perchè il livello di preparazione delle persone che si presentavano non era sufficiente nemmeno per coprire le spese di uno stipendio in apprendistato.
Purtroppo il lavoro qualcuno lo deve pagare e i miei clienti non sono disposti a pagare per un lavoro che richiede di una giornata di una persona esperta un mese di lavoro di una persona inesperta. I prezzi non li fanno i datori di lavoro ma il mercato.
Quindi secondo me i contratti di lavoro devono semplicemente essere commisurati alle effetive capacità dei lavoratori e non ai titoli di studio che non valgono praticamente più niente (tipo architetti o geometri che non conoscono le proiezioni ortogonali)
Nel mio studio una persona entra con esperienza zero e nel giro di tre anni diventa un professionista.
Il tempo che dedico alla sua formazione e gli errori che fa nel lavorare (perchè sbagliando si impara) chi me li paga? Perchè se uno frequenta un corso (dove impara poco o niente) è tutto contento di pagare, mentre se viene a fare esperienza nel mio studio e lo pago, mi accusa di essere uno sfruttatore?
Penso che la possibilità di stipula dei contratti a progetto non dovrebbe essere estesa tutte le aziende senza distinzione ma purtroppo è così.
Per cui sta a voi valutare se ne vale la pena, le persone che hanno lavorato nel mio studio hanno imparato una professione e chi ha voluto andarsene ha trovato subito un posto a tempo indeterminato con uno stipendio superiore alla media (la pratica vale di più della grammatica); chi ha lavorato con contratto a progetto per un callcenter o un’industria se ne va con le pive nel sacco e basta.
In colclusione posso dire che i contratti a progetto vanno bene solo si riceve in cambio una formazione e se il lavoratore è ambizioso, cioè è disposto ad investe su se stesso come fanno tutti i titolari di partita iva. Il fatto che non ci sia una limite stabilito al compenso può anche assere un vantaggio se si è dotati di esperienza e capacità contrattuali.
Buona fortuna.
October 27th, 2007 at 22:02 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Sono perfettamente daccordo con Marco! anche per la riforma degli ammortizzatori sociali… e degli stipendi “lordi”: anche se questo penso che avverrà molto difficilmente in uno stato assistenzalista e sociale come il nostro.
November 3rd, 2007 at 20:51 pm — Scrivi la tua opinione ↓
sono così arrabbiata…il 27 dicembre mi sposo…e tutte le mie colleghe mi dicono: che bello dove andrai in viaggio di nozze? sapete cosa rispondo???? da nessuna parte perchè il 27 è giovedì e il venerdì 28 devo andare al lavoro visto che il mio contratto a progetto non prevede i giorni dell’indennità matrimoniale come i contratti normali….ok non avrei fatto 15 giorni magari 2 o 3…. comunque non finisce qui….perchè poi mi dicono: allora se ti sposi poi avrai un bimbo….e io….vi lascio immaginare la risposta….non sopporto questi contratti a progetto continuano a dirci che non abbiamo il titolo di studio adatto per essere assunti e poi in azienda facciamo almeno io mi ritrovo a fare ore in più, lavoro in più, fatto pure meglio e senza tante lamentele altrimenti nella mischia sei la prima che silurano, non sto mai a casa perchè malattia e ferie sono giorni non pagati…..E’ VERGOGNOSO E POI DICONO CHE SI POTREBBE AVERE PIU’ CONTRATTI CONTEMPORANEAMENTE…..BALLE PERCHE’ DOVE LAVORO IO FACCIO 40 ORE LA SETTIMANA CON ORARI CHE DECIDE IL DATORE DI LAVORO COME FANNO LE MIE COLLEGHE CHE PERO’ SONO ASSUNTE A TEMPO INDETERMINATO. VERGOGNOSO. PROVATE A CHIEDERE AL MIO DATORE DI LAVORO SE VI DA UN PO PIU’ DI GARANZIE O VI ASSUME MAGARI ANCHE SOLO A TEMPO DETERMINATO…VI RISPONDERA’ CHE IL LAVORO POTREBBE IMPROVVISAMENTE DIMINUIRE E QUINDI NON PUO’ ESSERE SICURO CHE SERVA UNA PERSONA IN PIU’ E COMUNQUE SE NON VI ADASSE BENE QUELLA RISPOSTA VI FAREBBE VEDERE (COME A FATTO CON ME) IL MALLOPPO DI CURRICULUM SULLA SCRIVANIA DI GENTE CHE PRENDEREBBE IL VOSTRO POSTO ANCHE PER MOLTO MENO (ECONOMICAMENTE PARLANDO)E DA SUBITO….BISOGNEREBBE CHE NOI GIOVANI AVESSIMO LA FORZA ECONOMICA PER ROVESCIARE QUELLA SCRIVANIA E URLARE: ALLORA PRENDITI QUELLI!!!!!!! INVECE CHE ABBIAMO DENTRO TANTO ENTUSIASMO TANTA VOGLIA DI FARE (ALMENO PER ME E’ COSI’) E CI RITROVIAMO A PRENDERE BASTONATE OGNI GIORNO DI PIU’
November 9th, 2007 at 20:41 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Lavoro a progetto e condivido ciò che scrive Giorgio.
Dati i carichi di lavoro che normalmente vengono assegnati come e più di quelli ai contrattisti a tempo indeterminato, la legge dovrebbe prevedere che a questi tipi di contratti deve essere applicato il minimo di paga contrattuale aumentato del 25%. Giorgio
November 16th, 2007 at 14:31 pm — Scrivi la tua opinione ↓
DOMANDE PER ESPERTI:
1) Vorrei un chiarimento circa le leggi riguardo al CONTRATTO A PROGETTO e in particolare sul tema del recesso dal contratto in caso di INFORTUNIO E MALATTIA.
Nel testo di legge d.lgs 276/2003 si dice:
” il committente può comunque recedere dal contratto se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita dal contratto, qualora essa sia DETERMINATA, ovvero superiore a 30 giorni per i contratti di durata DETERMINABILE”
Mi domando: è lecito in un contratto individuale di durata dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2007 (quindi DETERMINATA=1 anno) prevedere comunque che per INFORTUNI O MALATTIE il committente possa recedere dal contratto oltre i 30 giorni (che sono un dodicesimo! mentre un sesto sarebbe 60 giorni)?
Non si tratta forse di una deroga in pejus alla norma di legge?!
2) Un lavoro a proegetto nel quale vi è l’esigenza di fare telefonate ai clienti e di fornire consulenza quando sono i clienti stessi a chiamare, senza contare la presenza di altre attività occasionali che esulano dal progetto….. non sarebbe di fatto un contratto di subordinazione?! anche se l’orario di lavoro è (certi giorni ed entro certi limiti) abbastanza libero??
Grazie
November 18th, 2007 at 22:24 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Salve a tutti. So che mi prenderete per pazzo ma volevo un vostro parere in merito alla mia situazione. 35 anni, avvocato, dopo alcuni anni di libera professione, per arrotondare entro nel mondo della consulenza ad un’azienda e, un anno dopo, vengo assunto a tempo intederminato da un importante gruppo bancario. Passano due anni e una Banca ancora più importante si pappa quella dove lavoro. Si inizia a parlare di esuberi, di cessione di rami d’azienda, di condizioni di lavoro ai limiti dello schiavismo (divieto di straordinari, timbrature per andare in bagno, controlli sul tempo lavorato tramite il pc, etc.); non sono fantasie: è il triste quadro dipinto dai colleghi che sono già stati distaccati presso gli uffici della banca acquirente. Veniamo al punto: il capo della società nella quale ho iniziato la mia attività di consulenza, persona con la quale ho un’ottimo rapporto, mi ha contattato proponendomi di rinunciare al contratto a tempo indeterminato per un contratto a progetto di 18 mesi con obbligo per la società, alla scadenza pattuita, di trasformare il contratto a progetto in contratto a tempo indeterminato. L’assunzione non può essere fatta ora perchè i sindacati farebbero un casino della madonna (questa Società si basa per il 70% sul lavoro di consulenti che lavorano lì da anni in attesa dell’assunzione). L’offerta economica mi porterebbe un introito mensile netto superiore di oltre mille euro rispetto all’attuale. Per intenderci: euro 2.800 netti mensili invece degli attuali euro 1.800 netti mensili. Oltre premi di produzione, al raggiungimento degli obiettivi, ogni tre mesi. Non è sicuramente poco. Sono in crisi. Dite che sono completamente folle? Vi ringrazio per l’attenzione. In bocca al lupo a tutti.
Attila
November 26th, 2007 at 18:59 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Di nuovo salve a tutti.
E’ un piacere vedere che la discussione, iniziata col mio post, stia andando avanti. Oggi ne ho un po per tutti, dai piccoli disgraziati come noi ai “capitani d’azienda”.
Ai capitani d’azienda faccio notare che il vostro vero capitale e’ quello che entra in ufficio tutti i giorni e che, se non coccolati, prima o poi se ne vanno. Parafrasando una nota pubblicita’: dire al capo delle risorse umane “Questo contratto e’ una presa in giro, da domani sono di un vostro diretto concorrente”, non ha prezzo. Probabilmente io lo faro’ lunedi’… e sto gia godendo come un porco :) E’ vero che per uno che va via dall’azienda ne possono entrare 1000 ma, chiedetevi, vale la pena di perdere gente in gamba? Io sono per la meritocrazia: se vali, se lavori bene, se sei disponibile e flessibile e’ giusto e sacrosanto che la tua azienda ti dia qualcosa in piu’. E’ giusto e moralmente obbligatorio che la tua azienda ti faccia sentire tranquillo, che il premio lo dia a te e non al nulla facente che ti siede accanto. Il reale problema e’ che ci sono datori di lavoro che se approfittano in modo vergognoso.
Il nocciolo della questione è che non si possono offrire buoni servizi se non si hanno buone persone e non si hanno buone persone se non ci si dedica ad esse.
D’altra, e’ vero che ci sono dipendenti che, una volta ottenuto il tempo indeterminato, T.I., (quindi sicuri di non essere licenziati) si sentono in diritto di incrociare le braccia (e ho molta paura che possa capitare anche me). Questo e’ male. Loro non si rendono conto che se l’azienda chiude, non c’e’ T.I. che tenga, si va tutti in mezzo ad una via.
Proprio in questi giorni mi sono trovato a dover decidere tra due offerte (di cui, ovviamente, non vi daro’ i dettagli). Una delle due era molto allettante ma ho deciso di accettare quella un po minore (si fa per dire xche’ erano 3000 euro in meno).
Ho valuto le persone, la qualita’ dell’azienda e le prospettive future…. Sto rischiando, sto dando fiducia sulla parola alla dirigenza dell’azienda e ho accettato un cocopro di 6 mesi.
Inoltre, voglio ricordare a tutti, anche a me stesso, che ogni tanto fa bene cambiare azienda mettendosi in gioco. E’ ovvio che non bisogna essere incoscienti.
Diciamolo apertamente, i soldi elargiti con molta generosita’ con i cocopro, sono recuperati (quasi per intero) con gli sgravi fiscali.
Per Samuele.
Considera che sul cocopro, il datore di lavoro ci scrive quello che vuole. Per esempio, sul mio contratto sono 20 gg in un anno.
Per Attila.
Sai meglio di me che contano solo le carte scritte. Se ti fa una lettera d’impegno sei in una botte di ferro altrimenti devi andare sulla fiducia. Tuttavia, puoi sempre rimanere dove sei e cominciare a “guardarti attorno”.
In bocca al lupo a tutti e a rivederci prossimamente su questi schermi.
Giorgio
November 30th, 2007 at 16:50 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Bene, bravi, bis!
A parte che devo supporre che alle mie domande non c’ è risposta (forse la legge Biagi di cui tutti parlano male non è stata letta cosi a fondo…).
Comunque penso che si è centrato il discorso:
- un conto è essere a progetto e svolgere attività altamente professionale quindi avere uno stipendio di 2500/300 Euro al mese e in questo caso personalmente non credo sia cosi male cari signori! (io farei anche uno stage, per 1500 euro al mese)
- un altro conto è essere a progetto e tagliare i salumi all’ipermercato con un contratto di lavoro tramite cooperativa e guadagnare 600 euro col contratto di 3 mesi
- un’altro conto ancora è essere laureato e avere un contratto a progetto in un attività o in un settore dove di fatto non si assume mai nessuno da secoli!
December 2nd, 2007 at 15:57 pm — Scrivi la tua opinione ↓
mamma mia ke roba!!
a breve devo decidere se accettare o meno un contratto a progetto per l’azienda per cui già lavoro con un contratto ke si kiama a prestazione occasionale…se nn accetto a progetto mi lasciano a casa..
ma scusate qnt è la detrazione fiscale??se io guadagno 8.50 all’ ora qn prendo nette??
ke skifi di italia..
perkè nn facciamo uno sciopero nazionale??nessuno ke lavora per meno di 1000 euro per un part time e 2000 per un full time??già ke ci siamo facciamo uno sciopero della fame ..nessuno + compera nulla cs abbassano anche i prezzi di tutto..eh??dai ci state???
December 12th, 2007 at 1:18 am — Scrivi la tua opinione ↓
ciao. Non so se qualcuno può aiutarmi. Ho un contratto a progetto con i patti di non concorrenza. Cioè oltre al fatto che a fine dicembre mi scade il contratto e se non mi riassumonosono sono pure obbligato a non poter lavorare per tutte le aziende concorrenti (dove potrei facilmente trovare lavoro). In pratica dovrei andare a fare un lavoro per cui non ho competenze, ma chi mi prenderebbe se ho fatto esperienza in un altro settore?? Qualcuno sa se è legale mettere i patti di non concorrenza su un contratto a progetto? So che la legge parla solo di lavoro subordinato e contratto d’agenzia?!
December 15th, 2007 at 18:11 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti!
Prima di tutto io non vedrei l’ipotesi di lavorare con un contratto a progetto estremamente in chiave negativa!
Il contratto a progetto racchiude intorno a se numerose opzioni che a seconda dei casi lo possono far diventare più vantaggioso di un contratto tempo inderminato e vi spiego perchè:
1) se un contratto a progetto è stipulato nello spirito della legge, cosa che mi rendo conto avviene in pochi casi, sicuramente sarete pagati al di sopra della media per avere una equa compensazione del rischio di essere lasciati a casa a termine contratto;
2) se un contratto a progetto è stipulato nello spirito di fregarvi facendovi lavorare come lavoratore subordinato, cosa che avviene più di frequente e assolutamente illegale, vi basta soltanto raccogliere le prove della subordinazione attraverso continuità dell’orario di lavoro, concessione ferie, ordini scritti impartiti dal capo (che non dovrebbe esistere) e contestare legalmente la natura subordinata del contratto;
In entrambi i casi, sono sicuro che alla fine riceverete più soldi di quelli che vi aspettavate.
In verità sono proprio le Aziende a non essere consapevoli DI quali rischi corrono ad assumere un lavoratore a progetto pensando di risparmiare qualche soldino col fisco: UN FALSO CONTRATTO A PROGETTO SE CONTESTATO LEGALMENTE PORTA A DOVER ASSUMERE IL LAVORATORE A TEMPO INDETERMINATO ED A DOVERGLI CORRISPONDERE TUTTI GLI STIPENDI INTERCORSI TRA LA DATA DEL LICENZIAMENTO (TERMINE CONTRATTO) E LA DATA DI EMISSIONE DELLA SENTENZA GIUDIZIALE….E CON I NORMALI TEMPI DI ATTESA PER I PROCESSI SI PARLA DI PIU’ DI UN ANNO DI RETRIBUZIONI!!!!
December 20th, 2007 at 12:17 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Per Enzo:
prima di tutto hai perfettamente ragione nel senso che il contratto a progetto non è un contratto negativo a prescindere.
Tuttavia mi limito a rilevare come molte collaborazioni si collochino in un aria grigia tra il lavoro autonomo e il lavoro subordinato: ad esempio ti viene detto che l’orario di lavoro è libero ma poi nella prassi ti viene richiesto un orario specifico per determinati giorni e/o determinate esigenze.
Lo stesso coordinamento e quindi assenza di subordinazione è un concetto abbastanza ambiguo: non trovo molta differenza tra il coordinatore di un ente di formazione (che gestisce il lavoro dei collaboratori e ne valuta risultati) e il capo filiale di un’agenzia per il lavoro (che gestisce il lavoro dei dipendenti e ne valuta i risultati), giusto per citarti un esempio in un settore che conosco molto bene.
Infine ci sono diverse sentenze (le più recenti del tribunale di Lecce, dai un’ occhiata su www.fmb.unimore.it collana di dossier ADAPT) che dimostrano come i giudici in questi casi di incertezza (che ti ripeto sono i più diffusi) non avendo elementi diretti e univoci tendono a non trasformare il contratto a progetto in tempo indeterminato quindi la cosa non è cosi semplice come la fai tu.
Ripeto: penso proprio che siano poche le aziende che applicano contratti a progetto che sono in realtà del tutto uguali a contratti di subordinazione: il problema sono quei contratti che hanno caratteristiche di entrambe le tipologie.
La cosa brutta è che tutte queste aziende vedono il personale come uno strumento per guadagnare di più risparmiando il più possibile senza pensare a nessuna politica di inserimento, formazione e crescita.
Del resto siamo in Italia! e secondo fonti autorevoli (OCSE, Eurostat) siamo il peggior mercato del lavoro d’europa.
December 22nd, 2007 at 19:10 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Caro Samuele,
Concordo perfettamente quanto dici!
Io penso che chi accetta un contratto a progetto lo fa nella piena consapevolezza che si tratta di una situazione lavorativa provvisoria per lavorare a termine senza bisogno di dover aprire una costosa partita IVA.
Chi lavora con un contratto a progetto NON DEVE smettere di fare colloqui di lavoro e non appena arriva il posto a tempo indeterminato, una stretta di mano e tanti saluti!!!!
Io ho voluto solo mettere in evidenza il fatto che le Aziende pur approfittandosene a piene mani di questi pseudo contratti rischiano alla grande nel vedersi contestata una subordinazione nel lavoro, e credimi basta un pizzico di furbizia e malizia per procurarsi le prove scritte ed il gioco e fatto.
E’ chiaro che se uno fa causa ad un azienda senza prima essersi precostituito delle prove efficaci della sua subordinazione rischierà di vedersi negato ogni diritto per via della ovvia discrezionalità del giudice.
Grazie per il tuo commento, ciao!
December 28th, 2007 at 17:20 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Buongiorno Enzo e buongiorno a tutti,
scrivo in questo ultimo giorno del 2007 naturalmente facendo i migliori auguri di un Buon Anno Nuovo a tutti voi!
negli ultimi tempi ho riflettuto molto sui nuovi lavori, sulla flessibilità e sulla disoccupazione in Italia (a questo proposito vi consiglio un ottimo saggio di Luciano Gallino dal titolo “Il costo umano della flessibilità”).
La mia sensazione come quella di molti miei amici,colleghi e conoscenti è quella che siamo di fronte a un periodo ancora di forte cambiamento nell’economia e nell’organizzazione del lavoro purtroppo ostacolato dall’immobilismo della nostra classe politica e dalla miopia (o forse dall’interesse politico?!) di associazioni di categoria, sindacati e quant’altro.
Vi racconto un aneddoto divertente:
tempo fa ho partecipato per pura curiosità a un incontro della NIDL (sindacato dei lavoratori precari della CGIL) promosso prima del famoso referendum sul welfare: ebbene volete sapere quante persone c’erano oltre a me alla Camera del Lavoro?
…
solo quattro persone di cui una era un giornalista di un giornale locale!
Poi ho provato prima imbarazzo e poi addirittura vergogna quando ho visto uno dei dirigenti del sindacato prestare più attenzione alle domande del giovane giornalista che a quelle dei tre presenti, tra cui me!
anzi addirittura alla mia domanda: “perchè la CIGL è contro l’istituto della Certificazione dei contratti?” nessuno è stato in grado di rispondere.
Eppure stava scritto su un volantino che mi era appena stato distribuito!
Eppure… già. Ma questo sindacato cos’è ?
Io penso che dovremmo tutti andare in una stessa direzione ossia:
1) riduzione della disoccupazione strutturale(e non solo per rispettare il patto di Lisbona)
2) maggiore informazione sia alle imprese che ai lavoratori in tema di mercato del lavoro, contratti, diritti e doveri
3)promozione di un’occupazione di qualità e conseguente riduzione di quello che vediamo tutti i giorni sui luoghi di lavoro: scarsa sicurezza, scarso rispetto per le persone, discriminazioni di genere, discriminazioni di altro tipo, mobbing, nonnismo
Per il 2008 mi piacerebbe riunire in un ASSOCIAZIONE tutte le persone che vogliono battersi per queste cause o che semplicemente vogliono scambiare opinioni e chiedere consigli sulle tematiche legate al lavoro e all’occupazione.
Chi, come me, pensa che il DIALOGO e l’UNIONE sia alla base dello sviluppo e del progresso nel mondo del lavoro può scrivermi all’indirizzo
samuele_bozz@libero.it
Per il 2008 andiamo tutti in una stessa direzione che è meglio!
BUON ANNO NUOVO!!!
Samuele
December 31st, 2007 at 15:59 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Purtroppo si va sempre + indietro….E’ chiaro che è un contratto da schiavitù se offrono 1000 Euro lordi, contando che NON ci sono ferie pagate, malattia, TFR zero, contributi pensionistici penso che siano irrisori…. in + contando che si può lavorare anche di domenica…Altro che straordinari pagati !! Eppure il mercato offre questo…anzi, solo questo! E’ sempre peggio!!
January 11th, 2008 at 22:56 pm — Scrivi la tua opinione ↓
CIAO RAGAZZI,
COME LA MAGGIOR PARTE DI VOI HO UN CONTRATTO A PROGETTO E IN PIù ARROTONDO COME POSSO. C’E’ CHI DICE CHE E’ COLPA DI PERSONE COME ME SE LE COSE NON CAMBIANO, MA IO IN QUALCHE MODO DEVO CAMPARE, VIVO PER CONTO MIO E LE SPESE SONO TANTE (LUCE, ACQUA, AUTO, CIBO); NON CI SONO MAMMINA E PAPINO PRONTI A PAGARE E PENSO CHE SIANO TANTE LE PERSONE NELLA MIA POSIZIONE O IN UNA POSIZIONE ANCHE PEGGIORE. AUGURI A TUTTI
January 12th, 2008 at 15:53 pm — Scrivi la tua opinione ↓
CONTRATTI A PROGETTO NON TUTELATI!
Non esiste un adeguato controllo per i contratti a progetto. Io ho firmato il terzo contratto a Progetto, il primo di 1 mese il secondo di 2 mesi e il terzo di un anno per svolgere un lavoro di “accoglienza al cliente” ma in realtà faccio parte della “sicurezza” perché invece di accogliere il cliente in negozio come mi avevano detto, mi hanno sbattuto dentro un parcheggio sotterraneo a controllare i delinquenti che borseggiano i clienti, senza contare l’aria che si respira in 12 ore giornaliere tra i tubi di scarico delle auto. Tutto questo 7 giorni su 7 accumulando 300 ore al mese lavorativi, ma guai se dici che son troppi perché allora non servi al loro “progetto” e quindi vieni licenziato. Il guaio e che non ho 20 anni ma 50 e quando arrivo a casa sono talmente stanco e demoralizzato che non riesco nemmeno a cenare.
January 19th, 2008 at 16:40 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Chi loda questi tipi di contratto vorrei tanto sapere cosa ha fatto nella vita .Fino a che eta’ si è fatto mantenere.Molti che lodano queste cose sono proprietari imprenditori di ditte acquisite dalla famiglia ,che molte volte vanno a rotoli ,perchè non avendo mai sofferto,sono ignoranti nel gestirle.Vi farei campare io alle mie condizioni per farvi cambiare quella testa di c***o che vi ritrovate.Nati con la camicia ,raccomandati,si ce lo con voi..almeno state zitti ..che se fossero tutti come me avreste vita lavorativa e impreditoriale molto breve…
January 23rd, 2008 at 13:18 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Purtroppo oggi siamo spaccati in due:
- i fortunati assunti a tempo indeterminato e magari con dei bei lavori
- e i “disgraziati” assunti a progetto, in stage, tirocinio formativo, associazione in partecipazione, ecc e chi piu ne ha piu ne metta…
VERGOGNOSO! soprattutto quando la produttività di cui si parla tanto tende ad essere bassa per i fortunati e alta a ritmi massacranti invece per quelli che devono sempre guadagnarsi una riconferma.
Per il resto attenzione:
In USA e (o anche in Svizzera) praticamente il contratto a tempo indeterminato non esiste eppure:
1) si trova lavoro facilmente (anche dopo un licenziamento!)
2) i licenziamenti non sono poi cosi frequenti e in generale la produttività è piu alta
3) si guadagna di piu
Attenzione quindi a non confondore il discorso della precarietà con quello del livello dei salari!
Per il resto aprite gli occhi e guardatevi in giro: questo paese diventerà sempre più povero a causa di problemi strutturali ai quali non è mai stata trovata soluzione. Ovvio che come sempre chi paga di più sono gli ultimi della classe…
January 25th, 2008 at 0:17 am — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao!
per rispondere a samuele, la piuparte dei lavori in svizzera sono giustamente a tempo indeterminato! E raro avere un lavoro a tempo determinato, il cosidetto “lavoro temporaneo”.
Ma ciò non significa che i lavoratori cambiano spesso lavoro a secondo delle proprie esigenze sia per quanto riguarda lo stipendio, localizzazione del lavoro, interesse dell’attività etc… ma lì c’è tanto lavoro, e questo fa una bella differenza! Il mercato è molto più flessibile e non hai le aziende che provano ad approfittarne alle spese del lavoratore…
Ecco… buon pomeriggio a tutti… dai, mettiamoci a lavorare! ;-))
sara
February 7th, 2008 at 17:07 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Novità sul contratto a progetto e indicazioni da parte del Ministero del lavoro sugli organi preposti alle attività ispettive al seguente link:
http://www.fmb.unimore.it/on-line/Home/articolo2564.html
Il materiale deriva dal sito della Fondazione Marco Biagi dell’Università di Modena e Reggio Emilia dove studio per la laurea specilistica in Relazioni di lavoro, pertanto è assolutamente sicuro (nonchè protetto da virus vari, il che è secondario…)
February 18th, 2008 at 0:01 am — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti.
Sono anch’io una lavoratrice a progetto!! Prendo circa 1000€ netti al mese! Lavoro circa 30 ore in ufficio e circa 10-15 a casa.
Ho due bambini. In tutto per le mie due gravidanze sono stata a casa 5 mesi e mezzo….
Per entrambe sono stata a casa 15 giorni prima del parto e sono tornata circa 1 mese e mezzo dopo.
Il mio capo, bravissima persona, mi ha detto :”O torni o stai a casa!”.
No comment!!!
A presto
February 24th, 2008 at 0:14 am — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao Micia,
Non posso far altro che esser solidale con te.
Tuttavia, cerca (ed e’ difficile :( ) di vederne l’unico lato positivo: hai un lavoro.
Purtroppo, sento dire da alcuni colleghi/e che, molto spesso, se ai colloqui rispondi che “desideri dei bambini” , vieni scartata a priori.
E poi, in tv, si sentono discorsi del tipo “gli italiani fanno pochi figli” e che quei pochi figli sono dei “bamboccioni”.
:( :( :(
Ciao e in bocca al lupo,
Giorgio
February 29th, 2008 at 23:59 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Come tanti voi ho accettato un contratto a progetto con l’inizio il 1 aprile e così per curiosità sono venuta qua a capirne di più.
Vivendo da sola ho bisogno di lavorare e quindi…
si accetta un pò di tutto, considerando che è un contratto che scade a fine anno…
quindi in un certo senso una garanzia monetaria.
Volevo capire una cosa: ma se io prendo due settimane / tre o quanto sia d’estate… quanto tempo prima devo chiedere un preavviso? E soprattutto… quanto mi scalano considerano che i netti al mese sono 1000?
Il lavoro è la classica posizione di segretariato!
March 6th, 2008 at 18:33 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao Giorgio,
hai ragione…
E’ vero che ho un lavoro ma a che prezzo!!!
In ufficio ormai non vengo quasi più considerata…Chi non ha figli è premiato in tutto….
E la laurea a che serve??? Ad essere appesa…
Vorrei fare dei corsi di aggiornamento ma il mio capo mi ha detto NO!!! Io li farei ugualmente ma il costo è troppo elevato…un mese di stipendio è troppo…
Sono in questo studio professionale da 7 anni e quelli nuovi vengono considerati molto più di me…non so se andrò avanti ancora per molto…o cerco un altro lavoro oppure sto a casa direttamente…tanto non si accorgerebbe nessuno della mia assenza…
Il mio capo fa battutine stronze in continuazione…lo so che scerza ma quando è troppo è troppo….
Mio marito guadagna abbastanza ma mi dice d’andare a lavorare ugualmente, di fregarmene di tutto e di tutti …effettivamente cosa sto a casa a fare…mi verrebbe la depressione…
Boh, non so ma il part-time è prezioso e non è facile da trovare…
scusate per lo sfogo ma a volte serve…
March 9th, 2008 at 15:15 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Per Giorgio,
ho sentito che dopo 5 anni che lavori a progetto nella stessa azienda ti trmutano il contratto a tempo indeterminato…è vero???
Grazie
March 9th, 2008 at 15:17 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Mi permetto di rispondere alla domanda io:
purtroppo no, non esiste alcun limite al rinnovo di contratti a progetto aventi analogo progetto (o programma o fase di esso) o anche progetto diverso.
Tuttavia ci sono importanti novità da parte della Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 4 del 29/01/2008 -IMPORTANTE, LEGGETE ATTENTAMENTE TUTTI!-
La Direzione Generale per l’attività ispettiva del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, con circolare n. 4 del 29 gennaio 2008, ha fornito le indicazioni operative, per i propri uffici periferici, al fine di uniformare l’attività di vigilanza riguardante le collaborazioni coordinate e continuative nelle modalità a progetto di cui agli artt. 61 e ss. del Decreto Legislativo n. 276/2003. La circolare fornisce le seguenti indicazioni al fine di interpretare la genuinità del contratto a progetto:
1) forma scritta
2) specificità del progetto o del programma di lavoro o fase di esso (non può coincidere integralmente con l’attività principale o accessoria dell’impresa come risultante dall’oggetto sociale). In pratica, il progetto non può limitarsi a descrivere il mero svolgimento della normale attività produttiva né può consistere nella semplice elencazione del contenuto tipico delle mansioni affidate al collaboratore
3) verificare le modalità di inserimento del collaboratore nel contesto aziendale del committente (valutare la tipologia e le modalità in cui si esplica l’inserimento nell’organizzazione aziendale specie con riguardo alle forme di coordinamento)
4) il contenuto della prestazione non deve essere elementare, ripetitivo e predeterminato in quanto non compatibile con una attività di carattere progettuale
5) in capo al collaboratore, fermo restando il collegamento funzionale con la struttura organizzativa del committente, deve residuare un’autonomia di scelta sulle modalità esecutive di svolgimento della prestazione
6) verifica del potere disciplinare attuato, anche in forma sanzionatoria, dallo stesso committente
7) il compenso non deve essere esclusivamente legato al tempo della prestazione, ma deve essere riferibile anche al risultato enucleato nel progetto
8) elemento di valutazione per il disconoscimento del contratto a progetto potrebbe essere la mono-committenza
9) vanno attentamente valutate le proroghe ed i rinnovi del contratto di collaborazione.
Infine, la circolare evidenzia le seguenti tipologie di attività che mal si conciliano con quella del contratto a progetto: addetti alla distribuzione di bollette o consegna di giornali; addetti alle agenzie ippiche; autisti e autotrasportatori; babysitter e badanti; baristi e camerieri; commessi ed addetti alle vendite; custodi e portieri; estetisti e parrucchieri; facchini; istruttori di autoscuola; letturisti di contatori; manutentori; muratori e qualifiche operaie dell’edilizia; piloti ed assistenti di volo; prestatori di manodopera nel settore agricolo; addetti alle attività di segreteria e terminalisti.
Fate girare… chi vuole intendere intenda!!!
Personalmente sono collaboratore a progetto da piu di un anno con lo stesso committente e mi han rinnovato 3 volte il contratto: da qualche tempo ho iniziato una minuziosa operazione di “raccolta” di tutte le e-mail e i documenti che, a mio avviso, rappresentano chiari indizi di un rapporto subordinato e di esercizio di potere direttivo, disciplinare e di controllo sistematico sull’attività svolta nonchè sulle modalità operative della prestazione… per finire l’oggetto stesso del progetto scritto in contratto viene CONTINUAMENTE modificato dal committente senza consenso delle parti.
Chi vuole intendere intenda…
LAVORATORI FATEVI FURBI! NON ACCETTATE TUTTO! LA LIBERTA’ E’ UN DIRITTO CHE SI CONQUISTA SUL POSTO DI LAVORO
March 10th, 2008 at 23:48 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ciao a tutti. Ovviamente ho anche io un contratto a progetto. Secondo voi è possibile richiedere fare una causa che abbia un senso perchè lavoro come addetta alle vendite (biglietteria e libreria)? Ovviamente sul mio contratto non c’è scritto ma io ho degli orari di lavoro (quelli di apertura del museo). Secondo me ci sono i presupposti per una causa, voi che ne pensate?
March 20th, 2008 at 17:58 pm — Scrivi la tua opinione ↓
ho lavorato più di 3 mesi fa ormai per un contratto occasionale. tutto regolare, tutto a posto…ma non mi hanno ancora pagato..cosa posso fare? a chi posso rivolgermi?
March 20th, 2008 at 22:13 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Grazie Malcom X per aver risposto. Io non avrei saputo essere cosi’ esauriente.
Purtroppo ci troviamo in un periodo di crisi economica molto brutto e di lavoro ce ne e’ poco. La crisi non durera’ per sempre e quando finira’, si riuscira’ a cambiare lavoro molto facilmete. Il risultato sara’ che nessuno proporra’ i cocopro.
Buona Pasqua a tutti
March 23rd, 2008 at 20:00 pm — Scrivi la tua opinione ↓
ciao a tutti!
mi hanno proposto un contratto a tempo determinato. con questo tipo di contratto vengono pagate le ferie, malattie ? e la pensione inps?
per chi voleva sapere se veniva pagata la pensione inps con i contratti a progetto, VI CONFERMO DI NO. NEL SENSO che vengono versati si dei contributi, ma in una cassa a parte, non valevole ai fini della cassa inps. la cassa di cui prima, per i lavoratori a progetto, permette di avere una pensione veramente bassa, dopo avere lavor