Continua a diminuire la disoccupazione, ma cresce la fascia di ‘’inattivi'’
Thursday 29 May 2008 @ 2:43 pm
Dopo la fase di crescita degli ultimi anni, nel 2007 rallenta il mercato del lavoro in Italia. Poco più di un milione e mezzo i disoccupati, circa un milione in meno rispetto a 10 anni prima.
ROMA - Dopo la fase di crescita degli ultimi anni, nel 2007 rallenta il mercato del lavoro in Italia. Continua a diminuire la disoccupazione, ma questo non corrisponde ad un aumento del numero degli occupati, a crescere è invece il tasso di inattività. Lo rivela il rapporto annuale Istat 2007. Secondo l’istituto di statistica l”occupazione è cresciuta lo scorso anno ad un ritmo dimezzato rispetto al 2006, concentrandosi soprattutto nelle regioni del Nord dove per i due terzi l’espansione è dovuta alla forza lavoro straniera. Nel 2007 il tasso di attività si attesta infatti al 62,5% contro il 70,5% che si registra invece nell’Europa a 27. A due anni dal traguardo fissato per il 2010 sembra quindi difficile per l’Italia riuscire ad onorare gli impegni fissati a Lisbona.
La disoccupazione continua comunque a scendere, con un ritmo costante che va avanti ormai dal 1999. Un calo che tende a rafforzarsi a partire dal 2004. Nel 2007 i disoccupati in Italia erano poco più di un milione e mezzo, circa un milione in meno rispetto a dieci anni prima. Il fenomeno non interessa però soltanto il nostro paese, anche nell’Ue il rapporto tra le persone in cerca di impiego e le forze lavoro è sceso dal 9% del 2004 al 7,1% del 2007. Ma se negli altri paesi europei il restringersi dell’area di disoccupazione corrisponde a una minore inattività, questo non succede in Italia dove a partire dal 2003, la diminuzione dei disoccupati non si è accompagnata ad un aumento significativo dell’occupazione. A crescere è stata invece la fascia di inattività.
Tra le persone con un’età compresa tra i 15 e i 64 anni infatti, gli inattivi sono aumentati fino al 2005, con un lieve calo nel 2006 e una ripresa nell’ultimo anno. Tra gli inattivi l’Istituto di statistica distingue due tipologie di persone. Una distante dal mercato del lavoro costituita da chi non è disponibile né interessato a lavorare, come i pensionati e i giovani studenti, l’altra composta invece da soggetti a vario titolo disposti a lavorare e che rientrano quindi nella cosiddetta “zona grigia”. Nel 2007 facevano parte di quest’area circa tre milioni di persone, 318 mila in più rispetto al 2004. Il fenomeno è localizzato nove volte su dieci nel Sud Italia e riguarda per due terzi le donne. (ec)
Fonte ISTAT


i dati visti cosi sembrano abbastanza allarmanti
May 29th, 2008 at 18:38 pm — Scrivi la tua opinione ↓
alloa io appartengo ad una catogoria protetta sono 2 anni che sono a casa dopo lo studio che per una crisi non ho terminato più ,detatto da delle docenti che non hanno voglia di lavorare ma almeno loro non piangono il posto di lavoro, e cerco lavoro (visto che la voglia di fare non mi manca)ma sopratutto perchè le spese sanitarie non mi vengono riconosciute per un problema di salute che non vogliono riconosce.
Dovevano provvedere all’aiuto di persone con una legge speciale che tutela le persone che come me hanno subito incidenti di varia natura lungo il cammin della vita riguardo la salute. Per legge.
A distanza di tempo io mi sento più male ora di ciò che ho subito .Sono stata emarginata da tutto e da tutti un peso mostroso alla mia famiglia e a me stessa.
Questo vi serva come riflessione,da una ragazza della provincia di Varese.
May 30th, 2008 at 16:07 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Condivido parte di questa ricerca. Come dice la fonte ISTAT i disoccupati, gli inoccupati e tutti gli altri soggetti che restano fuori dal mercato del lavoro, devono essere divisi o meglio raggruppati almeno in tre categorie: quelli che rimangono fuori dal mercato del lavoro perchè ancora impegnati negli studi, quelli che non sono interessati a lavorare perchè pensionati e quelli (secondo me la maggioranza) che sono stufi di cercare lavoro, fare domande e aspettare invano un possibile colloquio con la speranza di trovare un posto di lavoro o rientrare nel mondo lavorativo.
Io faccio parte di questa categoria….e secondo il mio parere, fondato più su esperienza personale che su dati e statistiche, che la disoccupazione sia diminuita può essere dovuto al fatto che molti immigrati sono entrati nella realtà lavorativa italiana, ma questo non toglie che moltissimi altri soggetti, soprattutto compresi in una fascia di età sopra i 40 anni, ne rimangano fuori senza possibilità di rientro.
Non siamo pensionati e non siamo più competitivi, abbiamo esperienza ma non abbiamo l’età….. a allora?
Da parte delle aziende pretendere la botte piena e la serva ubriaca è un pò troppo, ma questa è la realtà.
June 6th, 2008 at 15:04 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Triste che ci siano donne che rinunciano a cercare lavoro. Triste però di più che non lo trovi le donne che lo cerchino. Non sceglierei mai di fare la casalinga, non sono così mentecatta, e vorrei che i datori di lavoro lo capissero!
June 9th, 2008 at 15:04 pm — Scrivi la tua opinione ↓
a proposito di lavoro, perchè non denunciamo anche il fatto che molte aziende, quasi tutte , mettono dei limiti di età molto precisi, quando il decreto legislativo 216/03 che recepisce la Direttiva Europea 2000/78 CE, prevede nell’art. 3 “la parità di trattamento ,senza distinzionendi religione, sesso, età,convinzioni personali, ecc., per cui ritengo di essere stato in quest’ultimo periodo , discriminato in molte scelte ,vista la presenza specifica di un limite di età. Questo non rispetta la legge italiana e le normative europee, però nessuno fa nulla per modificare questa situazione…
June 9th, 2008 at 16:32 pm — Scrivi la tua opinione ↓
ok disoccupazione va bene ma se non ci diamo una mossa!!!!
C’è LA POSSIBILITA’
telelavoro in internet
OGNI GIORNO FACCIO ANNUNCI PROPONENDO UN TELELAVORO SERIO CHE è GIà DA 10 ANNI COLLAUDATo ma la gente è scettica e ha sempre paura di essere imbrogliata …e così nn si va da nessuna parte forse siamo ancora troppo tradizionali in fatto di lavorare
Il lavoro fisso per tutta la vita non esiste più,
siamo troppo precari ok agenzie di lavoro per sei mesi un anno sempre paura del licenziamento
Chi come me ha 50 anni,neppure andare in cerca
ti trovano per fare solo badanti pulizia scale ok va bene pure quello,ma nn basta a tirare avanti una famiglia con i figli che ancora studiano ,nn esiste
Allora che fare!!! ho cominciato con telelavoro
HO fatto due mesi di informatica corsi per casalinghe proviamo ed è andata bene!!!
June 10th, 2008 at 12:10 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Da due anni mi trovo a Barcellona. Sono venuta qui per cercare lavoro perchè la situazione dell’Italia per i laureati è disastrosa. L’idea iniziale era di restarci un paio d’anni per accumulare un poco d’esperienza. In Italia si parla ancora di diminuzione della disoccupazione, ma ricordiamoci che stiamo vivendo nell’era dell’interinale. La situazione in cui mi trovo attualmente è a dir poco incomoda. Mi trovo male in questo Paese, apparentemente simile al nostro, ma che vive una situazione di arretratezza culturale che è difficile spiegare a chi qui non ha vissuto o c’è stato solo per turismo. Vorrei tornare in Italia, ma sembra che il nostro Paese vada di male in peggio. Le normative europee non possono fare molto quando un Paese corrotto come il nostro non fa niente per cambiare la sua situazione. E dicendo che l’Italia è un paese crrotto significa che lo siamo tutti noi italiani, quelli che eleggono la classe dirigente. Concludo dicendo che a Barcellona i giovani (quasi ttui laureati) che si trovano più o meno nella mia stessa situazione, sono 40.000. Mettiamoci la mano sulla coscienza, italiani!
June 11th, 2008 at 1:38 am — Scrivi la tua opinione ↓
condivido queste opinioni , purtroppo non c’è flessibilità ; se abbiamo un’occupazione dobbiamo tenercela stretta perchè non c’è possibilità di poter cambiare per migliorare sia professionalmente che economicamente come avviene in altre parti del mondo ,già intorno ai 35 anni non possiamo permetterci idee di cercare lavoro . E così con questo handicap non cresciamo come persone e tantomeno ci sviluppiamo come nazione ! Poveri noi
June 11th, 2008 at 17:24 pm — Scrivi la tua opinione ↓