A Torino la prima conferenza del SSN che affronta il tema della Sicurezza sul Lavoro
Thursday 28 June 2007 @ 11:14 am
Si muovono i primi passi verso una presa di coscienza chiara e risolutiva della piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro.
Di seguito riportiamo le parole del Ministro della Sanità, Livia Turco, augurandoci vivamente che l’impegno certamente rintracciabile nel programma sia il leitmotiv di una seria campagna volta alla risoluzione tempestiva di questi tragici accadimenti.
“Oggi a Torino si inaugura la Prima conferenza del Servizio sanitario nazionale sulla salute e il lavoro. Il nostro obiettivo è chiaro. Unire le forze, le idee, la progettualità e il saper «fare» di tutti gli attori del sistema e porre le condizioni - normative, culturali, economiche, gestionali e organizzative - per far sì che il lavoro sia sempre fattore di vita e di progresso e non diventi mai causa di morte, malattia e sfruttamento. È un impegno che questo governo ha assunto con decisione fin dall’inizio del suo mandato. Per una nuova dignità del lavoro, dove siano di casa il rispetto della persona e l’attenzione ai suoi bisogni nelle diverse fasi della vita. Con un sistema di tutela della sicurezza e della salute, quale elemento primario del diritto al lavoro.
La realtà, come sappiamo, è ancora ben diversa. Mi limiterò a ricordare che in questo momento nell’Unione Europea ogni cinque secondi si registra un infortunio sul lavoro e ogni due ore un infortunio si conclude con la morte di un lavoratore. E questo accade, quasi sempre, anche in Italia, non per imperizia o per tragica fatalità ma perché il lavoratore non è adeguatamente protetto dai rischi. L’attività ispettiva e di vigilanza è ancora troppo incerta ed episodica e ai controlli e alle sanzioni sfuggono troppe aree e tipologie di impiego. Ma anche perché permane una concezione della tutela ancora troppo limitata alla prevenzione dell’incidente, eludendo la presa in carico complessiva della salute del lavoratore. Il tutto in un contesto dove la difficile emersione del lavoro irregolare costituisce uno dei maggiori problemi per una reale ed efficace azione di prevenzione e promozione della salute.
Per questo serve una svolta. Decisa, chiara, capace di ricondurre alla «sola eccezionalità» l’evento avverso e in grado di fornire al lavoratore una rete integrata di protezione. Per tutto l’arco della sua vita e in qualsiasi ambito occupazionale. Ed è forse questa la maggiore novità del «Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro» approvato dal governo e ora all’esame del Parlamento che, non a caso, inquadra le strutture del Ssn quali enti di coordinamento dell’insieme delle attività di prevenzione, ispezione e controllo. E nuovo è anche l’approccio che stiamo seguendo nella definizione del Patto con le Regioni per la promozione della salute e la prevenzione sul lavoro.
Ne anticipo alcune linee portanti: la realizzazione del Sistema informativo nazionale di prevenzione nei luoghi di lavoro per eliminare l’attuale dispersione delle conoscenze; la realizzazione di uno specifico Piano nazionale di prevenzione; il potenziamento operativo dei servizi delle Asl, con l’obiettivo di effettuare almeno 250 mila interventi ispettivi/anno (a fronte dei 75 mila svolti oggi); l’aggiornamento continuo degli operatori, per adeguare l’attività di prevenzione alle esigenze di tutela della salute in un mercato del lavoro in continua evoluzione.
Ma oggi, come dicevo, siamo di fronte anche a un’altra grande sfida: assumere il lavoro come grande determinante della salute avviando una riorganizzazione del «tempo-spazio» lavoro in tutte le sue forme e fasi. Il lavoro quale fattore primario dell’equilibrio psico-fisico della persona e della sua affermazione sociale e civile. Il lavoro che entra nella sfera del benessere del cittadino, attuando la strategia dell’Organizzazione mondiale della sanità per la promozione della «salute in tutte le politiche», comprese quelle del lavoro. Questa è la linea che abbiamo scelto. Per un diverso equilibrio tra lavoro e famiglia, per il primato della persona rispetto alla produzione. E per riaffermare il diritto al lavoro in salute. Sempre. Per tutti. Senza compromessi.”
Thursday 28 June 2007 @ 11:14 am | Permalink |


Bella iniziativa-
June 28th, 2007 at 17:09 pm — Scrivi la tua opinione ↓
E’ un argomento veramente interessante. Finalmente dopo tanti anni di lotta,per una politica di sicurezza sul lavoro, c’e’ un po’ piu’ di coscienza e attenzione rivolta a questo argomento.
Cosa si deve fare x diventare un operatore responsabile della sicurezza sul lavoro?
July 6th, 2007 at 12:01 pm — Scrivi la tua opinione ↓