A prova di domande
Thursday 23 February 2006 @ 12:01 pm
Durante il colloquio di lavoro metti tutto in gioco. Il tuo profilo li convince, per questo ti hanno chiamato, ora dovranno verificarlo e farsi un’idea di com’è la tua personalità, quali sono i tuoi progetti e come ti esprimi verbalmente e corporalmente.
Anche se possono sempre sorprenderti con domande che non immagineresti mai, generalmente ricorrono alle stesse questioni. Per questo, è preferibile prepararsi in anticipo evitando per quanto possibile l’improvvisazione.
Autoconoscenza
Le domande più difficili saranno quelle personali. È indispensabile, prima di recarsi al colloquio, realizzare un lavoro di “autoconoscenza”. Rifletti sui punti forti e sui punti deboli della tua personalità, pensa ai tuoi difetti, a come potresti migliorarli ed agli aspetti più positivi del tuo carattere. Durante il colloquio ti potranno fare domande come:
- Come ti definiresti?
È evidente che non devi imparare a memoria una definizione e darla come se niente fosse, però sarà positivo aver pensato con anticipo ad alcuni punti qualificativi che consideri dicano molto della tua personalità. Ovviamente dovrai scegliere i migliori, con questa domanda non hanno ancora voluto indagare sui tuoi difetti. - Quali sono le tue maggiori virtù ed i tuoi difetti?
Rispetto alle tue virtù, scegli quelle che possono avere ripercussioni sull’ambito professionale, per esempio: responsabilità, tenacità, voglia di superarsi, organizzazione, ecc. In quanto ai difetti, sii realista. Alcuni anni fa la risposta standard in questi casi era “sono troppo esigente con me stesso” o “sono estremamente perfezionista”. Oggigiorno è meglio commentare qualche difetto e, subito dopo, dire cosa stai facendo per migliorarlo.
Progetti professionali
Un altro terreno difficile nei colloquio è quello professionale. Sicuramente vorranno indagare, più di quanto ti piacerebbe, sui tuoi progetti futuri o sul tuo antico lavoro, ecc.
In questo campo non è necessario essere completamente sinceri, cerca di dire quello che intuisci che al selezionatore piacerebbe ascoltare e tieni presente ciò che interessa all’impresa. Segui questi esempi:
- Perché vuoi cambiare impresa?
Ciò che induce la maggior parte dei lavoratori a cambiare impresa è il denaro. Ma, anche se la tua massima motivazione è rappresentata da un aumento di stipendio, è meglio che non lo racconti al selezionatore. Parla invece del tuo interesse per una crescita professionale, per assumere nuove responsabilità e per guadagnare esperienza, se sei giovane.Non menzionare nemmeno i motivi reali se vuoi cambiare lavoro se non ti trovi bene con il tuo direttore o se non sopporti i tuoi colleghi. Se lo menzioni, il selezionatore potrebbe pensare che sei una persona conflittuale e che ti costa adattarti ai tuoi colleghi, tutto l’opposto di quello che vuoi dimostrargli.
- Quali sono i tuoi progetti professionali da qui a due anni?
Il selezionatore sarà contento di sentire che hai un piano di carriera proprio e delle mete professionali chiare. Ma non è necessario essere estremamente concreto, ti basta dire “mi piacerebbe avere un lavoro che mi permetta di crescere professionalmente e di apprendere continuamente” per fare una buona impressione. Utilizza una frase generica di questo tipo e non commentare i piani di futuro che possono essere incompatibili con i desideri dell’impresa.Per esempio, se richiedono al candidato una continuità nel posto, non è necessario commentare che vuoi risparmiare per fare un master all’estero, anche se professionalmente parlando sarebbe un vantaggio.
Intimità
Le domande più compromettenti sono quelle che riguardano l’intimità di ogni persona. E anche se si tratta di questioni scomode e che nella maggior parte delle occasioni non c’è motivo per farle, la realtà è che potrai ritrovarti con domande come queste:
- È sposato? È fidanzato?
- Ha intenzione di avere un figlio?
- È cattolico? Pratica qualche altra religione?
- Qual è la Sua linea di pensiero politico?
- Cosa fa nel Suo tempo libero?
Non tutte le domande sono sulla stessa linea di invasione all’intimità, ma alcune possono farti sentire molto scomodo durante il colloquio. Qui la decisione di rispondere o meno è tua, dipende da quello che ti interessa del lavoro, dalla fiducia che credi meriti l’impresa ed il selezionatore.
In qualsiasi caso puoi commentare: “Questa domanda non mi fa sentire molto comodo, è realmente importante per il processo di selezione?”
Interessi concreti
Altre questioni difficili, se non si va preparati, sono quelle che fanno riferimento all’impresa che ci effettua il colloquio. Domande comuni durante un colloquio sono:
- Cosa ne pensa dell’impresa? Che immagine ha secondo Lei?
- Perché vuole lavorare nella nostra azienda?
- Quali sono le Sue aspettative economiche?
Documentati prima di recarti a un colloquio. Investiga in che settore opera l’impresa, qual è la sua situazione strategica in relazione alla concorrenza, i suoi progetti, ecc. Elogia sempre l’azienda e, se sei critico, cerca di disporre di argomenti pertinenti.
In quanto alle aspettative economiche, non parlare di una cifra in concreto se non ti viene richiesto, dì che vuoi uno stipendio che sia adeguato alle tue conoscenze ed alla tua esperienza.
Se ti viene richiesta una cifra, cerca di sapere qual è lo stipendio medio del posto e, a partire da quello, negozia.
A prova di domande - di Laura Flores, giornalista, da InfoJobs
Thursday 23 February 2006 @ 12:01 pm | Permalink |

In molti ci consigliano di informaci sulla’azienda prima di andare al colloquio. Ma molte aziende pretendono di rimanere anonime, affidandosi ad un centro esterno di selezione, con la presenza di un proprio incaricato durante il processo dei colloqui.
In tali casi, come ci si deve comportare?
February 27th, 2006 at 14:05 pm — Scrivi la tua opinione ↓
In alcuni casi è meglio essere spontanei per non venire influenzati da eventuali pregiudizi che possono nascere qualora le informazioni riguardanti l’azienda non fossero delle più rosee. Per come la vedo io, l’azienda viene rappresentata dalla persona che effettua i colloqui, e per ciò che mi riguarda, potrebbe decidere di non chiamarmi a prescindere dai miei meriti, ma per una semplice, quanto banale, questione di antipatia.
March 23rd, 2006 at 12:32 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Cercare di sapere qual e’ lo stipendio medio del posto di lavoro per il quale ci si propone non e’ molto fattibile, a meno che non si conosca qualcuno all’interno.
Se il selezionatore chiede una cifra, si potrebbe rigirare la domanda rispondendo “Voi quale somma ritenete sia adeguata?” e poi trattare. E’ controproducente?
March 30th, 2006 at 12:31 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Rispondere sinceramente alle domande di intimità è impresa alcunquanto ardua.. specialmente se hai 30 anni, sei sposata e ti chiedono se vuoi avere un figlio.
July 19th, 2006 at 12:22 pm — Scrivi la tua opinione ↓
La questione economica è un punto dolente perchè solitamente non viene chiarificata se non dopo una serie di estenuanti colloqui (durante lo stesso processo di selezione) al termine dei quali magari ci si sente rispondere una cifra per nulla in linea con le nostre aspettative…questo tempo perso chi ce lo paga???
Secondo, molte aziende chiedono quanto prendiamo attualmente e da lì si basano sulla proposta da fare…non lo trovo onesto poichè se cercano qualcuno avranno pure pianificato un budget da dare…no?
September 15th, 2006 at 14:46 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Cara Vale,
il fatto che molte aziende chiedano “lei quanto guadagna?” non significa che bisogna rispondergli. Infatti, volendo essere pignoli, questa e’ una di quelle informazioni “protette” dalla legge 196/2003.
Loro ci provano e, spesso, ci fanno fessi… specialmente quando l’interlocutore si dimostra gentile!
November 26th, 2006 at 21:54 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Salve ragazzi, io ho fatto stamani un colloquio per un negozio di intimo alla moda.
Mi hanno chiesto che lavoro fanno i miei, se sono fidanzata, se convivo, che lavoro fa il mio ragazzo, ecc…
Ho risposto senza batter ciglio perche’ non ho nulla da nascondere ne’ da obiettare, anzi ne vado fiera dell’ambiente che mi circonda.
Pero’ secondo me queste domande son fatte apposta per deviarci, a trabocchetto, magari per rispondere male tipo “ma a te che ti frega?”. E allora si sa che con i clienti di pazienza ce ne vuole…
Ad ogni modo ogni colloquio ha la sua filosofia, vi sapro’ ridire se e’ andato a buon fine.
Ciao
March 27th, 2007 at 15:29 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Scusami Laura, ma non è così come dici tu riguardo alle informazioni personali né come dice Moreno riguardo ad essere spontanei:
Le informazioni personali, non solo solo per vedere se tu hai pazienza o mantieni la linea, serve anche per capire che disponibilità avrai, che intenzioni hai nel futuro che possano interferire con il posto di lavoro,
per esempio, se ti chiedono se vuoi avere un figlio e tu gli dici “si, il prossimo anno” è chiaro che potrebbero non prenderti perchè sanno che l’anno prossimo non sarai disponibile e addirittura dovranno supportare il periodo di maternità.
Riguardo alla spontaneità, si rischia di dire cose, che come nel caso delle domande personali, rischia di comprometterci, come per esempio: “dimmi un tuo difetto” e tu rispondi “non riesco a fare amici perchè mi incazzo facilmente” non credo che ti aiuti molto ad integrarti anche se la risposta potrebbe avere tutta freschezza del mondo.
Spero di essere stato utile,
Buona giornata
Daniel
June 1st, 2007 at 19:26 pm — Scrivi la tua opinione ↓
concordo pienamente, lo scopo del selezionatore è quello di scegliere il miglior collega nn dimentichiamolo, perciò qualsiasi domanda serve a tale scopo.
Se una persona è sposata ha a + difficoltà a spostarsi rispetto al celibe, riguardo la religiona o la politica nn mi è mai capitata una domanda del genere, nn avrebbe alcun senso…riguardo alla domanda sui pregi e i difetti si potrebberò dire degli aspetti del carattere che possono essere anke dei pregi, come l’essere pignolo.
September 14th, 2007 at 20:04 pm — Scrivi la tua opinione ↓
Ma se una persona non ha idea di quale sia il trattamento economico di una determinata azienda e gli viene posta la fatidica domanda :”Quanto desidererebbe prendere?”
Dire una cifra bassa potrebbe far pensare che ci si accontenta di qualsiasi cosa passi il convento; dire una cifra alta ci fa passare per presuntuosi o per chi crede che tutto gli sia concesso..Come trovare la via di mezzo?
March 26th, 2008 at 11:29 am — Scrivi la tua opinione ↓
Manu chiede che stipendio chiedere. Io chiedo quello che effettivamente voglio. Se prima prendevo 950 euro quando sono arrivata qui gli ho chiesto 1050. Se cambierò ancora chiederò 1150. Volevo dire un’altra cosa: non bisogna aver paura del colloquio e andare come se fosse un esame di cui dobbiamo conoscere le risposte. Anche se si sbaglia qualche risposta o ci si impapera non succede nulla! Siamo umani! La cosa più importante che secondo me bisogna dimostrare ad un colloquio è di essere sicuri delle proprie conoscenze e sicuri di riuscire a fare il lavoro che ti chiedono di fare. Se gli fai vedere che sei insicuro non ti prendono, se gli fai capire che lavorerai bene ti prendono. Tutto li.
June 17th, 2008 at 9:41 am — Scrivi la tua opinione ↓
io ritengo che tutte queste preparazioni alle volte non servono nemmeno…scusatemi sono molto pessimista ma nella maggior parte dei casi entra il raccomandato..e allora? che fare? non puoi che lasciar perdere e continuare cencando veramente il datore di lavoro ONESTO E SOTTOLINEO ONESTO, cosa che di questi tempi manca, che ti premi per la tua dialettica, per la tua capacità di porti e di lavorare.Quindi spero veramente in un colloquio che faccia emergere la mia esperienza e bravura e per questo premiata.
me lo volete fare voi un colloqui? :-)
July 21st, 2008 at 18:50 pm — Scrivi la tua opinione ↓